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gelato al cioccolato
Quel mito vivente di Paolo Conte ci ha raccontato della splendida essenzialità di un gelato al limone, oggi però voglio parlare di un altro tipo di gelato. Si, perchè così come il gelato al limone di Conte era utile a dissetarsi e a dimenticare, il gelato di cui parla questa agenzia di stampa (sic!) aiuta invece a ricordare, e a tenere bene a mente. Lascio a voi ogni commento.
Veltroni al termine della visita, accompagnato dall'amministratore delegato Gino Cocchi, ha auspicato anche il sostegno del Governo alla battaglia per accrescere i salari e il potere d'acquisto dei lavoratori. Prima di lasciare l'azienda, e proseguire il suo giro a sostegno del Pd tra le province di Modena e Bologna, Veltroni non si e' sottratto alla degustazione di un ricco gelato di panna e cioccolato. (ANSA).
le verità che nessuno scrive
"Il 'decreto sicurezza' è incredibilmente diventato il cavallo di Troia con cui far passare di forza - e, al tempo stesso, con insidiosa vaghezza - nel nostro ordinamento un nuovo reato anche d'opinione: la discriminazione fondata sulle 'tendenze sessuali', quasi che queste avessero una 'qualità' paragonabile alla razza o all'origine etnica"
ipse dixit
"Si può essere di sinistra anche con la pelliccia"
Anna Serafini, deputata PD
moglie di Piero Fassino
leggi l'articolo di Repubblica
toccato il fondo, scaviamo
Me ne vado una mezza giornata da Bologna per vedermi il concerto di Vasco a Firenze e mi perdo subito le newz più interessanti. Ho appreso pochissimo fa dal blog bolognese per eccellenza dell'esistenza di un nuovo blog presentato ufficialmente dai giovani virgulti di Azione Giovani: progetto lavavider. Per chi fosse digiuno di dialetto bolognese, lavavider sta per lavavetri.
Che cosa hanno fatto questi simpatici birbantelli? Hanno deciso di utilizzare uno dei tanti strumenti offerti dal web2.0, ossia Flickr, per mappare Bologna alla ricerca dei famosi lavavetri messi al bando dai sindaci riformisti (sic). Tutto qui? No, perchè ogni soggetto è stato dai nostri zelanti amici prontamente fotografato, e la sua foto è on-line…
A corredare il tutto, tante belle scritte in diverse lingue, tutte con un unico significato: lavavetri no grazie.
Cosa dire? L'iniziativa è secondo me aberrante e squadrista, non ci volevo credere. Ma probabilmente saremo in pochissimi a pensarla cosi. In tanti la vedranno piuttosto come un servizio utile alla città. E d'altronde il morale della favola è uno solo: se gridi al lupo al lupo prima o poi i lupi ritornano davvero…
la parola a Cioni Mario
Chi, come il sottoscritto, ama visceralmente Benigni e ha un rispetto che sconfina nell'adorazione per Enrico Berlinguer, conoscerà sicuramente Cioni Mario di Gaspare fu Giulia, il sottoproletario toscano, misogino e comunista che aspetta la rivoluzione guidata dal grande Enrico, memorabile interpretazione di Benigni nel film di Bertolucci Berlinguer ti voglio bene.
Tutti noi conoscitori del Cioni siamo rimasti un pò spaesati dall'avvento alla ribalta delle cronache dell'assessore diessino Cioni Graziano da Empoli, firmatario della famigerata ordinanza sui lavavetri. L'ordinanza, che prevede il sequestro dell'attrezzatura e una denuncia penale per chi esercita la professione di lavavetri ai semafori, ha suscitato grandi polemiche ma soprattutto una valanga di ordinanze simili promosse da comuni governati da giunte a guida partito democratico.
Tutti felici di poter avviare azioni repressive all'insegna della nuova frase magica: "la sicurezza non è nè di destra nè di sinistra". Il Cioni (Graziano) è stato eletto nuovo eroe della sinistra che sa prendere le decisioni e difendere la legalità, tutto a vantaggio delle vecchiette e dei pensionati. E' subito stato benedetto dal buon Walter e difeso dal suo sindaco che oggi rilascia l'aberrante dichiarazione "Tolgo i lavavetri ai semafori, seguo la lezione di Lenin".
Ci sarebbe da ridere, se la situazione non fosse tragica. Non tragica per i lavavetri in sè, i quali a ben altro sono abituati e sanno che l'Italia è fatta così: tra due mesi, passata l'ondata mediatica, saranno tutti al loro posto (esattamente come sono al loro posto a New York, città simbolo della "zero tolerance" che molti citano a sproposito).
La tragicità è data dal fatto che si sta facendo largo una politica fatta di obiettivi che definire di piccolo respiro è ottimistico. Il Cioni (Graziano), che viene definito in un editoriale magnifico di Furio Colombo "un assessore che sembra uscito da un film di Vanzina", non è altro che la personificazione di un vuoto intellettuale e politico che sta riducendo la politica a barzelletta del potere. Mi spiego.
Gli italiani sono più poveri, incattiviti dal precariato e dall'impossibilità di comprarsi una casa o mettere su famiglia (leggi: costruirsi un futuro), sono resi cinici dalla considerazione che in questo paese i più furbi sono sempre premiati, e sono - indubitabilmente - anche più ignoranti, affogati come sono in un mare di tv spazzatura, ivi compresi i telegiornali che danno più risalto a Corona e alle gemelle-vallette di Garlasco che alle quotidiane difficoltà di un numero sempre maggiore di italiani.
E la politica che fa? Rincorre i nostri bassi istinti (leggi: razzismo latente presente in ognuno di noi e alimentato dalle insicurezze sociali a cui i politici non sanno dare risposte) e individua la soluzione: non interventi economici mirati al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini, specialmente dei più giovani, ma la repressione contro gli ultimi: i lavavetri oggi, gli ambulanti domani, chissà chi dopodomani. Certo, purchè non si tocchino nicchie di risorse elettorali! Guai ad esempio, a toccare chi affitta le case in nero agli studenti, chi impedisce la costruzione di nuove discariche in meridione e preferisce far sommergere i bambini dall'immondizia, chi aumenta in maniera sregolata i prezzi dei beni di prima necessità. A chi pone queste riserve si risponde sempre nello stesso modo: da qualche parte bisogna pur partire.
E il Cioni (Graziano) non è solo l'idiota protagonista dell'ennesima favola bella tutta italiana, ma è anche la dimostrazione vivente di una realtà tristissima: se anche Pier Paolo Pasolini fosse vivo, oggi, e dicesse qualcosa - non ci sono dubbi su quale sarebbe la sua posizione - sulla vicenda dei lavavetri si sentirebbe rispondere dal Cioni e dal codazzo di politici che gli sta dietro la stessa cosa che hanno risposto ad Alberto Asor Rosa o a Bertinotti: siete lontani dalla gente, i cittadini sono con noi.
La cosa triste è che è vero.

