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Archivio per la categoria ‘myself’

nessuna paura, nessun timore. Io ci credo

28 maggio 2009

Caro Lorenzo
ho molto riflettuto sull’opportunità di scrivere questo commento, considerata la dimensione “pubblica” che assumono, in questo contesto, le “riflessioni di dimensione privata” di un padre verso le scelte di un figlio. Ciò nonostante, conosci bene la mia sincerità, ho deciso di esprimerti le mie considerazioni su questo momento della tua vita senza timori e censure di alcun tipo.
La mia generazione, con colpevole responsabilità, ha visto sfumare tutte le speranze di rinnovamento; le attese suscitate dal Concilio Vaticano II, i sogni e le utopie di un 68 che miravano “una trasformazione globale della società per affermare l’autenticità al posto dell’equivoco, della menzogna, della maschera di cui si viveva”, fino ad arrivare alla delusione di una “seconda repubblica” che a conti fatti risulta essere più squallida della “prima”…
E’ stato un fallimento di noi adulti che voi giovani state amaramente pagando in termini di precarietà, umiliazioni, difficoltà di ogni tipo…
Di fronte ad una società che pare non affrire prospettive, governata da una gerontocrazia politica per lo più conservatrice anche quando si proclama di sinistra, molti giovani si arrendono all’evidenza, si rifugiano nel privato, umiliano la loro dignità e preparazione pur di raggiungere il minimo obiettivo della sopravvivenza, il posto di lavoro fisso!
Tu hai scelto di lottare, di non arrenderti, di “amare, sognare e non avere paura!”. Ho grande stima e rispetto della tua decisione ma non ti nascondo di essere io ad “avere timore”.
Timore che i tuoi sogni, le tue speranze, il sincero impegno che hai profuso nel tentativo di partecipare al miglioramento di questa società, prima come rappresentante degli studenti dell’Università di Bologna, adesso come candidato per il consiglio del Quartiere San Vitale rimangano delusi, che la lontananza dalla politica degli elettori ti impedisca di esprimere le tue qualità migliori, l’onestà, la preparazione, il sincero impegno per la politica, quella con la P maiuscola… e non quella esercitata per il proprio tornaconto…
Nello stesso tempo, ho fiducia… fiducia che la grande tradizione democratica degli elettori di Bologna, la loro abitudine a partecipare sinceramente alla gestione della vita pubblica, sappia guardare con simpatia e rinnovata speranza ad un giovane che ha scelto di rimanere a Bologna e sostenere la tua proposta di impegno!
In “bocca al lupo” figlio… io, comunque vada, sono con te…

Caro Papà,

quello che scrivi mi rende felice e orgoglioso. Felice perchè avere il tuo appoggio è per me di fondamentale importanza. Orgoglioso perchè la tua riflessione è, a mio avviso, così onesta e giusta che merita, anche in un piccolo blog come questo, un posto un pò più in vista che quello di commento a un articolo. Scelgo quindi, sperando che non ti dispiaccia, di pubblicare la tua lettera in prima pagina, e di risponderti qui. 

Non so come andrà a finire questa avventura, nè credo che da questa dipenda la mia scelta di lottare, non arrendermi, “amare, sognare e non avere paura”.  La tua generazione avrà anche visto sfumare le speranze di rinnovamento, ma almeno è stata capace di costruirsele, queste speranze.

Invece credo che chi è nato più o meno a ridosso degli anni ‘80 queste speranze o non le ha mai avute, con colpevole responsabilità - perchè alcune speranze non devono venirti offerte su un piatto d’argento, ma vanno costruite, forgiate - o le ha viste frustrate, distrutte, nel luglio del 2001, a Genova.

Non so se te l’ho mai detto, ma credo che nella repressione di quel movimento, giovane e pacifico, nei manganelli della scuola Diaz e nelle umiliazioni della caserma di Bolzaneto, qualcosa si sia rotto, qualcosa che non è facile costruire. Si è rotta la speranza di poter contribuire a creare un mondo migliore, e anche nei migliori di noi è subentrato, al massimo, un cinismo distruttivo. 

Dentro di me è scattato qualcosa, invece. come un senso di rinnovata volontà a contribuire a cambiare le cose. Ora che la notte sembra nera come poche altre notti nel nostro paese, ora io credo che ci sia bisogno di impegno. Perchè il disimpegno, lo schifo, il rifiuto della politica sono utili solo a chi non ha alcuna voglia di cambiare lo stato delle cose, anzi. 

E allora papà, lo dico anche a te. Non avere paura. I miei sogni, le mie speranze di cambiamento non sono così poco radicate da smottare facilmente. Hanno radici profonde, grazie anche a quello che voi avete saputo insegnarmi. 

Grazie ancora,

L.

Lorenzo myself

lorenzo è su facebook

23 settembre 2008

se questo sito langue e dorme da un pò (ma sono in arrivo diverse novità, datemi solo il tempo di avere un attimo di respiro in questo autunno rovente), il mio spazio su facebook, il social network che crea dipendenza, è decisamente più vivo e vivace.

Non c’è niente da scrivere su facebook che non sia già stato scritto. In due parole? FB è una figata. Puoi tenerti in contatto con amici che non vedi da anni o che le distanze non ti permettono di frequentare come vorresti, puoi divertirti impostando messaggi di stato commentabili (ho idea che twitter presto stramazzerà, io stesso l’ho già mezzo abbandonato), con un click puoi pubblicare un video da youtube e tutti possono commentarlo, senza contare la facilità con cui si possono inserire album di foto (e anche qui, ho idea che flickr e picasa dovranno sudare parecchio per dare la sensazione di essere ancora utili a qualche cosa).

Il tutto in pieno spirito da web 2.0, ossia stracommentabile, stracondivisibile (pure troppo: una volta ho tolto la mia definizione di single dallo status personale e ho trovato persone che incontrandomi mi hanno detto: “oh, ma ho visto che non sei più single”), strafigo.

Nel frattempo, eccovi uno screenshot della mia pagina su facebook (è visibile solo agli amici, quindi è inutile che vi posti il link)

Beh, cosa aspettate? Venite su facebook!

Lorenzo myself, segnalazioni

sito in aggiornamento

25 luglio 2008

oggi ho avuto la malaugurata idea di aggiornare la versione di wordpress (il software grazie al quale sta in piedi questo blog) dalla preistorica 2.1.3 che regnava fin dalla creazione di questo mio piccolo spazio online fino all'ultima release (la 2.6).

Peccato però che non tutte le soluzioni grafiche che andavano bene per la 2.1.3 sono compatibili con la nuova release… ecco la spiegazione agli orrori grafici che probabilmente per un pò vedrete su questo blog. Abbiate pazienza, la vostra è infinitamente minore a quella che dovrò avere io per cercare di rimettere in piedi la baracca.

A presto!

Lorenzo myself

tre arance per i blu boys

10 giugno 2008

Che schifo di partita ieri sera! mi aspettavo che come al solito i "campioni del mondo" sarebbero stati sopravvalutati da una stampa incapace di criticare chi, di riffa o di raffa, due anni fa ha garantito tirature impensabili. Ma cosi! Onestamente c'era da vergognarsi a guardarli, siamo stati travolti da una squadra poco più che decente (e che al massimo raggiungerà i quarti) che però, per contrasto, sembrava essere l'Argentina di Maradona.

Ora venerdi ce la vedremo con i romeni, ossia quelli che volevamo cacciare a calci dall'Italia solo qualche mese fa, dopo lo stupro e l'uccisione di Giovanna Reggiani. Dite che questo non c'entrerà niente? Andatelo a dire agli argentini, che affrontarono l'Inghilterra, nell'86, con ancora fresco il ricordo delle Falkland, pàrdon, delle Malvinas.
Nel frattempo, venerdi sono stato a Milano, San Siro, VascoTour08. As usual, stupendo. A breve le foto sul sito, tutto sta a quando la mia sorellina me le spedirà via mail… 
p.s. poi mi spiegherete come si fa a tenere Daniele De Rossi in panchina… 

Lorenzo myself, think tank

basta poco

18 aprile 2008

da domani pubblicherò un pensierino al giorno per analizzare e un pò esorcizzare il dramma collettivo che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, noi di sinistra.
Nel frattempo mi serviva un bello stacco, e l'ho trovato ieri sera, andando a sentirmi tre ore di concerto di Roberto Vecchioni a Bologna. Aria fresca. Basta poco, in fondo, per ritrovare un pò di serenità.

Ascolta, ti ricordi quando venne
la nave del fenicio a portar via
me, con tutta la voglia di cantare
gli uomini, il mondo, e farne poesia…
con l'occhio azzurro io ti salutavo,
con quello blu io già ti rimpiangevo,
e l'albero tremava e vidi terra,
i Greci, i fuochi e l'infinita guerra
li vidi ad uno ad uno
mentre aprivano la mano
e mi mostravano la sorte
come a dire "Noi scegliamo,
non c'è un Dio che sia più forte"
e l'ombra nera che passò,
ridendo ripeteva no…

Lorenzo cultura, myself

e ora?

15 aprile 2008
dopo una sconfitta così devastante è difficile persino trovare la lucidità, prima che le parole, necessaria a fare un'analisi di quanto successo. E forse è ancora troppo presto.
Trovo però giusto utilizzare questo spazio pubblico che mi sono ritagliato negli ultimi mesi per provare, nonostante tutto, a commentare l'enormità successa ieri.
Abbiamo perso nel modo più devastante e, forse, definitivo. Abbiamo perso perchè i vasi di coccio, in mezzo ai vasi di ferro, si rompono, e non importa se sono più belli, o se sono fatti da mani più delicate. Abbiamo perso perchè, molto onestamente, non potevamo vincere. Altro che Davide contro Golia.. nella battaglia che pure coraggiosamente abbiamo combattuto contro i due moloch mediatici che ci sovrastavano avevamo tutto contro.
Le tv, i giornali, un governo Prodi di cui avevamo fatto parte e che alla fine paradossalmente difendevamo solo noi, una società spostata sempre più a destra. A proposito: prima o poi qualcuno si accorgerà che la lega nord, con tutto il carico di xenofobia, razzismo e ignoranza che si porta dietro, ha preso 3.024.522 voti, presentandosi solo in 9 regioni, comprese le Marche (dove elegge un deputato!!!). Abbiamo perso perchè il nostro elettorato ha votato in massa per Di Pietro, cercando di arginare Berlusconi. Abbiamo perso perchè qualcuno per oltre due mesi ha parlato della "più grande rimonta della storia", di "siamo a un'incollatura", di "si può fare", e poi è rimasto impalato a tre milioni e mezzo di voti da Berlusconi. Alla faccia del testa a testa.
Ma non possiamo attribuire solo agli altri e al destino cinico e baro il nostro risultato. Abbiamo le nostre colpe, e sono tante e gravi. Abbiamo perso perchè siamo stati inadeguati, non abbiamo neanche percepito il terremoto che stava arrivando e che ci ha travolto. Abbiamo perso perchè guardavamo i sondaggi anzichè captare gli umori profondi della società. E non mi pare cosa da poco. E' la colpa più grave di cui possa macchiarsi chi prova a fare politica.
La cosa che più mi rammarica è che le nostre colpe non le pagheremo solo noi. Le pagheranno gli ultimi, quelli che avremmo dovuto rappresentare. Le pagheranno tutti coloro che speravano di poter cambiare la propria condizione di precarietà, lavorativa e umana. Le pagheranno tutti quelli che speravano di poter cambiare la propria condizione personale per non essere più discriminati per via dei propri orientamenti sessuali. I milioni di migranti a cui avevamo fatto promesse che parlavano di cittadinanza e inclusione, e si ritroveranno con ronde e espulsioni.
E non una voce potrà alzarsi in loro difesa nel Parlamento Italiano.
Cosa succederà ora? Ce lo diranno le prossime ore, i prossimi giorni. Di certo, quando la nave affonda, i topi di solito scappano. E tante cose si possono dire di me, ma non che sono un sorcio.
In questo momento mi dicono che in sicilia Raffaele Lombardo sta superando il 65% dei consensi. Penso che Totò Cuffaro sarà in Parlamento e Rita Borsellino no.
Ma soprattutto penso alle ragazze e ai ragazzi che ci hanno creduto, in questo arcobaleno. Voglio dire loro che, per quanto mi riguarda, siamo ancora sulla stessa barca, che dobbiamo crederci.
Fuori piove. Mala tempora currunt 

Lorenzo myself, sinistra, think tank