A testa alta
Le dimissioni di Flavio Delbono hanno, tra le altre conseguenze, anche l’automatico decadimento dei consiglio di quartiere, a soli sette mesi dal nostro insediamento.
Non vi nascondo l’amarezza che sto provando in questo momento, amarezza principalmente nei confronti vostri e dei 118 donne e uomini che a giugno hanno scelto di concedermi la loro fiducia. Cosa dire? In questi pochi mesi ho avuto modo di incontrare decine di rappresentanti di associazioni culturali e sportive, con i quali abbiamo progettato l’estate 2010 e abbiamo parlato dei problemi relativi all’impiantistica sportiva a bologna e alle necessità di spazi per i giovani. Tutti questi progetti e queste idee in questo momento svaniscono come lacrime nella pioggia, per citare quel meraviglioso film che è Blade Runner.
Ma una cosa supera l’amarezza: la consapevolezza di poter guardare tutti voi negli occhi certo di aver dato tutto quello che avevo ed essermi messo a disposizione dei cittadini in questi mesi. I progetti sui centri anziani, da trasformare in centri sociali veri, che superino la divisione tra generazioni per concedere quegli spazi alle associazioni culturali che ne fanno richiesta e superare così il problema grave degli spazi per i giovani è un tema che rimarrà aperto anche nella prossima campagna elettorale.
Il progetto della festa di strada in via San Vitale, proposto dal Gelatauro e subito accolto dal quartiere, rimane una proposta viva, che parte dal principio di coinvolgere gli esercenti in proposte attive di gestione corretta di una zona bellissima della nostra città.
La volontà di rilanciare il progetto di ciclopedonalizzazione di alcune zone, tra centro storico e cirenaica rimane viva e non potrà non essere oggetto di chiunque voglia interrogarsi su cosa serve davvero al nostro quartiere per essere più bello e più a portata di bambini e di anziani.
Ho cercato di lavorare tenendo in mente le parole che hanno contraddistinto il mio impegno e la mia promessa in campagna elettorale: amare, sognare, non avere paura.
Ci sarebbero tante cose da dire, ancora, ma per il momento preferisco riflettere e fare i conti con questi miei sei mesi di conoscenza e di responsabilità nei confronti della città e del mio quartiere. E’ troppo presto per parlare di una mia ricandidatura, il mio lavoro e le persone a cui voglio bene forse reclamano un pò del mio tempo. Ad ogni modo ci tengo a ringrazio comunque tutti gli amici e i compagni che mi hanno fatto vivere questa esperienza. Oggi prevale l’amarezza, ma anche la consapevolezza di aver impiegato sei mesi della mia vita al servizio dei bolognesi.
Grazie mille a tutte e a tutti voi

