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Archivio per la categoria ‘italia’

Quella povertà che ci fa paura

12 novembre 2008

Se davvero lo sdegno e la condanna che il mondo politico e istituzionale tutto ha manifestato nell’apprendere la notizia del clochard cui è stato dato fuoco mentre dormiva su una panchina a Rimini è sincero e non rituale, occorre anche che si riconsiderino certe azioni, dichiarazioni e interventi che, io credo, hanno contribuito a innalzare a ben oltre i livelli di guardia la soglia di intolleranza che è presente nella società italiana.

Michele Serra, su Repubblica di oggi, parla di odio verso i deboli, causato inconsciamente da un benessere obbligatorio che ci spinge per riflesso a rendere insopportabile ai nostri occhi la povertà più totale, che non ha decoro nè mai ce l’avrà, che vive ai margini eppure esiste, è presente, ci inquieta.

E, come un filo rosso che collega gli eventi, basta un secondo per mettere in fila ordinanze comunali pensate apposta non per eliminare la povertà, ma per togliere dalla nostra vista i poveri, interventi di polizia municipale mirati ad allontanare queste forme di disturbo alle attività commerciali, sostanziale indifferenza della nostra comunità verso l’esistenza stessa di vite considerate alla stregua di un bubbone da estirpare.

I sindaci di tante città del nord est, emuli del leghista Gentilini, che dichiarano guerra a panchine, scalinate, marciapiedi; situazioni paradossali al limite del ridicolo, come la multa di oltre 742 euro comminata a Bologna ad un clochard reo di bivaccare troppo vicino ad esercizi commerciali; tutto all’insegna del rispetto delle norme stabilite, certo. Ma che contribuiscono e hanno contribuito a far passare un messaggio: allontanare, scacciare, eliminare chi, con la sua stessa presenza, ci ricorda che esiste un mondo diverso da quello delle vetrine e delle luci.

Deve essere successo proprio questo a Rimini. Qualche zelante cittadino ha pensato di riservare ad Andrea, la cui colpa non era quella di dormire su una panchina, ma quella di esistere, la stessa soluzione che nel sud italia viene spesso riservata a quei cassonetti straripanti di immondizia: un pò di benzina, un fiammifero e via. E siamo tutti più sicuri.

Lorenzo italia, think tank

Integrazione

21 ottobre 2008

Altro che razzismo! Altro che problemi di integrazione, soprattutto dei migranti rumeni. Esiste almeno un campo, in Italia, in cui non ci sono problemi di integrazione e ci si mette all’opera d’amore e d’accordo. Non ci credete? (da repubblica.it)

Notte brava per una gang composta da 4 italiani ed un romeno, di età compresa tra i 17 e i 21 anni, che a bordo di minicar e scooter, hanno rapinato un transessuale. I cinque in via Prenestina hanno accerchiato un brasiliano di 31 anni, e poi lo hanno aggredito con uno sfollagente in metallo, rapinandolo della borsetta con all’interno 200 euro e due telefonini. Si sono poi dileguati per le vie limitrofe, ma grazie alle indicazioni fornite da alcuni passanti, che ne hanno indicato la via di fuga, i 5 sono stati fermati dai militari dopo un breve inseguimento.
I quattro maggiorenni, tra cui vi è anche una ragazza di 18 anni, sono stati trattenuti in caserma, mentre il minorenne è stato affidato al centro di prima accoglienza di via Virginia Agnelli. La refurtiva è stata restituita al proprietario, mentre lo sfollagente è stato sequestrato.

Caro Vittorio, oggi tu te ne vai. Ci hai insegnato ad avere speranza, in un mondo che dispensa veramente poche occasioni per guardare con il sorriso al futuro. Nonostante tutto, proviamoci.

Ma ecco che è l’ora di andare: io a morire, e voi a vivere.
Chi di noi vada verso il meglio è oscuro a tutti fuori che a Dio.

[Platone, Apologia di Socrate]

Lorenzo giovani, italia, pensieri

Concita e le equivalenze

5 settembre 2008

A fine luglio ho scritto un post su questo blog che è stato oggetto di discussione. Era il periodo della fantomatica intercettazione di Mara Carfagna e della presunta liason tra lei e il signor B. La mia posizione era abbastanza netta: era inaccettabile l’equivalenza “Mara è stata con B. e per questo Mara è ministro”. Inaccettabile, dicevo, soprattutto per le donne è il criterio che veniva utilizzato: donna al potere (magari bella) = amante di qualcuno.

In verità, non ho trovato nei tanti commenti a quell’articolo molta solidarietà con la mia posizione.

Oggi, in Francia, scopriamo che la ministra Rachida Dati è incinta e, non avendo voluto lei rivelare il nome del padre del nascituro, si è scatenata attorno alla notizia tutta quella prudèrie che, evidentemente, non è solo italica. Si è aperto il totopadre, e al ventre tondeggiante della ministra si sono accostati diversi nomi di “papabili”.

Leggo oggi su L’Unità un fondo del nuovo direttore, Concita De Gregorio, sulla questione:

Mi fa impressione vedere sulle prime pagine dei giornali le foto di Jose Maria Aznar (un ex primo ministro belloccio, comunque un uomo dotato di potere oltre che di moglie in carica) associato anzi sovrapposto con indelebile allusione all’immagine del ministro di giustizia francese e del suo ventre rotondo. [...] Poteva esserci chiunque, in quella foto sovrapposta. D’Alema, Schroeder, Putin ma perchè non l’idraulico, il vicino di pianerottolo, l’amico di infanzia. Ecco: perchè non l’idraulico? Ma è ovvio: perchè ogni donna che acceda ad un posto di potere deve essere l’amante di qualcuno. E’ così rassicurante: conferma l’ordine naturale delle cose. Che altro motivo avrebbe avuto il primo ministro di Francia (ehm, concita, Sarkozy è il presidente, ma tant’è - ndr) di nominarla ministro se non per ripagarla dei suoi favori?

Nel suo condivisibile editoriale la De Gregorio di fatto sposa quella che era la mia tesi nell’articolo di luglio. Cambiate Francia con Italia e il gioco è fatto. L’equivalenza donna al potere = amante di qualcuno, è inaccettabile.

Solo una cosa Concita: la cosa vale sempre. Per la pancia di Rachida, come per le labbra di Mara…

Lorenzo italia, segnalazioni, think tank

vedere con gli occhi degli altri

2 settembre 2008

Ieri sera un acquazzone ha spazzato via i miei propositi di andare a vedere il dibattito alla Festa del pd tra il sindaco leghista di Verona, Tosi, e Sergio Cofferati. In effetti, l’acquazzone torrenziale ha spazzato via lo stesso dibattito, che non si è tenuto. Non ha spazzato via il manipolo di camicie verdi che erano accorse a sentire il loro sindaco preferito (che non è Cofferati, preciso per evitare incomprensioni ^___^ ).

I leghisti hanno infatti deciso di occupare una saletta della festa e fare un vero e proprio incontro di partito a casa pd. Va bene la festa dell’Unità, va bene il dialogo, va bene la lega come costola della sinistra ma questo mi pare un pò troppo… infatti dopo una mezz’oretta circa è stato fatto notare a Tosi che la cosa poteva creare un qualche imbarazzo.

Approfitto quindi dello spazio che avrei voluto dedicare alle mie osservazioni sull’incontro che non c’è mai stato per segnalarvi un sito interessante: http://italiadallestero.info/. E’ un sito realizzato da tre giovani italiani da tempo residenti all’estero che ” vivendo e lavorando fuori dall’Italia vedono il nostro Paese anche attraverso gli occhi di altre culture”. E quello che vedono non è bello, verrebbe da dire.

Il sito è semplice in sè: i nostri amici traducono per noi gli articoli della stampa estera che parlano di noi, e lo fanno praticamente in tempo reale. Oggi in home page c’è la traduzione di un articolo della BBC sul patto che Berlusconi ha siglato con la Libia. Ma gli articoli vengono anche da Francia, Usa, Spagna, Germania, persino Brasile. Beh, che dire? Grazie a questi ragazzi per il lavoro che fanno, che ci aiuta a vedere come ci vedono, e dovrebbe aiutare a farci pensare con schemi mentali diversi da quelli con cui, troppo spesso, leggiamo e giudichiamo le cose di casa nostra.

Lorenzo controinformazione, italia, segnalazioni

sensazione di insicurezza

1 settembre 2008

Leggo su Repubblica che il sindaco leghista di Cantù, Tiziana Sala, ha avuto la bella idea di istituire un numero verde e un ufficio comunale apposito dedicato alla denuncia anonima dei clandestini. Un ufficio comunale a cui ci si potrà rivolgere per segnalare gli immigrati irregolari (o presunti tali, dato che non si capisce come un singolo cittadino possa essere a conoscenza della presenza o meno del permesso di soggiorno da parte del suo vicino) affinchè possano scattare nei loro confronti verifiche e controlli.

Un consiglio alla solerte sindaca e a tutti i suoi colleghi interessati a vincere il premio per il provvedimento più stupido (ma non diteglielo, che altrimenti potrebbero rispondervi che loro sono stati eletti dal popolo e quindi bisogna lasciarli lavorare): a quando un numero verde per denunciare - ovviamente in forma anonima - i pedofili, oppure chessò i sodomiti ? Già me le vedo, zelanti vecchine e solerti omarelli compiere il proprio dovere di bravi cittadini alzando il telefono o scrivendo lettere anonime per denunciare all’ordine costituito il vicino. Al massimo saranno calunnie, ma calunnie rigorosamente anonime. La collettività, si aiuta anche così.

Nel frattempo, questa sera alla festa del PD di Bologna ci sarà un confronto tra il sindaco Cofferati e il suo pari grado di Verona, il leghista Flavio Tosi, che a proposito dei cpt ha avuto modo di dichiarare:” dicono che sono squallidi. Ma se uno viene da certi paesi stia tranquillo che non trova niente da ridire.” Penso di andare a sentire, sono curioso di vedere la reazione della platea. Posso dirlo? Ho un pò paura della reazione della platea. Spero di sbagliarmi…

Lorenzo italia, think tank

Mara e le equivalenze

21 luglio 2008
Una cena tra amici non è certo il luogo migliore per parlare di politica. A mia discolpa posso dire che non ho tirato fuori io l’argomento (non lo faccio mai), ma l’evidente caratterizzazione gossippara e voyeuristica dell’ultimo scandalo nazional-popolare ha fatto sì che l’oggetto della discussione si imponesse quasi fosse dotato di vita propria.
Di cosa sto parlando? Ma ovviamente dell’argomento principe delle conversazioni sotto l’ombrellone di questa estate italiana 2008, ovviamente: il (presunto) pompino fatto da Mara Carfagna a Silvio Berlusconi, con tanto di telefonate intercettate, panni lavati su pubbliche piazze, allusioni più o meno sottili in editoriali e interviste. E’ così che si vendono i giornali, evidentemente.
Non ho intenzione qui di sviscerare il tema nè di dare alcun giudizio, proprio perchè la mia personale opinione sul tema è machissenefrega. La serata dell’altra sera però mi ha spinto a scriverne, anche per avere la vs opinione. In sostanza, sono rimasto sorpreso e anche piuttosto irritato dal vedere come le più critiche nei confronti dell’eventuale comportamento della Carfagna erano proprio le ragazze presenti alla cena.

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Lorenzo italia, think tank