Dalla parte dei giovani ricercatori precari

Se il buon giorno si vede dal mattino, le premesse rispetto al lavoro del Prorettore alla Ricerca, Dario Braga, sono positive. Le sue dichiarazioni dei giorni scorsi circa la necessità del pensionamento dei professori cha hanno superato il settantesimo anno di età a vantaggio del finanziamento dei dottorati di ricerca è una dichiarazione di buon senso che evidenzia però uno stato di crisi.

Che l’ateneo bolognese sia costretto a chiedere a professori emeriti di non pesare sul bilancio dell’Unibo è infatti frutto di insensati tagli alla ricerca prodotti da questo governo e dal ministro Maria Stella Gelmini. I bilanci 2010 saranno caratterizzati infatti da ulteriori tagli e a rimetterci saranno soprattutto i giovani ricercatori, il cui contratto è a rischio, e con loro, gli studenti dell’Alma Mater.

Anche a Bologna, come in tutti gli atenei italiani, infatti, i giovani ricercatori precari svolgono un ruolo di fondamentale importanza non solo per la Ricerca, ma anche per il quotidiano funzionamento dei corsi di laurea, sia per quanto concerne l’aspetto della didattica che quello della valutazione.

Un’università più giovane è un’università che apre le porte al futuro e alle nuove sfide. E il futuro di Bologna, la sua crescita e la sua valorizzazione, non può prescindere da un rinnovamento profondo anche del corpo docente dell’ateneo. Altro che i tagli della Gelmini.

Lorenzo consigliere di quartiere, università e ricerca

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