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Archivio per la categoria ‘impegno contro le paure’

A testa alta

28 gennaio 2010

Le dimissioni di Flavio Delbono hanno, tra le altre conseguenze, anche l’automatico decadimento dei consiglio di quartiere,  a soli sette mesi dal nostro insediamento.

Non vi nascondo l’amarezza che sto provando in questo momento, amarezza principalmente nei confronti vostri e dei 118 donne e uomini che a giugno hanno scelto di concedermi la loro fiducia. Cosa dire? In questi pochi mesi ho avuto modo di incontrare decine di rappresentanti di associazioni culturali e sportive, con i quali abbiamo progettato l’estate 2010 e abbiamo parlato dei problemi relativi all’impiantistica sportiva a bologna e alle necessità di spazi per i giovani. Tutti questi progetti e queste idee in questo momento svaniscono come lacrime nella pioggia, per citare quel meraviglioso film che è Blade Runner.

Ma una cosa supera l’amarezza: la consapevolezza di poter guardare tutti voi negli occhi certo di aver dato tutto quello che avevo ed essermi messo a disposizione dei cittadini in questi mesi. I progetti sui centri anziani, da trasformare in centri sociali veri, che superino la divisione tra generazioni per concedere quegli spazi alle associazioni culturali che ne fanno richiesta e superare così il problema grave degli spazi per i giovani è un tema che rimarrà aperto anche nella prossima campagna elettorale.

Il progetto della festa di strada in via San Vitale, proposto dal Gelatauro e subito accolto dal quartiere, rimane una proposta viva, che parte dal principio di coinvolgere gli esercenti in proposte attive di gestione corretta di una zona bellissima della nostra città.

La volontà di rilanciare il progetto di ciclopedonalizzazione di alcune zone, tra centro storico e cirenaica rimane viva e non potrà non essere oggetto di chiunque voglia interrogarsi su cosa serve davvero al nostro quartiere per essere più bello e più a portata di bambini e di anziani.

Ho cercato di lavorare tenendo in mente le parole che hanno contraddistinto il mio impegno e la mia promessa in campagna elettorale: amare, sognare, non avere paura.

Ci sarebbero tante cose da dire, ancora, ma per il momento preferisco riflettere e fare i conti con questi miei sei mesi di conoscenza e di responsabilità nei confronti della città e del mio quartiere.  E’ troppo presto per parlare di una mia ricandidatura, il mio lavoro e le persone a cui voglio bene forse reclamano un pò del mio tempo. Ad ogni modo ci tengo a ringrazio comunque tutti gli amici e i compagni che mi hanno fatto vivere questa esperienza. Oggi prevale l’amarezza, ma anche la consapevolezza di aver impiegato sei mesi della mia vita al servizio dei bolognesi.

Grazie mille a tutte e a tutti voi :)

Lorenzo consigliere di quartiere, impegno contro le paure

Giornata mondiale per la lotta contro l´Hiv

1 dicembre 2009

I nuovi contagi del virus Hiv sono stabili, ma non è una buona notizia. La buona notizia sarebbe se il numero dei sieropositivi fosse diminuito, ma così non è. Le infezioni da Hiv invece «non diminuiscono», afferma la Regione Emilia-Romagna, nella giornata mondiale per la lotta contro l´Hiv, che ricorre oggi. Ogni centomila abitanti, più di nove emiliano-romagnoli (9,1) nel biennio 2007-2008 sono risultati positivi al virus Hiv.

In provincia di Bologna, solo un po´ meno: 8,8 persone ogni centomila abitanti. Dato che in provincia di Bologna vive quasi un milione di persone, vuol dire che in un anno si sono ammalate quasi novanta persone. La media italiana è di 97 persone per milione. «Un dato - dice la responsabile dell´Osservatorio regionale Alba Carola Finarelli - in linea con quelli del sistema di sorveglianza europeo. Secondo Eurosurveillance nel 2008 ci sono 9,7 nuovi malati ogni centomila abitanti. E il trend delle nuove diagnosi nell´area ovest dell´Europa, di cui fa parte l´Italia, è stabile dal 2002».

Una stabilità che preoccupa, perché le campagne di prevenzione non riescono a penetrare a fondo nella convinzione diffusa che l´Aids la prendono solo gli altri, quelli che fanno parte di categorie a rischio. «Ma l´81 per cento delle nuove infezioni sono per trasmissione sessuale, o con eterosessuali o con omo-bisessuali. Gli stili di vita continuano a condizionare non solo la propria vita, ma quella delle persone con cui si hanno rapporti».

E la spiegazione della dottoressa Finarelli è questa: «Tra sapere che l´Aids è in agguato e mettere in atto le pratiche per difendersi c´è un divario enorme. Insomma, il concetto di rischio diffuso non è ancora stato assimilato». «Il vero rischio è ancora l´ignoranza», dice senza mezzi termini un comunicato dell´Ausl di Bologna.

«I rapporti sessuali sono oggi il principale fattore di rischio, mentre permane lo stereotipo che la colpa sia delle droga e dunque si sottovaluta il pericolo». A fronte della «stabilità» dei nuovi contagi (che interessano per il 64 per cento gli uomini dai 30 ai 45 anni e addirittura per il 68 per cento le donne tra i 20 e i 39 anni), calano i nuovi casi di Aids conclamato. In Emilia Romagna nel 2008 sono stati 112.

Nell´area metropolitana bolognese secondo l´Ausl i casi sono stati 30, contro i 27 del 2007. Dati in aumento, in questo caso, ma un po´ sotto la media regionale.

Lorenzo cultura, giovani, impegno contro le paure

pedonalizzazione e zona U, due punti di vista

12 novembre 2009

ritengo importante pubblicare queste due lettere, tratte dalle “lettere al direttore” de l’Informazione di oggi, in quanto esprimono molto bene quello che è anche il mio pensiero su pedonalizzazione, zona U, mobilità sostenibile, centro storico.

  • BENE LA PEDONALIZZAZIONE

Sono una cittadina residente nei paraggi di porta S.Vitale (un posticino davvero tranquillo!), e passo quotidianamente dalla zona universitaria, a piedi o in bicicletta, in quanto è l’unica alternativa respirabile e sicura per attraversare il centro storico. Per 8 anni essa è stata il “percorso casa-scuola” (materna e elementare) dei miei figli; l’anno scorso, anche grazie alle pedonalizzazione, mio figlio più grande, in quinta elementare, ha cominciato a compiere questo percorso da solo a piedi.

Anche il Giardino del Guasto è stato per anni una meta fissa per i miei figli, uno dei pochi spazi a misura di bambino raggiungibili a piedi, in bici, sui pattini.. Spesso mi fermo con loro nelle strade della zona U per un gelato o ci allunghiamo fino a via Irnerio in libreria. Non ho dubbi che la pedonalizzazione ha migliorato la vivibilità di tutta l’area, direi che è una piccola “riserva indiana” per chi ha scelto la mobilità sostenibile.

Credo che l’esperimento sarebbe da estendere e riprodurre, ma almeno non toglieteci la zona U! Lasciateci gustare il nostro gelato della domenica! (A. S.)

  • LA BICI DÀ QUALITÀ ALLA CITTÀ

Da quasi vent’anni vivo in Via Mascarella, all’interno della zona “U”, e conosco bene il contesto socio-economico ed ovviamente architettonico- urbanistico di questa zona. Ho avuto, negli ultimi anni, il piacere di lavorare parecchio su queste strade, giorno dopo giorno a contatto con ogni tipo di abitante locale, dal negoziante al residente fino agli studenti fuori sede ed ai venditori ambulanti, ovvero con tutti i miei vicini di casa.

Parlando e ri-progettando, con loro e con gli avventori provenienti da tutta la città, le piazze e le strade dei dintorni, ho potuto constatare quanto per tutti la qualità più alta e imprescindibile della zona in cui amano vivere o venire fosse il tipo di fruizione ciclo-pedonale, lenta e poco stressante che questa zona permette. Gli economici e silenziosi spostamenti in bici, il piccolo commercio che gode di una mobilità leggera, la possibilità di scambio umano continuo che è permesso solo da un utilizzo continuamente interattivo e poco invasivo con il contesto, cioè una fruizione ciclo-pedonale.

La richiesta espressa da me come dalla quasi totalità degli abitanti sopra citati è semmai quella non solo di non tornare indietro con la pedonalizzazione ma di estenderla e di supportarla con interventi di arredo urbano diffusi che attirino ed accompagnino il turista, l’avventore o il residente nel vivere queste strade. (S. R.)

Lorenzo ambiente e mobilità, consigliere di quartiere, impegno contro le paure

Sicurezza, la lega nord e le buone idee

28 settembre 2009

Il consigliere comunale della Lega Nord, Manes Bernardini, ha presentato in consiglio comunale un ordine del giorno sulla sicurezza che comprende diverse iniziative di cui dovrebbe farsi carico il Comune. Dai ‘lavavetri’ al controllo del territorio condiviso (leggi ‘ronde’), dai ‘writers’ agli ambulanti abusivi fino ai bivacchi e al sistema del vuoto a rendere. Su quest’ultimo tema c’è stata - giustamente - un’apertura da parte del Pd ad aprire un tavolo di concertazione con le categorie interessate.

Ho ritenuto opportuno fare il seguente comunicato stampa, ripreso in parte da L’Informazione di venerdi:

Nell’ordine del giorno presentato dal consigliere della Lega Manes Bernardini c’è del bello e c’è del nuovo. Solo che quello che è bello non è nuovo e quello che è nuovo non è bello.

Tralasciando la parte relativa agli “interventi” che il Comune dovrebbe fare contro lavavetri, ambulanti, writers – la solita retorica leghista da ronda e manganello, ideologica e di certo non utile a garantire la sicurezza dei cittadini di Bologna – vorrei far presente che la proposta riguardante il “vuoto a rendere” è stata già avanzata da un nutrito gruppo di associazioni studentesche, comitati e associazioni di cittadini stranieri, durante lo scorso mandato.

Nel merito, la proposta è stata oggetto di diversi incontri con l’allora assessore Silvana Mura (all’epoca dell’ordinanza Mura nel 2005) ed è tutt’ora reperibile – corredata dai nomi delle associazioni che allora la presentarono – sul sito internet del Comune, nelle oltre cento pagine dell’Istruttoria sulle politiche per l’Immigrazione, promossa dall’allora Presidenza del Consiglio Comunale nel febbraio 2007.

Perché diciamo che la Lega copia male? Perché quella proposta era parte di un piano integrato di valorizzazione della zona universitaria, piano che – tra le altre cose – comprendeva proposte circa l’arredo urbano, i luoghi della socializzazione giovanile, l’avvio di un dialogo con l’ateneo per l’apertura serale delle sale studio, l’accensione di Sirio 24 ore su 24.

Proposte che, chiaramente, Bernardini non sostiene, e sulle quali ha preferito “chiudere un occhio”.

In conclusione, anche Sinistra Democratica è disponibile all’apertura di un tavolo di concertazione con le categorie interessate circa la promozione del sistema del “vuoto a rendere”, chiedendo però che a quel tavolo possano sedere anche le associazioni studentesche e dei comitati di cittadini.

Credo che le ragazze e i ragazzi che cinque anni fa spesero il loro tempo e le loro idee per preparare un piano integrato di valorizzazione urbana del centro storico meritino molto di più che veder ripresa una delle loro proposte in modo parziale e soprattutto mischiata a proposte ideologiche e securitarie di bassissimo livello.

Personalmente posso promettere che quelle idee, la loro filosofia di fondo e la loro messa in pratica saranno al centro della mia attività come consigliere di quartiere e come presidente della commissione “Culture”.

Lorenzo consigliere di quartiere, giovani, impegno contro le paure

Aiuti per casa e badanti in arrivo dal Comune (Repubblica, 8 settembre 2009)

8 settembre 2009

Il sindaco Flavio Delbono vuole aiutare le famiglie che hanno assunto una badante per curare i propri anziani. Dopo l’intervento mirato sull’infanzia e la scuola, Palazzo D’Accursio pensa a quest’altro capitolo di spesa dei bolognesi.

Nessun legame diretto con la regolarizzazione aperta dal Governo, ma ”un’iniziativa da approfondire con la Regione per lavorare in coerenza con quanto gia’ fatto”. E’ presto ancora per conoscere le cifre che saranno rese note la prossima settimana, tuttavia si tratterà di un intervento economico comunale a favore delle famiglie che non riguardera’ il fondo di autosufficienza.

Contro il caro-casa, invece, l’assessore Milena Naldi ha rivisto le procedure di assegnazione del fondo comunale per l’affitto, circa 163.000 euro. Fino ad oggi, infatti, le risorse venivano assegnate con una graduatoria, ma Naldi ha intenzione  di ”cambiare questi criteri che non contemplano un momento di crisi come questo gia’ a partire dalle richieste 2009”.

A beneficiarne, dunque, sara’ chi ha perso il lavoro, precari compresi, e chi gia’ rientra nelle categorie toccate dagli altri aiuti. Inoltre l’assessore confida di poter rimpolpare il fondo con risorse straordinarie.

Lorenzo Bologna, impegno contro le paure, rassegna stampa

I nostri amici a quattro zampe e le regole da rispettare

2 settembre 2009

Nei giorni scorsi in via Broccaindosso, come riportato anche dal Resto del Carlino, uno schnauzer nano è stato ferito gravemente da un rottweiler. Questo episodio è soltanto l’ultimo di una lunga serie di incidenti che accadono in quanto non viene rispettata dai proprietari degli animali la legge che disciplina la custodia dei cani. Ma non solo.

Nel caso specifico, il proprietario dello schnauzer ha avuto modo di dichiarare che il rottweiler era “al guinzaglio ma senza museruola”. Il caso specifico è bastato per far presentare al consigliere Pdl Carella un’interrogazione al sindaco per sapere “cosa intende fare il comune per tutelare i cittadini e gli animali più piccoli”. Il consigliere Pdl forse ignora che proprio quest’anno, il 25 marzo - e per opera di un sottosegretario del suo stesso governo, Francesca Martini (Lega Nord) - è entrata in vigore un’ordinanza sulla “tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani”.

Questa ordinanza non prevede l’obbligo della museruola (cosa a mio avviso sbagliata, soprattutto per i cani di grossa taglia. Vale la pena ricordare che la precedente ordinanza voluta dall’ex ministro Sirchia identificava un elenco di cani definiti “pericolosi”, tra questi, appunto, il rottweiler. La blacklist è stata ora abolita, per cui tutti i cani sono considerati uguali di fronte alla legge).

Secondo l’ordinanza Martini,  il proprietario, infatti, deve avere a portata di mano la museruola, da utilizzare in caso di necessità. Come si possa mettere la museruola ad un rottweiler incazzato sfugge ai più, ma tant’è.

Secondo l’ordinanza i proprietari dei quattrozampe da oggi avranno l’obbligo di tenere al guinzaglio (che non deve essere più lungo di 1,5 metri) i loro animali. Non è possibile mai, in nessun caso e per nessuna razza, tenere il proprio cane privo di guinzaglio (art. 672 cp omessa custodia e malgoverno di animali).

Ora, io credo che un’ordinanza ad hoc del sindaco possa servire, soprattutto per integrare un’ordinanza che, non sfuggirà a Carella, è limitata e probabilmente eccessivamente “buona”. Per quanto io non creda che esistano razze di cani “più cattive” di altre per natura (l’unica bestia pericolosa è l’uomo), è evidente che i danni che può causare un rottweiler o un bulldog non sono gli stessi che può causare un bassotto.

Molti cani sono spesso l’unica fonte di compagnia e di felicità di tanti anziani rimasti soli.  E’ facile immaginare quale trauma anche psicologico possa provare un anziano uscito a comprare il latte con il suo amato cagnolino e vederlo ucciso da un altro animale sfuggito al controllo del proprietario.  Credo pertanto che si possa lavorare ad una soluzione che possa tutelare in primis gli animali e poi anche i proprietari, e anche su questo cercherò di attivare il quartiere San Vitale.

Lorenzo consigliere di quartiere, impegno contro le paure