dopo una sconfitta così devastante è difficile persino trovare la lucidità, prima che le parole, necessaria a fare un'analisi di quanto successo. E forse è ancora troppo presto.
Trovo però giusto utilizzare questo spazio pubblico che mi sono ritagliato negli ultimi mesi per provare, nonostante tutto, a commentare l'enormità successa ieri.
Abbiamo perso nel modo più devastante e, forse, definitivo. Abbiamo perso perchè i vasi di coccio, in mezzo ai vasi di ferro, si rompono, e non importa se sono più belli, o se sono fatti da mani più delicate. Abbiamo perso perchè, molto onestamente, non potevamo vincere. Altro che Davide contro Golia.. nella battaglia che pure coraggiosamente abbiamo combattuto contro i due moloch mediatici che ci sovrastavano avevamo tutto contro.
Le tv, i giornali, un governo Prodi di cui avevamo fatto parte e che alla fine paradossalmente difendevamo solo noi, una società spostata sempre più a destra. A proposito: prima o poi qualcuno si accorgerà che la lega nord, con tutto il carico di xenofobia, razzismo e ignoranza che si porta dietro, ha preso 3.024.522 voti, presentandosi solo in 9 regioni, comprese le Marche (dove elegge un deputato!!!). Abbiamo perso perchè il nostro elettorato ha votato in massa per Di Pietro, cercando di arginare Berlusconi. Abbiamo perso perchè qualcuno per oltre due mesi ha parlato della "più grande rimonta della storia", di "siamo a un'incollatura", di "si può fare", e poi è rimasto impalato a tre milioni e mezzo di voti da Berlusconi. Alla faccia del testa a testa.
Ma non possiamo attribuire solo agli altri e al destino cinico e baro il nostro risultato. Abbiamo le nostre colpe, e sono tante e gravi. Abbiamo perso perchè siamo stati inadeguati, non abbiamo neanche percepito il terremoto che stava arrivando e che ci ha travolto. Abbiamo perso perchè guardavamo i sondaggi anzichè captare gli umori profondi della società. E non mi pare cosa da poco. E' la colpa più grave di cui possa macchiarsi chi prova a fare politica.
La cosa che più mi rammarica è che le nostre colpe non le pagheremo solo noi. Le pagheranno gli ultimi, quelli che avremmo dovuto rappresentare. Le pagheranno tutti coloro che speravano di poter cambiare la propria condizione di precarietà, lavorativa e umana. Le pagheranno tutti quelli che speravano di poter cambiare la propria condizione personale per non essere più discriminati per via dei propri orientamenti sessuali. I milioni di migranti a cui avevamo fatto promesse che parlavano di cittadinanza e inclusione, e si ritroveranno con ronde e espulsioni.
E non una voce potrà alzarsi in loro difesa nel Parlamento Italiano.
Cosa succederà ora? Ce lo diranno le prossime ore, i prossimi giorni. Di certo, quando la nave affonda, i topi di solito scappano. E tante cose si possono dire di me, ma non che sono un sorcio.
In questo momento mi dicono che in sicilia Raffaele Lombardo sta superando il 65% dei consensi. Penso che Totò Cuffaro sarà in Parlamento e Rita Borsellino no.
Ma soprattutto penso alle ragazze e ai ragazzi che ci hanno creduto, in questo arcobaleno. Voglio dire loro che, per quanto mi riguarda, siamo ancora sulla stessa barca, che dobbiamo crederci.
Fuori piove. Mala tempora currunt
Lorenzo myself, sinistra, think tank