Il vostro amichevole consigliere di quartiere

10 giugno 2009

Ebbene si. La mattina di martedi 8 giugno, alle 04:15, dopo una notte che sembrava non finire mai, sono arrivati gli ultimi dati relativi allo scrutinio delle schede relative al quartiere San Vitale. Con 118 voti, distribuiti in maniera omogenea tra centro e periferia, dalla scuola Irnerio fino a Scandellara, sono stato eletto consigliere. Potete leggere i risultati (per il momento solo delle liste, senza le preferenze) sulla pagina web dedicata sul sito del comune.

Che dire? Intanto grazie a tutte e tutti voi, senza il vostro aiuto, non ce l’avrei fatta. E’ stata una campagna elettorale lunga e stancante, che mi ha insegnato molto. Ad ascoltare, prima di tutto. E a rendermi conto che ci sono davvero tanti problemi e tanto malcontento.

Il dato che balza agli occhi è che la somma dei voti dati alle liste di Cazzola e Guazzaloca, insieme, supera il risultato ottenuto dalla lista di centrosinistra. Fortunatamente sono andati ognuno per conto suo, altrimenti avrebbero vinto. Il centrosinistra perde, rispetto al 2004, oltre 4000 voti, più del 12%.

Cosa vuol dire questo? Che bisogna lavorare tanto, per dare risposte ai problemi che i cittadini percepiscono come reali. Non sarà facile.

Ora inizia un periodo di attesa. Intanto, prima della prima riunione del nuovo consiglio, e quindi prima del mio insediamento, passeranno almeno due settimane. Di certo dovremo aspettare il ballottagio di domenica 21 giugno. Andiamo tutti a votare Delbono, per costruire insieme una città del buonsenso. Poi mi siederò assieme agli altri eletti, eleggeremo insieme il Presidente del Quartiere, che sarà Mauro Roda, un amministratore esperto ma, soprattutto, un uomo che sa ascoltare le persone e i loro problemi.

Che dire? Intanto grazie a tutte e tutti voi, senza il vostro aiuto, non ce l’avrei fatta. Sto pensando a tante cose adesso, tante idee per proseguire questo nostro rapporto per i prossimi 5 anni. Vorrei trasformare questo blog e la mia pagina su facebook in un “centro di ascolto” virtuale per parlare del quartiere e della nostra città. Per segnalare problemi e proporre soluzioni. Non sarà facile, ma con il vostro aiuto potremo costruire insieme qualcosa di bello.

Sarà il nostro sogno utile, contro le paure.

Lorenzo elezioni 2009 , , , ,

Sesto senso e locali in centro storico

29 maggio 2009

Ieri il collettivo di gestione del Sesto Senso, lo storico locale ARCI in via Petroni a Bologna, in una conferenza stampa ha ufficializzato che il locale lascerà la sua sede storica alla fine di giugno, a causa dello sfratto imposto dai proprietari dello stabile, la Fondazione Giacomo Rusconi, indisponibile a rinnovare il contratto di locazione.

E’ una grave perdita. Quando un locale che promuove cultura (e non vende solo birre, come troppo spesso si sente dire) cessa di esistere, per lo meno in quel luogo, non ci sono assolutamente vincitori. Il Sesto Senso è un locale che era un punto di riferimento all’interno di una zona - via Petroni - degradata. Io personalmente sono convinto che i locali che rispettano le regole (le quali non possono essere delle corde al collo dei gestori, mi pare evidente) siano strumenti importanti per presidiare il territorio e renderlo più sicuro e vivibile.

Sono molto contento, ad esempio, della presenza, in via Centotrecento, di un nuovo circolo Arci - per lo meno, la gestione è nuova, sono tutti ragazzi in gamba che credono in un progetto, e non solo alla massimizzazione del profitto, a tutti i costi - il circoloquace, che è presente anche su Facebook.

Io credo che il Quartiere e il Comune possano “premiare” alcune realtà, anche finanziando - nei limiti dei budget sempre minori imposti dai tagli voluti da Tremonti e Berlusconi - alcuni singoli progetti culturali, ad esempio esposizioni, o mostre. Di certo, non può l’ente pubblico finanziare economicamente un locale, ma sono certo che il collettivo Sesto Senso non chiede questo.

Ci vuole più attenzione e più rispetto. Rispetto verso chi crede che il disagio sociale e il degrado si combattano ANCHE con la presenza di punti di riferimento importanti sul territorio, punti di riferimento che possono essere anche locali come appunto il Sesto Senso.

Non credo che una ragazza, dal 1 luglio, si sentirà più sicura passando da via Petroni ora che anche il Sesto Senso chiude bottega. Credo che una serranda abbassata sia una paura in più, e non un timore in meno.

Spero e cercherò di dare il mio contributo affinchè dall’8 giugno, davvero, si possa parlare della Bologna del Buon Senso.

Quanto al Sesto Senso, il loro posto è in zona Universitaria. Il fatto che ai ragazzi del collettivo abbiano chiesto anche 5000 euro al mese per un affitto è la dimostrazione di come la rendita sia un cancro grave all’interno della nostra società. Il caro-affitti soffoca le realtà che fanno (anche) cultura. Ma questo è un altro discorso, che va affrontato subito.

Lorenzo Bologna, san vitale , , , , , , ,

nessuna paura, nessun timore. Io ci credo

28 maggio 2009

Caro Lorenzo
ho molto riflettuto sull’opportunità di scrivere questo commento, considerata la dimensione “pubblica” che assumono, in questo contesto, le “riflessioni di dimensione privata” di un padre verso le scelte di un figlio. Ciò nonostante, conosci bene la mia sincerità, ho deciso di esprimerti le mie considerazioni su questo momento della tua vita senza timori e censure di alcun tipo.
La mia generazione, con colpevole responsabilità, ha visto sfumare tutte le speranze di rinnovamento; le attese suscitate dal Concilio Vaticano II, i sogni e le utopie di un 68 che miravano “una trasformazione globale della società per affermare l’autenticità al posto dell’equivoco, della menzogna, della maschera di cui si viveva”, fino ad arrivare alla delusione di una “seconda repubblica” che a conti fatti risulta essere più squallida della “prima”…
E’ stato un fallimento di noi adulti che voi giovani state amaramente pagando in termini di precarietà, umiliazioni, difficoltà di ogni tipo…
Di fronte ad una società che pare non affrire prospettive, governata da una gerontocrazia politica per lo più conservatrice anche quando si proclama di sinistra, molti giovani si arrendono all’evidenza, si rifugiano nel privato, umiliano la loro dignità e preparazione pur di raggiungere il minimo obiettivo della sopravvivenza, il posto di lavoro fisso!
Tu hai scelto di lottare, di non arrenderti, di “amare, sognare e non avere paura!”. Ho grande stima e rispetto della tua decisione ma non ti nascondo di essere io ad “avere timore”.
Timore che i tuoi sogni, le tue speranze, il sincero impegno che hai profuso nel tentativo di partecipare al miglioramento di questa società, prima come rappresentante degli studenti dell’Università di Bologna, adesso come candidato per il consiglio del Quartiere San Vitale rimangano delusi, che la lontananza dalla politica degli elettori ti impedisca di esprimere le tue qualità migliori, l’onestà, la preparazione, il sincero impegno per la politica, quella con la P maiuscola… e non quella esercitata per il proprio tornaconto…
Nello stesso tempo, ho fiducia… fiducia che la grande tradizione democratica degli elettori di Bologna, la loro abitudine a partecipare sinceramente alla gestione della vita pubblica, sappia guardare con simpatia e rinnovata speranza ad un giovane che ha scelto di rimanere a Bologna e sostenere la tua proposta di impegno!
In “bocca al lupo” figlio… io, comunque vada, sono con te…

Caro Papà,

quello che scrivi mi rende felice e orgoglioso. Felice perchè avere il tuo appoggio è per me di fondamentale importanza. Orgoglioso perchè la tua riflessione è, a mio avviso, così onesta e giusta che merita, anche in un piccolo blog come questo, un posto un pò più in vista che quello di commento a un articolo. Scelgo quindi, sperando che non ti dispiaccia, di pubblicare la tua lettera in prima pagina, e di risponderti qui. 

Non so come andrà a finire questa avventura, nè credo che da questa dipenda la mia scelta di lottare, non arrendermi, “amare, sognare e non avere paura”.  La tua generazione avrà anche visto sfumare le speranze di rinnovamento, ma almeno è stata capace di costruirsele, queste speranze.

Invece credo che chi è nato più o meno a ridosso degli anni ‘80 queste speranze o non le ha mai avute, con colpevole responsabilità - perchè alcune speranze non devono venirti offerte su un piatto d’argento, ma vanno costruite, forgiate - o le ha viste frustrate, distrutte, nel luglio del 2001, a Genova.

Non so se te l’ho mai detto, ma credo che nella repressione di quel movimento, giovane e pacifico, nei manganelli della scuola Diaz e nelle umiliazioni della caserma di Bolzaneto, qualcosa si sia rotto, qualcosa che non è facile costruire. Si è rotta la speranza di poter contribuire a creare un mondo migliore, e anche nei migliori di noi è subentrato, al massimo, un cinismo distruttivo. 

Dentro di me è scattato qualcosa, invece. come un senso di rinnovata volontà a contribuire a cambiare le cose. Ora che la notte sembra nera come poche altre notti nel nostro paese, ora io credo che ci sia bisogno di impegno. Perchè il disimpegno, lo schifo, il rifiuto della politica sono utili solo a chi non ha alcuna voglia di cambiare lo stato delle cose, anzi. 

E allora papà, lo dico anche a te. Non avere paura. I miei sogni, le mie speranze di cambiamento non sono così poco radicate da smottare facilmente. Hanno radici profonde, grazie anche a quello che voi avete saputo insegnarmi. 

Grazie ancora,

L.

Lorenzo myself

Strada Maggiore e via S.Vitale, due gioielli da valorizzare

21 maggio 2009

Il candidato sindaco del centrosinistra, Flavio Delbono, ha detto chiaramente che il Civis non passerà nè per Strada Maggiore nè per via Zamboni, ridisegnandone il percorso facendo passare il “Tram su gomma” su via Irnerio e, probabilmente, su Via Indipendenza.

Mi pare una proposta di buon senso, che mi sento di sottoscrivere e fare mia per due ragioni. I problemi (e le polemiche) relativi al Civis SONO sostanzialmente di due tipi: da una parte si sollevano problemi relativi alla sicurezza (il Civis è più grande dei classici autobus ATC e quindi gli autisti ATC hanno segnalato che in alcune strade il rischio collisioni con veicoli in sosta poteva essere elevato), dall’altro problemi relativi alla opportunità che un mezzo così ingombrante attraversi strade storiche come appunto via San Vitale o Strada Maggiore.

La proposta di Delbono è una sintesi ottima dei problemi e delle opportunità. Perchè io credo che il Civis sia una grande opportunità per la viabilità bolognese. Farlo passare per via Irnerio (che è una delle vie principali per l’accesso al centro storico e tuttavia a carreggiata ampia) è una soluzione a mio avviso ottimale (previa ok della sovrintendenza, ovviamente) che risolverebbe il problema della sicurezza e quello dell’accesso al centro storico in un colpo solo. Infatti la forza del Civis deve essere anche quella della sua duttilità. Sono convinto che un mezzo moderno come il Civis invoglierà i cittadini bolognesi ad un maggiore uso dei mezzi pubblici, mezzi pubblici che spesso sono tutt’altro che comodi e gradevoli. Senza considerare il fatto che mezzi “anziani” provocano forti esalazioni di PM10 nell’aria, con conseguenti danni per la salute di tutti noi.

A questo punto però, è necessario ragionare sulla riqualificazione urbana di via S.Vitale e Strada Maggiore, due strade storiche che stanno vivendo un periodo di affanno.  Intanto, Sirio non va toccato. Sono fortemente convinto che meno auto aiutino a vivere meglio e a rendere più funzionale una zona che può diventare grande attrattiva turistica e culturale. Allo stesso tempo però, occorre lavorare per valorizzare un triangolo che ha come base piazza Aldrovandi e come ipotenusa le due strade che sbucano sotto le Due Torri. Via San Vitale e Strada Maggiore meritano di più che essere considerate solo uno snodo primario della viabilità bolognese. 

Il nostro centro storico è un gioiello da valorizzare e da mostrare come un biglietto da visita di Bologna nel mondo.

Lorenzo elezioni 2009 , , , , , , ,

P come paura? No. P come periferie

18 maggio 2009

Credo fortemente, e vorrei caratterizzare in tal senso la mia campagna elettorale e, se sarò eletto i cinque anni del mio mandato, nel ruolo determinante che hanno le periferie urbane.

Le periferie hanno una peculiarità: o non se ne parla, o se ne parla male. Pochi giorni fa l’edizione locale di Repubblica ha preso spunto da un fatto di cronaca in sè esecrabile ma tutt’altro che generalizzabile per titolare “Emergenza periferia”.

Il problema principale è il solito: la convivenza tra gli italiani e gli immigrati. Sono stato qualche giorno fa a visitare la zona della Croce del Biacco, e mi ha incuriosito in maniera particolare l’area delle “case gialle”, ossia tutta la zona delle case ex IACP in cui adesso convivono famiglie di immigrati che hanno avuto accesso alle case popolari con le famiglie di italiani.

Il problema di fondo è sempre lo stesso: “danno fastidio, non rispettano le regole”, ma soprattutto, hanno accessi troppo facilitati alle case popolari, dato che uno dei principali indici presi in considerazione da Acer e Comune è il numero dei figli.

E qui casca, a mio avviso, il proverbiale asino. Posto che probabilmente è il caso di rivedere il criterio con cui vengono assegnate le case popolari, il problema di fondo è tutto culturale. Gli italiani fanno sempre meno figli perchè preferiscono poter dare al loro (spesso unico) figlio il massimo, quantificando questo massimo nella materialità di ciò che possono garantirgli. Per un immigrato questo discorso non vale, o vale sicuramente molto meno.

Siamo davvero a un passo dalla “polveriera sociale” descritta da Repubblica? Non credo affatto. I disagi ci sono, certo, ma occorre intervenire dove possiamo. Io credo che la scuola pubblica e lo sport siano due straordinari strumenti di integrazione che vanno valorizzati in tal senso.

La scuola, specialmente la materna e l’elementare, è il luogo dove i bambini imparano a venire a contatto indipendentemente dai propri genitori. Mi ha colpito, infatti, nella mia visita nella zona della Piazza dei Colori, vedere i figli degli immigrati giocare tra di loro. Per scendere giù in cortile, di solito, c’è bisogno del permesso dei genitori. A scuola no. Per questo io credo che bisogna investire tantissimo nella scuola pubblica. Non solo come strumento di istruzione ma anche e soprattutto come luogo di conoscenza reciproca e convivenza.

Lo sport, sotto questo punto di vista, è persino più efficace. Nella mia esperienza - che tuttora continua - di arbitro di calcio presso l’AIA di Bologna, ho arbitrato decine e decine di partite in cui le squadre giovanili (di società sportive bolognesi) erano dei veri e propri melting-pot. Occorre investire, e parecchio, sul volontariato sportivo anche e soprattutto come strumento e luogo di conoscenza reciproca e convivenza.

Tutto questo non è facile. Le diffidenze reciproche rimangono. I fastidi anche. Ma se c’è una speranza di integrazione sta proprio nei bambini. Cominciamo da qui, utilizzando gli strumenti (tanti) che una città come Bologna può darci.

E smettiamola di parlare poco e male delle nostre periferie. Piuttosto, parliamone di più e meglio.

Lorenzo elezioni 2009, san vitale , , , , , ,

Impegniamoci contro le paure

15 maggio 2009

Avere paura è umano. Paura di chi non si conosce e non si capisce. Paura di chi delinque e spadroneggia in quartiere. Paura di non trovare lavoro o di morire di lavoro.

Paura che la scuola non prepari o non sia un luogo sicuro. Paura che l’ambiente e il cibo siano avvelenati. Paura di non trovare casa, di non ricevere cure, di non avere un pensione. Paura di restare soli, abbandonati.

Ma amplificare le paure è diabolico. Questo fa la destra in Italia e anche a Bologna. Spaventare per controllare le persone. Spaventare per zittire. Spaventare per manipolare, dividere e comandare.

Contro la paura, sin da bambini abbiamo reagito accendendo la luce. Sconfiggere il buio vuole anche dire scoprire che le parole, i diktat, le insinuazioni, gli articoli di giornali, le leggi promulgate dai Ministeri della Paura servono solo a fare dimenticare le incertezze reali.

Quelle di generazione di precari e di quartieri auto-gestiti da cittadini troppo spesso soli.

Il mio impegno vuole essere contro le paure che condizionano sempre di più le nostre vite.

Amore e Sogno sono due requisiti indispensabili di cui abbiamo sempre più bisogno. Significano la passione che serve per impegnarci per le nostre scuole, per i nostri giardini, per i nostri portici. E per il nostro stare insieme.

Per sconfiggere le nostre paure e renderci più liberi. Liberi e libere di uscire dalle nostre case con tranquillità, di impegnarci insieme per un quartiere che è la nostra casa.

Questo blog mi accompagnerà per tutta la campagna elettorale, con un articolo al giorno sul quartiere, sulle proposte che vorrei mettere in campo, sui luoghi e le persone che incontrerò durante la campagna elettorale che farò al fianco di tanti amici e compagni di viaggio.

Incrociate le dita assieme a me!

Lorenzo elezioni 2009 , ,