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Archivio per la categoria ‘sinistra’

la speranza e il sogno

28 luglio 2008

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Lo psicodramma collettivo che ha avuto luogo a Chianciano nel corso dell’ultimo congresso di Rifondazione ha chiuso in maniera definitiva il percorso (sbagliato) dell’unità a sinistra intesa come unione di pezzi di gruppo dirigente. Non ha chiuso però la necessità di un soggetto nuovo per la sinistra italiana, un soggetto di cui si sente l’esigenza in un periodo brutto per il nostro Paese prima ancora che per la sinistra.

Leggo che il guazzabuglio di minoranze che ha portato Paolo Ferrero alla guida di un soggetto che ha nella “società comunista” il suo obiettivo è composto da trotzkisti, movimentisti, leninisti, demoproletari, ultrapacifisti e chi più ne ha più ne metta. E comprendo, una volta di più, che non siamo stati cacciati dal parlamento per colpa del voto utile o della cattiveria di Veltroni (verso cui non nutro alcuna simpatia, anzi) quanto perchè la distanza tra le nostre soggettività organizzate e quel “popolo della sinistra” di cui pure ci riempiamo la bocca è enorme, e lo spettacolo indecoroso andato in scena a Chianciano nè è la dimostrazione più lampante.

Nichi Vendola ha rappresentato e rappresenta quella speranza che è la linfa vitale di qualunque sinistra in qualsiasi parte del mondo. Senza la speranza in un mondo migliore c’è solo la rassegnazione e l’accettazione della realtà, senza la speranza e il sogno non c’è sinistra.

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Lorenzo sinistra

verso una sinistra nuova?

4 luglio 2008

La rottura definitiva dentro Rifondazione sembra ormai questione di ore. Le mozione di Nichi e quella di Ferrero si giocano la leadership sul filo del rasoio e proprio ieri è stato annullato dalla commissione di garanzia (a maggioranza Ferrero) il congresso di Reggio Calabria che vale quasi l’1% del totale nazionale.

In Calabria avrebbe stravinto Vendola, ma la commissione a maggioranza Ferrero ha deciso che c’erano irregolarità nel tesseramento, cancellando il risultato. Vendola ha annunciato una “campagna di disobbedienza” contro la decisione. Tradotto: porterò comunque al congresso nazionale i delegati di Reggio. Molto probabilmente, quindi, al congresso si arriverà con due platee contrapposte. E una scissione diventa sempre più probabile.

Aggiornamento 8 luglio ore 16.
Ecco il link al sito della mozione a sostegno di Nichi Vendola. Ad oggi è in vantaggio con il 47% dei voti contro il 40% della mozione Ferrero. Avanti così

Lorenzo sinistra

la mafia è una montagna di merda

13 maggio 2008
"La mafia è una montagna di merda" (Peppino Impastato)
La notizia della settimana è il linciaggio mediatico e politico di Marco Travaglio, "reo" di aver parlato in tv delle provate frequentazioni mafiose del neoeletto presidente del Senato, Schifani Renato da Palermo.
A me Travaglio non è mai stato particolarmente simpatico, ma due cose voglio dirle: se Travaglio ha detto il falso, va denunciato. Dato però che nessuno, dico nessuno, dei tanti interventi bipartisan a difesa di Schifani contesta la verità di quello che ha detto Travaglio - che tra l'altro, come spesso gli accade, non rivela niente di nuovo: ha detto cose che si sanno da almeno una decina d'anni e che sono state pubblicate su libri e articoli - devo dedurre che ha detto cose vere. Di qui la seconda osservazione, che è piuttosto una domanda: devo scandalizzarmi di più del fatto che a Schifani non è stato concesso contraddittorio o del fatto che uno con provate frequentazioni mafiose sia la seconda carica dello stato?
Non credo di avere dubbi sulla risposta, e voi?
Parlando ancora di mafia, o meglio, di antimafia, due buone notizie a sinistra. Come vi avevo anticipato Claudio Fava è stato eletto (anche da me, per quello che conta) coordinatore nazionale di Sinistra Democratica. Claudio è siciliano, suo padre era un giornalista ucciso dalla mafia. Il suo impegno sociale e politico è sempre stato in una direzione, quello della lotta a tutte le mafie. E' stato relatore della Commissione d'inchiesta del Parlamento Europeo sui sequestri illeciti operati dalla Cia nel territorio europeo, e di questo abbiamo avuto modo di parlare con lui in un incontro organizzato a Bologna qualche tempo fa. E' una persona perbene, un politico atipico. Un'ottima figura per ricominciare. Auguri Claudio.
Altra buona notizia: Nichi Vendola ha ufficializzato la sua candidatura a segretario del Prc: la sua linea politica è il superamento di Rifondazione e la costituzione di un nuovo soggetto della sinistra italiana. Su Vendola non ho molto da aggiungere: di lui ho fiducia, e di lui hanno fiducia le migliaia di ragazze e ragazzi che si avvicinano alla politica grazie alla straordinarie qualità di narrazione che ha Nichi. Come direbbe il mio amico Gianni, dobbiamo interrogarci sulla qualità delle storie che raccontiamo, perchè se i nostri racconti non sono più credibili, allora noi stessi non siamo più credibili. Anche qui, auguri Nichi.
Infine: a Bologna stiamo per dar vita a una casa della sinistra anche in centro storico: ragazze e ragazzi provenienti da storie politiche diverse che ritengono indispensabile dar vita a cantieri della sinistra che possano, dal basso, contribuire alla creazione di quel nuovo soggetto della sinistra che è nelle idee sia di Vendola che di Fava.
Wait and See 
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Lorenzo sinistra, think tank, video

perchè ci hanno preso a pernacchie

19 aprile 2008
come promesso, inizia oggi una serie di pensierini utili a esorcizzare il tracollo elettorale della sinistra, e a ripartire, sempre da sinistra.
Faccio una premessa: la colpa non è mai di chi non dà i voti, ma di chi non li prende. Premessa n.2: Veltroni e il piddì hanno le proprie colpe, ma io preferisco concentrarmi sulle mie, di colpe. Che sono tante e colossali.

Eccovi, in tre punti, l'analisi più lucida e più cruda che io abbia letto o ascoltato in questi giorni tristi. E' di Claudio Fava. Non avete mai sentito parlare di lui? Non mi stupirei: le personalità migliori tendiamo a metterle da parte, a sinistra. Un altro dei motivi per cui ci hanno (giustamente) presi a pernacchie.

Punto primo: Sinistra Arcobaleno era vecchia. Anagraficamente vecchia. Età media dei capilista camera e senato ben oltre i cinquant'anni. Siamo vecchi di mestiere: ceto politico, non migliore né peggiore di altri ma incapace di interpretare una richiesta di rinnovamento profondo che arriva dal paese reale. Siamo vecchi nel linguaggio, prevedibili, stanchi, confusi, ripetitivi, autoreferenziali. A tratti, credo, insopportabili. Un esempio: la "lotta di classe", evocata da Bertinotti e con lui da tanti: concetto non errato in sé ma irrimediabilmente datato. Oggi il paese conosce un conflitto sociale più disperato di quello che descritto dalla lotta di classe. E la linea della disperazione è interclassista, passa tra i ricercatori universitari e i cassintegrati. Non c'è più una classe offesa e oppressa: a vivere sotto la linea di galleggiamento è un terzo del paese: piccola e media borghesia, pensionati, operai, giovani laureati, immigrati… Eppure molti di noi hanno continuato a insistere su una categoria politica di forte identità ma di scarsa realtà, come un karma da ripetere all'infinito per riempire le piazze vuote.

Punto secondo: l'essere comunisti. Dice Diliberto che "l'80 per cento di Sinistra Arcobaleno era composta da comunisti" e che dunque male abbiamo fatto a rinunciare a falce e martello. Ecco: questa è lo spirito della casta, credere che cucendosi sul petto la parola "comunista" si assume per diritto divino la rappresentanza politica degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei pensionati, dei disperati o di chi semplicemente vuol vivere in un paese migliore… Qualcuno è cosí presuntuoso da immaginare che a Sesto San Giovanni abbiamo perso perchè non c'erano falce e martello accanto all'arcobaleno? O perchè i comizi non li concludevamo a pugno chiuso? "Noi comunisti" sento dire da taluni compagni: noi chi? Gli eletti? I militanti? Gli elettori? Pensiamo davvero che gli operai del nordest e i clientes di Lombardo ci hanno preso a pernacchie perchè non ci siamo proclamati orgogliosamente comunisti? Ma in che paese vivono codesti "comunisti"?

Punto terzo: la candidatura di Fausto Bertinotti. Lo dico, a scanso di equivoci, con grande rispetto e gratitudine per Bertinotti, per la responsabilità che si è assunto, per la sua scelta di investire la propria storia e la propria faccia in un difficilissimo processo unitario. Lasciamo agli amici di Grillo lo sfottò sul cachemire e sulla erre moscia, ma resta un fatto: quella candidatura, il linguaggio con cui si è rivolta al paese, la sensazione insopprimibile che anche il presidente della Camera fosse parte (una tra le migliori…) di un vecchio ceto politico: tutto questo non ha aiutato. Nell'indicazione di Bertinotti c'è stata, soprattutto, la scelta di non rischiare, di non osare candidature che avessero il sapore d'un tempo nuovo, di linguaggi più sfrontati, di raccontare e rappresentare un paese cambiato. E' stata una decisione da burocrazia politica: e l'abbiamo pagata.

leggete tutto l'articolo qui. a domani

 

Lorenzo sinistra, think tank

e ora?

15 aprile 2008
dopo una sconfitta così devastante è difficile persino trovare la lucidità, prima che le parole, necessaria a fare un'analisi di quanto successo. E forse è ancora troppo presto.
Trovo però giusto utilizzare questo spazio pubblico che mi sono ritagliato negli ultimi mesi per provare, nonostante tutto, a commentare l'enormità successa ieri.
Abbiamo perso nel modo più devastante e, forse, definitivo. Abbiamo perso perchè i vasi di coccio, in mezzo ai vasi di ferro, si rompono, e non importa se sono più belli, o se sono fatti da mani più delicate. Abbiamo perso perchè, molto onestamente, non potevamo vincere. Altro che Davide contro Golia.. nella battaglia che pure coraggiosamente abbiamo combattuto contro i due moloch mediatici che ci sovrastavano avevamo tutto contro.
Le tv, i giornali, un governo Prodi di cui avevamo fatto parte e che alla fine paradossalmente difendevamo solo noi, una società spostata sempre più a destra. A proposito: prima o poi qualcuno si accorgerà che la lega nord, con tutto il carico di xenofobia, razzismo e ignoranza che si porta dietro, ha preso 3.024.522 voti, presentandosi solo in 9 regioni, comprese le Marche (dove elegge un deputato!!!). Abbiamo perso perchè il nostro elettorato ha votato in massa per Di Pietro, cercando di arginare Berlusconi. Abbiamo perso perchè qualcuno per oltre due mesi ha parlato della "più grande rimonta della storia", di "siamo a un'incollatura", di "si può fare", e poi è rimasto impalato a tre milioni e mezzo di voti da Berlusconi. Alla faccia del testa a testa.
Ma non possiamo attribuire solo agli altri e al destino cinico e baro il nostro risultato. Abbiamo le nostre colpe, e sono tante e gravi. Abbiamo perso perchè siamo stati inadeguati, non abbiamo neanche percepito il terremoto che stava arrivando e che ci ha travolto. Abbiamo perso perchè guardavamo i sondaggi anzichè captare gli umori profondi della società. E non mi pare cosa da poco. E' la colpa più grave di cui possa macchiarsi chi prova a fare politica.
La cosa che più mi rammarica è che le nostre colpe non le pagheremo solo noi. Le pagheranno gli ultimi, quelli che avremmo dovuto rappresentare. Le pagheranno tutti coloro che speravano di poter cambiare la propria condizione di precarietà, lavorativa e umana. Le pagheranno tutti quelli che speravano di poter cambiare la propria condizione personale per non essere più discriminati per via dei propri orientamenti sessuali. I milioni di migranti a cui avevamo fatto promesse che parlavano di cittadinanza e inclusione, e si ritroveranno con ronde e espulsioni.
E non una voce potrà alzarsi in loro difesa nel Parlamento Italiano.
Cosa succederà ora? Ce lo diranno le prossime ore, i prossimi giorni. Di certo, quando la nave affonda, i topi di solito scappano. E tante cose si possono dire di me, ma non che sono un sorcio.
In questo momento mi dicono che in sicilia Raffaele Lombardo sta superando il 65% dei consensi. Penso che Totò Cuffaro sarà in Parlamento e Rita Borsellino no.
Ma soprattutto penso alle ragazze e ai ragazzi che ci hanno creduto, in questo arcobaleno. Voglio dire loro che, per quanto mi riguarda, siamo ancora sulla stessa barca, che dobbiamo crederci.
Fuori piove. Mala tempora currunt 

Lorenzo myself, sinistra, think tank

io voto RITA (altri marianna…)

28 marzo 2008
che bella giornata ieri! Oltre 200 persone hanno partecipato all'incontro pubblico "Contro tutte le mafie", in cui è intervenuta Rita Borsellino, capolista per la Sinistra Arcobaleno in Emilia Romagna. Rita ha incantato tutti, ha spiegato l'importanza della sua scelta di parte, di una donna che, da ormai 14 anni gira l'Italia, nelle scuole, nelle chiese, tra la gente, per spiegare come si combattono le mafie. Spiegando che le mafie nascono e crescono nel nostro sud, dove riescono a infiltrarsi nel sistema politico e a controllare attraverso esso il territorio, ma si sviluppano in regioni dall'economia sana, come l'Emilia Romagna, appunto, e comunque il nord italia. Nessuno è indenne, se ci facciamo trascinare dal vecchio detto pecunia non olet.
E ha scelto noi, la Sinistra Arcobaleno. Una scelta convinta perchè chiaro è il progetto politico della Sinistra Arcobaleno. Non un cartello elettorale, ma un progetto per l'Italia. A cui lei è fiera di associare il proprio nome. E siccome il voto lo daremo anche guardando alle candidature, io non solo sono fiero di poter votare Rita Borsellino, ma anche contento di poterle fare campagna elettorale. Per chi ancora credesse al giornalismo libero e indipendente, ma soprattutto obiettivo, ecco una bella notizia: la notizia della presenza di Rita Borsellino a Bologna non è stata data nè dal Corriere della Sera nè da Repubblica (parlo ovviamente delle edizioni locali). Solo il Resto del Carlino ha dato la notizia con un trafiletto. Questi non sono giornalisti, sono servi. 
Ma noi andiamo avanti, e i risultati credo che ci daranno ragione. Noi abbiamo Rita e idee politiche che parlano di lotta a tutte le mafie, uguaglianza sociale, più diritti civili, aumentare i salari, energia pulita. Altri hanno candidate come Marianna Madia che, come scrive la Rodotà sul Corriere di oggi: "Delude perfino più del previsto la giovanissima speranza piddina, rivelatasi agente infiltrata al servizio della Sinistra Arcobaleno, sul cui simbolo è riuscita a spostare svariati voti (specie nel Lazio, dove è capolista) nella sola giornata di ieri, causa intervista al Foglio molto anti-aborto, molto pro-donne spose e madri intente a «riumanizzare la vita disumanizzata».
Auguri. 

Lorenzo elezioni, sinistra