nessuna paura, nessun timore. Io ci credo
Caro Lorenzo
ho molto riflettuto sull’opportunità di scrivere questo commento, considerata la dimensione “pubblica” che assumono, in questo contesto, le “riflessioni di dimensione privata” di un padre verso le scelte di un figlio. Ciò nonostante, conosci bene la mia sincerità, ho deciso di esprimerti le mie considerazioni su questo momento della tua vita senza timori e censure di alcun tipo.
La mia generazione, con colpevole responsabilità, ha visto sfumare tutte le speranze di rinnovamento; le attese suscitate dal Concilio Vaticano II, i sogni e le utopie di un 68 che miravano “una trasformazione globale della società per affermare l’autenticità al posto dell’equivoco, della menzogna, della maschera di cui si viveva”, fino ad arrivare alla delusione di una “seconda repubblica” che a conti fatti risulta essere più squallida della “prima”…
E’ stato un fallimento di noi adulti che voi giovani state amaramente pagando in termini di precarietà, umiliazioni, difficoltà di ogni tipo…
Di fronte ad una società che pare non affrire prospettive, governata da una gerontocrazia politica per lo più conservatrice anche quando si proclama di sinistra, molti giovani si arrendono all’evidenza, si rifugiano nel privato, umiliano la loro dignità e preparazione pur di raggiungere il minimo obiettivo della sopravvivenza, il posto di lavoro fisso!
Tu hai scelto di lottare, di non arrenderti, di “amare, sognare e non avere paura!”. Ho grande stima e rispetto della tua decisione ma non ti nascondo di essere io ad “avere timore”.
Timore che i tuoi sogni, le tue speranze, il sincero impegno che hai profuso nel tentativo di partecipare al miglioramento di questa società, prima come rappresentante degli studenti dell’Università di Bologna, adesso come candidato per il consiglio del Quartiere San Vitale rimangano delusi, che la lontananza dalla politica degli elettori ti impedisca di esprimere le tue qualità migliori, l’onestà, la preparazione, il sincero impegno per la politica, quella con la P maiuscola… e non quella esercitata per il proprio tornaconto…
Nello stesso tempo, ho fiducia… fiducia che la grande tradizione democratica degli elettori di Bologna, la loro abitudine a partecipare sinceramente alla gestione della vita pubblica, sappia guardare con simpatia e rinnovata speranza ad un giovane che ha scelto di rimanere a Bologna e sostenere la tua proposta di impegno!
In “bocca al lupo” figlio… io, comunque vada, sono con te…
—
Caro Papà,
quello che scrivi mi rende felice e orgoglioso. Felice perchè avere il tuo appoggio è per me di fondamentale importanza. Orgoglioso perchè la tua riflessione è, a mio avviso, così onesta e giusta che merita, anche in un piccolo blog come questo, un posto un pò più in vista che quello di commento a un articolo. Scelgo quindi, sperando che non ti dispiaccia, di pubblicare la tua lettera in prima pagina, e di risponderti qui.
Non so come andrà a finire questa avventura, nè credo che da questa dipenda la mia scelta di lottare, non arrendermi, “amare, sognare e non avere paura”. La tua generazione avrà anche visto sfumare le speranze di rinnovamento, ma almeno è stata capace di costruirsele, queste speranze.
Invece credo che chi è nato più o meno a ridosso degli anni ‘80 queste speranze o non le ha mai avute, con colpevole responsabilità - perchè alcune speranze non devono venirti offerte su un piatto d’argento, ma vanno costruite, forgiate - o le ha viste frustrate, distrutte, nel luglio del 2001, a Genova.
Non so se te l’ho mai detto, ma credo che nella repressione di quel movimento, giovane e pacifico, nei manganelli della scuola Diaz e nelle umiliazioni della caserma di Bolzaneto, qualcosa si sia rotto, qualcosa che non è facile costruire. Si è rotta la speranza di poter contribuire a creare un mondo migliore, e anche nei migliori di noi è subentrato, al massimo, un cinismo distruttivo.
Dentro di me è scattato qualcosa, invece. come un senso di rinnovata volontà a contribuire a cambiare le cose. Ora che la notte sembra nera come poche altre notti nel nostro paese, ora io credo che ci sia bisogno di impegno. Perchè il disimpegno, lo schifo, il rifiuto della politica sono utili solo a chi non ha alcuna voglia di cambiare lo stato delle cose, anzi.
E allora papà, lo dico anche a te. Non avere paura. I miei sogni, le mie speranze di cambiamento non sono così poco radicate da smottare facilmente. Hanno radici profonde, grazie anche a quello che voi avete saputo insegnarmi.
Grazie ancora,
L.
