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una scelta di parte
Io in queste elezioni ho scelto di fare una scelta di parte.
Come moltissimi, sono rimasto deluso dal governo Prodi, un governo che, a causa della legge elettorale, è stato ostaggio dei colpi di testa di singoli senatori (Dini, Mastella, Manzione, Binetti: tutta gente “moderata” e di centro) che, alla fine, lo hanno fatto cadere. Avevo votato Prodi perché ritenevo (e ritengo) fondamentale un intervento sul precariato. Non c’è nessuno che può convincermi che il precariato sia un male necessario per far andare avanti la nostra economia. Così non si va avanti, si torna indietro.
Indietro a un tempo in cui non c’erano garanzie per i più giovani, in cui la possibilità di rendersi autonomi da mamma e papà era praticamente un’utopia, in tempi in cui la speranza di un futuro autonomo era una pia illusione.
Negli ultimi trenta anni la percentuale della ricchezza prodotta in Italia destinata agli stipendi è passata dal 60% al 40%. Vuol dire che mentre la maggior parte degli italiani si impoveriva, una parte molto meno cospicua si è arricchita alle nostre spalle. Quella stessa parte che ora ritiene la precarietà un “male necessario” per lo sviluppo del Paese.
Questa volta voterò chi vuole lavorare per invertire questa tendenza. Chi vuole lavorare per aumentare gli stipendi, diminuire i prezzi e, quindi, anche i profitti di chi si arricchisce comunque, costi quel che costi.
Molti miei amici dicono: sono tutti uguali, me ne sto a casa. Io credo che gli stipendi dei politici vadano equiparati alla media europea – più bassa di quella italiana - che molti privilegi vadano aboliti. Ma credo nella necessità della politica. Senza politica non c’è democrazia, quindi non c’è libertà. Per questo scelgo di andare a votare.
Chi mi conosce sa che non sono un estremista. Ho militato per anni nei DS e nella Sinistra Giovanile. Ma ho scelto di non seguire la scelta del Partito Democratico. Un partito che vuole rappresentare gli operai ma anche gli imprenditori. Che vuole tutelare tutto e il contrario di tutto. E’ un partito che non serve, perché è un partito che non sceglie. E’ un partito che non determina, ma che galleggia. Un po’ qua, un po’ la. A seconda delle convenienze. E’ un partito che allontanerà le persone e i giovani dalla politica, anziché avvicinarle.
Ho scelto di fidarmi di questa nuova formazione politica, La Sinistra L’Arcobaleno. Lo faccio convintamente, al di là dei singoli. Molti diranno: ma Bertinotti… io dico: le idee e le proposte che fa l’arcobaleno mi convincono. Non sono estremismi: parlano di lavoro e di tutela del mondo in cui viviamo. Parlano di libertà personali e collettive e di lotta alle mafie. In una parola, parlano di FUTURO.
E parlano di donne, e di diritti delle donne. Viviamo in tempi bui, in cui vengono messe in discussione conquiste di libertà e battaglie di emancipazione. Il corpo delle donne viene utilizzato ancora una volta come strumento elettorale. Ci si inchina alle ingerenze del vaticano e dei vescovi, non si ha rispetto per la dignità delle persone e per le libere scelte di tutte e tutti noi. Scelte che devono poter riguardare la nostra vita e anche la nostra morte. Io voterò chi ritiene che ognuna e ognuno abbia il diritto di decidere del proprio corpo e della propria vita, e per quello si batterà.
Non ho la presunzione di far cambiare idea a chi avrà già deciso chi votare e se votare. Ma se queste mie considerazioni possono servire come contributo, a quarantotto ore dal voto, allora sarà stato tempo speso bene.
mauro del vecchio, un uomo vero

Per quanto riguarda il problema del nonnismo, che ha causato tanti suicidi tra giovani soldati sottoposti a sevizie e umiliazioni di ogni genere, il democratico generale ritiene che "Episodi di nonnismo soft fanno parte della vita dell'esercito e sono tutto sommato educativi, non lasciano l'amaro in bocca". "Anche io, quando studiavo all'Accademia, sono stato vittima di episodi di nonnismo da parte degli anziani, piccoli scherzi come bustinate ai capelloni. Nulla di male, sicuramente nulla di diseducativo". Sarà stato questo nonnismo educativo ad accendere la antasia dei tanti carabinieri e poliziotti che hanno umiliato con parole e azioni le tante ragazze e i tanti ragazzi rinchiusi e umiliati a Bolzaneto nei tragici giorni di Genova 2001.
tanto per chiarire…
12:05 Follini: "Bertinotti ha ragione, Pd è neocentrista"
"Le dichiarazioni di Bertinotti, secondo cui il Pd è un partito 'neocentrista', ci calzano a pennello. Vorrebbe essere una critica ma, almeno per me, è un grande complimento". Lo dice il responsabile comunicazione del Pd Marco Follini.
io voto RITA (altri marianna…)
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