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Archivio per la categoria ‘Bologna’

L’offerta di cultura a Bologna è aumentata (Repubblica, 5 novembre 2009)

9 novembre 2009

Nonostante la crisi, la contrazione dei consumi, la precarietà che aumenta, a Bologna nel primo semestre del 2009 l’offerta di cultura - teatro (il 56 % delle iniziative), mostre (11%), e concerti (33 %) - è aumentata (del 12,6 %). Rispetto allo stesso periodo del 2008 è aumentato anche il pubblico: in misura sensibile, di oltre il 18 %. Ma è diminuita la spesa complessiva e cioè l´ammontare del valore dei biglietti venduti, scesa del 12,3 % (ovvero da 10.291.270 euro a 9.021.353).

Si va di più a teatro (la maggioranza del pubblico sceglie di passare così la serata) o ad una mostra (28 %), ma risparmiando sul prezzo del biglietto.  Contiene molte conferme e anche qualche sorpresa la ricerca che Legacoop ha commissionato a StageUp, agenzia di consulenza, presentata ieri in Cappella Farnese nel corso del convegno su «Opera aperta». Trovano conferma i punti di forza di Bologna: l´ampiezza dell´offerta, la presenza di importanti filiere della produzione culturale, la presenza dell´università, il potenziale di crescita del sistema museale, un sistema teatrale fortemente strutturato, il consistente patrimonio bibliotecario, una generale valorizzazione della creatività. Ma, per numero di iniziative, Bologna è superata non solo da Milano e Roma, ma anche da Firenze (l´offerta di attività teatrali, concertistiche, mostre è cresciuta del 20% e gli ingressi del 43,5%) e da Torino.

In termini di spesa pubblica pro capite, nel 2007 il Comune di Bologna ha speso 75 euro per abitante (28 milioni di euro in totale), secondo in questo solo al Comune di Venezia (che ha speso 99 euro per abitante, e 27 milioni in totale) e davanti a Firenze (61 euro, 22 milioni), Roma e Milano. Il futuro non è incoraggiante: «Abbiamo un problema di risorse, che diminuiranno ulteriormente nel 2010», ha avvertito l´assessore Mantovani, che ha invitato ad «evitare la frammentazione» dei fondi. «Serve una cabina di regia unica che valorizzi il Made in Bologna», ha affermato Giovanni Palazzi, presidente di StageUp. «Sarebbe necessario investire in infrastrutture dedicate», ha fatto eco Ethel Frassinetti, direttore di Legacoop Bologna, che ha rilanciato l´idea del Parco della Creatività a Parco Nord. Roberto Calari, responsabile Cultura, ha chiesto che «si diano prospettive di stabilità indicando le idee guida su cui investire: è questo il collante di una pianificazione urbana».

Lorenzo Bologna, cultura, rassegna stampa

Energia pulita e risparmio energetico: il Green Plan alla bolognese

4 novembre 2009

Il sindaco Flavio Delbono ha in mente un “green plan” alla Obama per Bologna, un massiccio piano di interventi di riqualificazione energetica di edifici pubblici e privati. Un’occasione non solo per raggiungere standard più elevati dal punto di vista ambientale, ma anche per rimettere in circolo l’economia cittadina.

A partecipare, infatti, saranno chiamate in primis le aziende bolognesi e l’amministrazione si aspetta una mano anche dal sistema bancario. Il primo passo è licenziare interventi in project financing su una cinquantina di edifici comunali, tra scuole, sedi di quartiere, centri sociali e sedi sportive con l’obiettivo di coibentarli e dotarli di pannelli solari.

Entro fine mese uscirà un bando su cui si è iniziato a lavorare in questi giorni. La strategia di Palazzo d’Accursio prevede che, a lavori ultimati, su un risparmio energetico stimato attorno al 30%, un terzo venga decurtato dalle bollette comunali, mentre il restante sarà lasciato alle aziende che hanno fatto i lavori per un tempo calcolato in base al loro rientro economico.

Il bando, nei piani dell’assessore all’ambiente Maurizio Degli Esposti, potrebbe essere rinnovato ogni anno fino al 2014, «così - ha spiegato - potremmo portare in classe A la maggior parte degli edifici pubblici».

La stessa strategia che il Comune vorrebbe riproporre sui privati, perchè «l’85% degli appartamenti cittadini è stato costruito prima del 1970 e sono tutti dei colabrodi energetici». Per incentivare i piccoli proprietari Degli Esposti ha in mente sgravi fiscali come l’abbattimento delle tasse di occupazione di suolo pubblico e la novità della figura del “controllore”: «Sarà un’agenzia con esperienza a livello nazionale e di grande credibilità che avrà il compito di controllare che i lavori vadano per il verso giusto».

Una garanzia che l’assessore ha previsto anche per gli interventi sul pubblico «dove abbiamo l’obbligo di non fare capitare incidenti». Per Degli Esposti, il “green plan” alla bolognese «rappresenta una sfida interessante per il tessuto imprenditoriale della città e mi auguro ci sia una valutazione attenta». Una chiamata alle armi vera e propria che, secondo l’assessore, servirà alle aziende cittadine a non arrivare impreparate quando saranno pubblicati i bandi per le ex aree militari: «Lì parteciperanno grandi soggetti internazionali e avere un tessuto già sperimentato potrà servire per competere meglio», è l’auspicio di Degli Esposti che non ha nascosto di pensare con favore «a programmi di aggregazione delle imprese locali». E per questo ha chiamato in causa anche le banche: «Da loro mi aspetto un’attenzione positiva», ha concluso.

(da L’informazione, 3 novembre 2009)

Lorenzo Bologna, ambiente e mobilità, rassegna stampa

Iperbole, wireless gratuito in tutto il centro storico (Corriere, 15 ottobre 2009)

15 ottobre 2009

Il sogno di molti internauti bolognesi è destinato a diventare presto realtà. Tra sei mesi, infatti, sarà possibile connettersi senza fili e gratuitamente in tutto il centro storico della città. Basterà essere iscritti alle rete civica Iperbole e avere con sé un computer (o un cellulare) predisposto per il Wi-Fi.

È stato il direttore generale di Palazzo d’Accursio, Gaudenzio Garavini, ad annunciare ieri l’estensione del Wi-Fi comunale a tutto il centro storico. «La prossima settimana completeremo il contratto per la connettività wireless in tutta la città dentro le Mura», ha detto Garavini, anticipando inoltre l’intenzione dell’amministrazione comunale di arrivare preso a «una vera banda larga a 100 Mbit».

Il servizio di connettività Wi-Fi offerto dal Comune era partito dalla zona attorno attorno a Palazzo d’Accursio estendendosi negli ultimi anni ad altri parti della città. Attualmente, infatti, il Wi-Fi comunale in città copre la zona che va da piazza Maggiore a piazza Verdi, l’area attorno alla Ma­nifattura delle Arti, quella attorno alla sede del Quartiere Navile e l’area di piaz za Liber Paradisus in corrispondenza della nuova sede del Comune.

Ora che il Comune ha trovato un nuovo operatore disposto a fornire il servizio, la rete wireless di Iperbole si estenderà a tutto il centro storico. Sarà l’azienda ferrarese Goonet a garantire il servizio aggiuntivo all’interno della Cerchia del Mille: nei prossimi sei mesi verranno montate 60 nuove posta­zioni che verranno attivate, con l’obiettivo di lanciare il nuovo servizio di connettività in primavera. Per connettersi gratuitamente al Wi-Fi comu nale basterà registrarsi al servizio Iperbole, ma rimarrà il tetto giornaliero di tre ore online (non cumulabili).

«Sarà un’operazione a costo zero per l’amministrazione », sottolinea il direttore generale Garavini, mentre l’ex vicesindaco Giusep pe Paruolo rivendica il successo di un progetto avviato dalla precedente amministrazione: «Sono contento che la nuova giunta porti a compimento il lavoro che avevamo impostato». Proprio la giunta Cofferati, infatti, aveva avviato la copertura Wi-Fi della città, ma era incappata anche in un bando andato deserto.

Lorenzo Bologna, giovani, rassegna stampa

Bologna, l’alcool in prima media (L’informazione, 13 ottobre 2009)

13 ottobre 2009

Bologna non segue Milano sull’allarme alcol. La battaglia a Palazzo D’Accursio nata sulla scia dell’ordinanza Moratti non sfocerà in misure drastiche: durante la seduta di commissione Politiche sociali di ieri si è aperta la strada per un’intesa bipartisan, ma eliminando le richieste più radicali proposti dal centrodestra. Respinta la proposta leghista di fare svolgere lavori alternativi ai minori colti in fallo, è stata cancellata anche la richiesta della lista Guazzaloca di notificare alle famiglie l’abuso di alcol da parte dei minori.

Nell’ordine del giorno rimangono così solo i «maggiori controlli alla vendita e alla somministrazione di alcolici ai minorenni» in base alle sanzioni previste dalla legge nazionale. Il centrosinistra accetta e pone l’accento sugli obblighi che spettano ai gestori dei locali, che non possono vendere alcol agli under 16. «È chiaro che questo è un compito espressamente della polizia municipale», sottolinea la democratica Lina Delli Quadri.

Il quadro dipinto dai responsabili dei servizi è comunque impressionante. «Il 20% dei ragazzi di prima media ha avuto un approccio con l’alcol», spiega Monica Brandoli dei Servizi sociali di Palazzo D’Accursio. «Ci sono casi di coma etilici nelle gite scolastiche, sono state trovate siringhe nei bagni delle scuole». Assodato «l’uso dell’alcol in un’età sempre più giovane», aggiunge Daniele Gambini del Sert, «ciò che va sottolineato è che lo fanno per lo più in associazione con altre sostanze, l’ecstasy o la cannabis». Risulta inoltre che molti minorenni si «sballano» solo al weekend, conservando per il resto della settimana un’esistenza normale.

Molti arrivano a Bologna da fuori città per il venerdì ed il sabato sera. Per questa categoria l’ex giunta Cofferati aveva deciso, nei suoi ultimi giorni di mandato, di creare un ambulatorio «per il consumo atipico», dove in sostanza le famiglie possano portare i loro figli senza rivolgersi al Sert. La scelta della sede era caduta sugli spazi di via Gorki da cui il Sert si sta trasferendo per andare in via Fioravanti. «Mi raccomando perchè la giunta porti avanti quel progetto», chiede l’ex vicesindaco Giuseppe Paruolo.

Tra i problemi che ostacolano l’attività dei servizi c’è lo scarso budget a disposizione. «Come Comune di Bologna
non c’è questo investimento economico pazzesco», si esprime per eufemismi Brandoli. Questo permette circa 40 interventi all’anno fuori dai locali frequentati dai ragazzi. Preoccupano anche le sostanze assunte nelle palestre, che qualche volta arrivano al vero e proprio doping.  Sotto le Due Torri «non esiste quasi la possibilità di fare sport senza
integratori».

Lorenzo Bologna, rassegna stampa

Graffiti, parte il piano di ripulitura

13 ottobre 2009

Il piano anti-graffiti, per quanto riguarda gli edifici pubblici, è ufficialmente partito. E presto arriverà anche l’intesa con i privati. Ieri mattina alle 9, simbolicamente, lo stesso sindaco Flavio Delbono a Palazzo Pepoli - in via Castiglione - ha dato il via ai lavori di rimozione di graffiti.
Al centro dell’attenzione ora c’è già il dopo: come fare cioè a rendere stabile la pulitura intensificando i controlli e spostando i writers su altri obiettivi. Inoltre, già «entro domani», come annuncia la presidente della Cna Loretta Ghelfi, potrebbe arrivare una intesa sugli edifici dei privati cittadini.
Già nel protocollo firmato ieri mattina in sala rossa dal Comune e dalle associazioni ci sono gli sgravi fiscali e la possibilità di sponsorizzare i ponteggi (senza oneri) fornita ai privati che decidono di intervenire sui loro immobili.
Ora l’idea è di mettere sul mercato degli abbonamenti in modo tale che chi li sottoscrive abbia garantiti altri interventi in caso i suoi muri venissero sporcati di nuovo.

«Dobbiamo renderli appetibili per i privati - spiega Ghelfi a margine della firma a Palazzo D’Accursio - facendo in modo che con i soldi che spendano possano avere la garanzia che si intervenga sempre». Per quanto riguarda la prevenzione, l’Ascom rinnova la richiesta di maggiori controlli. «Pattuglie di notte o telecamere - sintetizza il concetto il presidente dell’associazione commercianti Enrico Postacchini - Bisogna investire lì». Come annunciato, Ascom pulirà le serrande dei negozi, gratuitamente quelle degli associati, con condizioni ad hoc tutte le altre.

Ma c’è anche un’altra via per evitare gli imbrattamenti. Marco Buriani, numero uno dei costruttori, annuncia una proposta “provocator ia”. Prevedere «spazi nelle nuove realizzazioni, ad esempio dove ci sono barriere antirumore, dove i writers possano sfogare la loro capacità creativa». Il collegio costruttori farà anche «corsi per coloro che si mettono a fare questo lavoro, per evitare che chi interviene faccia più danni del graffitaro». Nell’ambito del patto, la Camera di Commercio cura la pulitura di tutti gli edifici di sua proprietà. Il presidente Bruno Filetti precisa però: «Questo è un avvio, siamo appena partiti e questa è una maratona, non una volata».

(Cristiano Zecchi, Informazione, 13 ottobre 2009)

Lorenzo Bologna, rassegna stampa

Prodi: macché portici, serve una città a misura di bici (Corriere, 6 ottobre 2009)

6 ottobre 2009

Romano Prodi, appassionato ciclista, giudica (e boccia) la proposta di impiegare piccole parti dei portici per congiungere le piste ciclabili della città. L’ex premier sollecita un rilancio complessivo delle politiche urbanistiche e di mobilità per favorire l’uso della bicicletta a Bologna. E invoca un piano per la piena utilizzazione dei sentieri sui colli.

Professore, allora, come si va in bicicletta a Bologna? Che città è questa per ciclisti e biciclette?

«Beh, ci sono le città — come Ferrara, Ravenna, Reggio Emilia o Modena — in cui i ci clisti sono una parte rilevante nel panorama della mobilità ur bana e poi c’è Bologna, che è un’altra cosa».

Appunto, com’è?

«Ci sono due aspetti del pro blema: le piste ciclabili fuori dalla città, quelle usate per di letto, e quelle all’interno della città utilizzate per andare a lavo rare o come sistema di traspor to urbano. Sono due realtà com pletamente diverse. Riguardo alle prime, Bologna avrebbe po tenzialità molto forti ancora non sfruttate a dovere: penso al la necessità di completare i per corsi esterni, quelli lungo i fiu mi, e fare in modo che si possa no intersecare in un unico siste ma con le piste ciclabili periferi che o di aperta campagna. Qui siamo ancora indietro e ci vuo le un rapporto con i comuni confinanti; anche collegando i vari parchi esistenti. Un aspet to, questo, che si lega con la ne­cessità in-di-spen-sa-bi-le di ri pristinare i sentieri della pri ma collina, dove le terre colti vate sono sempre meno e do ve i colli vanno verso un pro gressivo inselvatichimento. Questo aspetto, per la verità, riguarda più chi ama cammi nare o correre sui colli, ma ne parleremo dopo…».

Ma allora, giusto utilizzare anche modeste parti dei porti ci come pista ciclabile?

«Il requisito fondamentale di un percorso ciclistico urbano è la sicurezza. Un ciclista deve potere viaggiare in una situazione di totale protezione, altrimenti le piste ciclabili è meglio non farle. Un percorso misto attraverso i portici non è praticabile: è insicuro per il ciclista ed è insicuro per il pedone. Una convivenza impossibile, i porti ci di Bologna devono mantene re la loro caratteristica vivibili tà. Al massimo si può immagi nare qualche minimo passag gio, ma solo laddove è assoluta­mente necessario e dove non diventa invasivo».

Ma Bologna sarà mai una città a misura di ciclista?

«Bologna ha una complica zione: è in pendenza. Ad esem pio, per andare in stazione dal le due torri ci vogliono 5 minu ti, per tornare dalla stazione al le due torri per via Indipenden za, se va bene, almeno il dop pio. È una piccola complicazio ne che penalizza tuttavia l’uso generalizzato della bicicletta. Comunque, per ritornare al pro blema, è indispensabile che an che nel centro urbano il ciclista possa disporre di sedi assoluta mente sicure. Vi ricordate quando si tentò di fare una pi sta ciclabile in Via Rizzoli in cui l’incauto ciclista si trovava stretto fra due autobus? Nessu no ebbe il coraggio di portare fino in fondo l’esperimento per ché avere piste ciclabili in cen tro significa togliere il traffico automobilistico di intere parti della città».

Pedonaliz zare seletti vamente per incrementa re l’uso della bici?

«Sì, partendo dal presuppo sto che il traffico misto non può esistere. Adagio, adagio si può cominciare a modifica re la cultura del trasporto cit tadino puntando sui criteri di separazione degli spazi e di si curezza. Intanto partiamo dai nuovi quartieri. La progetta zione stessa dei nuovi inse­diamenti deve contemplare gli spazi ciclabili. E poi vedia mo se è possibile tracciare qualche percorso che dalla pe riferia porti verso il centro. Anche voi vi sarete sentiti ri portare mille volte la frase ‘andrei volentieri in centro in bici ma non me la sento di attraversare i viali’».

Vogliamo tornare al di scorso dei colli?

«Eccome. A Bologna non ci godiamo più la nostra collina: è urgente fare qualcosa per ren derla di nuovo praticabile e vivibile, altrimenti se la riprende rà il bosco. E in buona parte un bosco impraticabile».

Lei spronò Delbono a darsi da fare sul problema dei graffiti. Cosa pensa dei primi pas si della giunta?

«Sui graffiti mi sento abba stanza tranquillo, vedo una preparazione intensa e penso pro prio che partirà presto. Piutto sto mi pare più complicato at tuare l’altro suggerimento che lanciai a proposito delle serran de dei negozi e dei garage. Le serrande metalliche, nel centro di Bologna, sono un pugno nel l’occhio. L’arredo urbano è im portantissimo e l’idea di comin ciare a sostituire, un po’ alla volta, le serrande con porte di legno mi sembra importante. Ce ne sono di bellissime, tecno­logiche, bascultanti, di tutti i tipi. Si può iniziare sperimentando nei confronti di questo piccolo ma grande problema una forte collaborazione fra il Comune e i proprietari delle serrande stesse. Un altro contributo per i nostri portici che sono davvero unici al mondo. E anche l’Unesco apprezzerà».

Lorenzo Bologna, ambiente e mobilità, rassegna stampa