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Archivio per la categoria ‘l'idiota’

ratzinger, l’università e la laicità

17 gennaio 2008
Ho aspettato qualche giorno per commentare una vicenda le cui conseguenze temo che ce le porteremo dietro per lungo, lunghissimo tempo. La rinuncia di Ratzinger a partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico all'università La Sapienza di Roma è un indubbio trionfo dei clericali sui laici. Per diversi motivi, che cercherò di riassumere qui.
1) Subito dopo la rinuncia di Ratzinger da tutte le parti, con poche esclusioni di colpi, sono piovute dichiarazioni di solidarietà totale al papa, "vittima" non si sa bene di cosa. A parte la destra, che ovviamente ci sta sguazzando dentro, anche dal centrosinistra si sono gonfiati i petti e si è aperta la bocca solo per dire cazzate. Frasi come "inaccetabile intolleranza", "sfrenato laicismo", "clima d'odio", "vietata la libertà d'espressione" si sono sprecate. Prodi, Veltroni, Napolitano, praticamente tutti i ministri si sono umiliati in scuse formali, tralasciando - per paura o per calcolo - una semplice osservazione: il papa ha fatto tutto da solo
2) Non prendiamoci per il culo da soli: figuriamoci se basta una lettera scritta da 67 docenti o un'occupazione di una 50 di "studenti" a fermare il papa. Ratzinger e il suo codazzo di cardinali (Ruini in testa) hanno colto al volo l'occasione, consapevoli di ottenere una cambiale con tutto il mondo politico, cambiale che, credetemi, sarà riscossa quanto prima. Proprio quando qualche timida voce si levava contro usurpazioni e privilegi assurdi concessi alla chiesa di Roma - vedi ad esempio la polemica circa il fatto che la chiesa non paga l'ICI sugli immobili di sua proprietà - una vicenda del genere azzera qualunque tipo di obiezione che la politica poteva levare contro il Vaticano e i suoi possedimenti nel nostro paese e aumenta contestualmente il peso politico del pontefice. Proprio in un momento in cui, guarda caso, si sta parlando di moratoria sull'aborto e di revisione della legge 194… a buon intenditor, poche parole.
3) il papa ha scelto di non andare perchè temeva il boomerang mediatico mondiale di immagini della contestazione che avrebbero fatto il giro del globo. Ottima scelta comunicativa. Ridicole invece le prese di posizioni di chi si è scagliato contro "l'intollerabile negazione del diritto di parola al papa". Che cazzate! Come se il papa in Italia avesse qualche problema di visibilità. Ma soprattutto, in nome di una perversa idea di democrazia in cui è vero che il diritto alla libertà di espressione del proprio pensiero è sacra ma altrettanto sacro è anche il diritto al dissenso! Ossia, il papa è liberissimo di parlare alla Sapienza - e chi dice il contrario è un cretino - ma io cittadino sono parimenti liberissimo di mettermi fuori dalla porta a fischiarlo perchè non condivido nulla di quello che dice e ritengo ogni sua affermazione lesiva della mia visione laica dello stato e della vita. Se contestiamo il diritto alla manifestazione del dissenso, il prossimo passo sono le cariche della polizia e il coprifuoco, altro che democrazia. Insomma, se c'era una dichiarazione da fare, era contro Ratzinger che vorrebbe parlare senza contraddittorio ma, soprattutto, senza contestazioni. Alla faccia della democrazia, appunto.
4)uno sfizio che mi voglio togliere. Oggi Massimo Cacciari in un'intervista alla Repubblica definisce cretini i 67 docenti del dipartimento di fisica e spera che tacciano per almeno 20 anni. Gli stessi sono stati definiti praticamente da tutti come "cattivi maestri". Bene, ora io voglio dire solo questo: cacciari VAF-FAN-CU-LO. Sei sindaco di Venezia solo perchè ti sei fatto votare da Forza Italia e da Alleanza Nazionale. Se una cerca la parola "voltagabbana" sul dizionario trova la tua foto. Eppure nessuno ti ricorda o ti chiede conto delle tue scelte ma anzi hai spazio per pontificare e dare giudizi senza contraddittorio. Beh, voglio ripetermi: VAF-FAN-CU-LO.
 
La conclusione di questa triste vicenda è che lo stato laico e la sinistra hanno perso ancora una volta, ottenendo una vittoria di Pirro che presto apparirà in tutta la sua evidenza. La destra conservatrice e i clericali hanno posto le basi per un assalto a roccaforti della laicità e a diritti acquisiti in tempi, ahimè lontani, molto più laici dei nostri. se dio esiste, speriamo che stia dalla parte nostra, perchè peggio di cosi è difficile stare.
 

Lorenzo l'idiota, think tank

gelato al cioccolato

14 gennaio 2008

Quel mito vivente di Paolo Conte ci ha raccontato della splendida essenzialità di un gelato al limone, oggi però voglio parlare di un altro tipo di gelato. Si, perchè così come il gelato al limone di Conte era utile a dissetarsi e a dimenticare, il gelato di cui parla questa agenzia di stampa (sic!) aiuta invece a ricordare, e a tenere bene a mente. Lascio a voi ogni commento.

(ANSA) - ANZOLA EMILIA (BOLOGNA), 11 GEN - ''Il Pd e' solidale con la battaglia dei metalmeccanici per ottenere il rinnovo di quel contratto che aspettano da tempo''. Lo ha detto il leader del Pd Walter Veltroni al termine di una breve visita alla Carpigiani, fabbrica metalmeccanica che produce macchine per i gelati, ad Anzola Emilia, oggi quasi deserta per lo sciopero delle tute blu.
Veltroni al termine della visita, accompagnato dall'amministratore delegato Gino Cocchi, ha auspicato anche il sostegno del Governo alla battaglia per accrescere i salari e il potere d'acquisto dei lavoratori. Prima di lasciare l'azienda, e proseguire il suo giro a sostegno del Pd tra le province di  Modena e Bologna, Veltroni non si e' sottratto alla degustazione di un ricco gelato di panna e cioccolato. (ANSA).
 
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Lorenzo l'idiota, think tank, video

le verità che nessuno scrive

7 dicembre 2007
Ieri è stato approvato il pacchetto sicurezza proposto dal governo. Due-considerazioni-due, dato che ci sono cose più importanti di cui parlare.
Primo, il governo ha rischiato di cadere per il voto contrario della senatrice del partito democratico Paola Binetti [leggi]. 160 SI contro 158 NO, il voto determinante è stato quello di Cossiga (arteriosclerotico il suo intervento, in cui ha smerdato il governo, il ministro dell'interno e lo stesso provvedimento che poi ha votato giustificando il suo SI in questo modo: lo faccio per evitare che scoppi la guerra in Kosovo….). Quindi, il PD ha rischiato di far cadere il governo. Questo però non lo fanno notare i giornali legati a Montezemolo e ai poteri forti: nè Repubblica, impegnata nella personale crociata contro Bertinotti, il quale secondo Scalfari [leggi] non ha neanche diritto di espressione del proprio pensiero, nè altri giornali simili (come il Corriere della Sera).
Secondo, la sinistra ha ottenuto l'inserimento, all'interno di un pacchetto scritto da Veltroni in mezz'ora e fondato sull'isteria antiromena seguita nelle ore successive alla morte di Giovanna Reggiani, di una norma anti-discriminatoria nei confronti di ogni minoranza. Questa norma è il motivo per cui la Binetti ha provato a far cadere il governo e per cui Mastella ha minacciato la crisi nel caso in cui la Camera non la stralciasse. Cosa dice questa norma? Fa riferimento al trattato di Amsterdam, firmato dai 15 paesi che nel 1997 facevano parte dell'Unione Europea, e punisce con la reclusione fino a tre anni chiunque incita a commettere o commette atti di discriminazione di cui all'articolo 13, n. 1 del trattato di Amsterdam e con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, in qualsiasi modo incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per i motivi di cui alla lettera precedente. Sostanzialmente, cioè, il provvedimento prevede un giro di vite nei confronti di chi compie atti di discriminazione anche in relazione all’identità di genere. In pratica, discriminare un gay in quanto gay, è reato penale, punibile con la reclusione. Inaccettabile per i cattolici del pd, che seguono alla lettera il verbo pubblicato dal giornale di Ratzinger, che voglio qui citare integralmente:
"Il 'decreto sicurezza' è incredibilmente diventato il cavallo di Troia con cui far passare di forza - e, al tempo stesso, con insidiosa vaghezza - nel nostro ordinamento un nuovo reato anche d'opinione: la discriminazione fondata sulle 'tendenze sessuali', quasi che queste avessero una 'qualità' paragonabile alla razza o all'origine etnica"
 In pratica, per l'Avvenire, così come per Paola Binetti del PD, negro non si può dire, ma frocio si.
 

Lorenzo l'idiota, think tank

ipse dixit

14 novembre 2007

      

"Si può essere di sinistra anche con la pelliccia"

 

Anna Serafini, deputata PD
moglie di Piero Fassino
leggi l'articolo di Repubblica

Lorenzo l'idiota

toccato il fondo, scaviamo

12 settembre 2007

Me ne vado una mezza giornata da Bologna per vedermi il concerto di Vasco a Firenze e mi perdo subito le newz più interessanti. Ho appreso pochissimo fa dal blog bolognese per eccellenza dell'esistenza di un nuovo blog presentato ufficialmente dai giovani virgulti di Azione Giovani: progetto lavavider. Per chi fosse digiuno di dialetto bolognese, lavavider sta per lavavetri. 

Che cosa hanno fatto questi simpatici birbantelli? Hanno deciso di utilizzare uno dei tanti strumenti offerti dal web2.0, ossia Flickr, per mappare Bologna alla ricerca dei famosi lavavetri messi al bando dai sindaci riformisti (sic). Tutto qui? No, perchè ogni soggetto è stato dai nostri zelanti amici prontamente fotografato, e la sua foto è on-line

A corredare il tutto, tante belle scritte in diverse lingue, tutte con un unico significato: lavavetri no grazie.

Cosa dire? L'iniziativa è secondo me aberrante e squadrista, non ci volevo credere. Ma probabilmente saremo in pochissimi a pensarla cosi. In tanti la vedranno piuttosto come un servizio utile alla città. E d'altronde il morale della favola è uno solo: se gridi al lupo al lupo prima o poi i lupi ritornano davvero…

Lorenzo Bologna, giovani, l'idiota

la parola a Cioni Mario

3 settembre 2007

Chi, come il sottoscritto, ama visceralmente Benigni e ha un rispetto che sconfina nell'adorazione per Enrico Berlinguer, conoscerà sicuramente Cioni Mario di Gaspare fu Giulia, il sottoproletario toscano, misogino e comunista che aspetta la rivoluzione guidata dal grande Enrico, memorabile interpretazione di Benigni nel film di Bertolucci Berlinguer ti voglio bene.   

Tutti noi conoscitori del Cioni siamo rimasti un pò spaesati dall'avvento alla ribalta delle cronache dell'assessore diessino Cioni Graziano da Empoli, firmatario della famigerata ordinanza sui lavavetri. L'ordinanza, che prevede il sequestro dell'attrezzatura e una denuncia penale per chi esercita la professione di lavavetri ai semafori, ha suscitato grandi polemiche ma soprattutto una valanga di ordinanze simili promosse da comuni governati da giunte a guida partito democratico.

Tutti felici di poter avviare azioni repressive all'insegna della nuova frase magica: "la sicurezza non è nè di destra nè di sinistra". Il Cioni (Graziano) è stato eletto nuovo eroe della sinistra che sa prendere le decisioni e difendere la legalità, tutto a vantaggio delle vecchiette e dei pensionati. E' subito stato benedetto dal buon Walter e difeso dal suo sindaco che oggi rilascia l'aberrante dichiarazione "Tolgo i lavavetri ai semafori, seguo la lezione di Lenin".

Ci sarebbe da ridere, se la situazione non fosse tragica. Non tragica per i lavavetri in sè, i quali a ben altro sono abituati e sanno che l'Italia è fatta così: tra due mesi, passata l'ondata mediatica, saranno tutti al loro posto (esattamente come sono al loro posto a New York, città simbolo della "zero tolerance" che molti citano a sproposito).

La tragicità è data dal fatto che si sta facendo largo una politica fatta di obiettivi che definire di piccolo respiro è ottimistico. Il Cioni (Graziano), che viene definito in un editoriale magnifico di Furio Colombo "un assessore che sembra uscito da un film di Vanzina", non è altro che la personificazione di un vuoto intellettuale e politico che sta riducendo la politica a barzelletta del potere. Mi spiego.

Gli italiani sono più poveri, incattiviti dal precariato e dall'impossibilità di comprarsi una casa o mettere su famiglia (leggi: costruirsi un futuro), sono resi cinici dalla considerazione che in questo paese i più furbi sono sempre premiati, e sono - indubitabilmente - anche più ignoranti, affogati come sono in un mare di tv spazzatura, ivi compresi i telegiornali che danno più risalto a Corona e alle gemelle-vallette di Garlasco che alle quotidiane difficoltà di un numero sempre maggiore di italiani.

E la politica che fa? Rincorre i nostri bassi istinti (leggi: razzismo latente presente in ognuno di noi e alimentato dalle insicurezze sociali a cui i politici non sanno dare risposte) e individua la soluzione: non interventi economici mirati al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini, specialmente dei più giovani, ma la repressione contro gli ultimi: i lavavetri oggi, gli ambulanti domani, chissà chi dopodomani. Certo, purchè non si tocchino nicchie di risorse elettorali! Guai ad esempio, a toccare chi affitta le case in nero agli studenti, chi impedisce la costruzione di nuove discariche in meridione e preferisce far sommergere i bambini dall'immondizia, chi aumenta in maniera sregolata i prezzi dei beni di prima necessità. A chi pone queste riserve si risponde sempre nello stesso modo: da qualche parte bisogna pur partire.

E il Cioni (Graziano) non è solo l'idiota protagonista dell'ennesima favola bella tutta italiana, ma è anche la dimostrazione vivente di una realtà tristissima: se anche Pier Paolo Pasolini fosse vivo, oggi, e dicesse qualcosa - non ci sono dubbi su quale sarebbe la sua posizione - sulla vicenda dei lavavetri si sentirebbe rispondere dal Cioni e dal codazzo di politici che gli sta dietro la stessa cosa che hanno risposto ad Alberto Asor Rosa o a Bertinotti: siete lontani dalla gente, i cittadini sono con noi.

La cosa triste è che è vero.  

Lorenzo l'idiota, think tank