chi non conosce la storia…

 
Credo che ci sia poco spazio per un governo istituzionale. Berlusconi da questo orecchio non ci sente, ha deciso che saranno elezioni anticipate e nessuno gli farà cambiare idea. Lo squalo sente l'odore del sangue.

Di fronte a questa situazione drammatica, che ci costringerà a vedere Berlusconi a Palazzo Chigi per la terza volta e che, di fatto, costruisce le condizioni per una sua nomina a Presidente della Repubblica dopo Napolitano, come reagisce il piddì? Continuando a ripetere di voler andare da solo alle prossime elezioni

Repubblica e Corriere della Sera, come dimostrano questi due editoriali, uno di Massimo Giannini, l'altro di Sergio Romano, spalleggiano questa ipotesi, giustificando - qualora ce ne fosse ancora bisogno - le considerazioni che si fanno da tempo circa la loro totale subordinazione a Confindustria, alle banche e ai grandi gruppi di potere che condizionano la politica italiana.

Dato che chi non conosce la storia è condannato a ripeterla, sarà il caso di ricordare quello che è successo qualche anno fa (solo sette per la precisione), come premonizione per quello che sarà.

Febbraio 2001. Il centrosinistra si appresta a chiudere l'esperienza di governo iniziata nel 1996 col governo Prodi e proseguita con i due governi D'alema e con il governo Amato. Il segretario del partito più grande della sinistra era il giovane Walter Veltroni (scrivo giovane non a caso: Veltroni è l'unico esempio al mondo di perenne gioventù politica. E' sulla breccia da oltre 30 anni, ma è sempre il nuovo che avanza). Il giovane Walter - prima di abbandonare il partito nel bel mezzo delle elezioni per dedicarsi alla sua personale campagna elettorale per diventare sindaco di Roma - elaborò questa geniale strategia: al voto da soli (ossia senza Di Pietro e senza Rifondazione Comunista, e con un sistema elettorale peraltro molto migliore di quello che c'è adesso). 

Si sa come andò: Veltroni vinse a Roma (a proposito, ma non aveva detto "finito il mandato da sindaco andrò in Africa"?), i DS ottennero il peggiore risultato della loro storia politica, Berlusconi stravinse elezioni che avrebbe perso se l'Unione fosse andata unita al voto.

Sette anni dopo, Veltroni non va più in Africa, i DS non esistono più, Berlusconi si appresta a tornare in sella ancora una volta, ma la frase magica è sempre quella: al voto da soli. Vi chiederete (me lo chiedo anche io) perchè mai insiste con questa strategia suicida (per l'Italia, mica per lui: lui il modo di sistemarsi da qualche parte lo troverà sempre). I più bravi tra i democrats (compreso il mio amico crit) vi risponderanno che è giusto così, che bisogna formare coalizioni omogenee, ma - soprattutto - che non è scontata una vittoria di Berlusconi. Attenzione su quest'ultima frase, perchè è la chiave di volta.

I sondaggi che circolano nelle redazioni dei quotidiani nazionali (finalmente mi è chiaro a cosa è servita una laurea in Scienze della Comunicazione: ad avere amici nelle redazioni più disparate, di destra e di sinistra) sono tutti uguali: Berlusconi stravince, attualmente la Cdl è al 60% nelle intenzioni di voto, l'Unione - che Veltroni sta seppellendo - è al 40. Se consideriamo poi che Mastella è uscito dall'Unione la forbice si allarga. E allora, come può il piddì da solo ostacolare la vittoria di berlusconi? semplice, non può. 

Ma può fare una cosa, dirlo. Spalleggiato da Repubblica e Corriere, può mentire sapendo di farlo per ricorrere al famigerato voto utile. Dirà, votate per il piddì, è l'unico modo per impedire il ritorno di Berlusconi, cercando in questo modo di intercettare il voto di quei cittadini che, sentendosi di sinistra, pur di non vedere Berlusconi sarebbero disposti, in totale buonafede, a turarsi il naso e votare piddì. E se leggete l'articolo odierno di Massimo Giannini su Repubblica questa strategia non è neanche tanto nascosta.

La verità è che l'unico modo per rosicare a Berlusconi il vantaggio enorme che ha è rilanciare l'Unione, ma Veltroni non ha nessun interessa a fare questo. E' disposto a mettere in ginocchio l'Italia e in crisi decine di giunte locali pur di vedere un piddì autonomo e una sinistra a pezzi.

Occorre lavorare per un'aleanza di governo tra piddì e sinistra. La mia paura è che si andrà da un'altra parte, e che tutti noi ci sorbiremo, cornuti e mazziati, altri cinque anni di Silvio Berlusconi. Grazie Walter. 

Lorenzo sinistra, think tank

  1. 30 gennaio 2008 a 9:10 | #1

    Credo anche io che oramai il dado è tratto e che le eelzioni si avvicinano sempre di più. Detto questo, ieri ho sentoto Veltroni dire ai commercianti che ci sono troppe tasse e che bisogna rompere le catene. Mi sembrano i famosi lacci e lacciuoli di Berlusconi. E si incavolarono pure quando al Congresso dei DS dissi che il PD rischiava di assomigliare, e molto, ad un aForza Italia, leggermente più presentabile.
    Saluti

  2. 30 gennaio 2008 a 10:45 | #2

    Caro Lorenzo,
    mi permetto un ulteriore analisi: con questa legge elettorale anche se la CDL dovesse stravincere si troverebbe cmq in una situazione con non più di 10-15 senatori di scarto. Situazione che rischia di portare a un’instabilità simile a quella che abbiamo conosciuto bene… e se l’idea del giovane Walter fosse questa?
    Non voglio fare campagna elettorale, uffa!!!

  3. Stefano
    30 gennaio 2008 a 12:25 | #3

    Condivido in pieno il ragionamento. Purtroppo. Veltroni e il suo staff, in questo momento, tengono soprattutto ad emarginare la sinistra (non “radicale”: sinistra e basta) e a ingrandire il PD attraverso la lusinga del “voto utile”. Anche sapendo che quel voto, alla fine, non sarà affatto utile - nel senso di sufficiente - a sconfiggere la destra. E’ una strategia abbastanza lucida - sotto la panna montata del veltronismo e dentro la massima vaghezza politica - che mira a fare del PD, all’opposizione o al governo, l’unica possibilità “meno peggiore” rispetto a Berlsuconi. Non basterà per vincere le elezioni, ma potrebbe bastare per rendere irrilevante la sinistra in Italia, e perfino cancellare la parola stessa dal lessico politico. A meno che tutto ciò che sta a sinistra del PD non abbia la lungimiranza, la dignità, il senso di responsabilità nazionale per fare l’unico passo che deve: costituente unitaria subito, rinnovamento dei gruppi dirigenti, collegamento al filone del socialismo democratico, apertura alle nuove culture politiche di critica al liberismo e al pensiero unico. Altrimenti, stiamone pure certi: o si mangia la minestra Veltroni, o ci si butta dalla finestra Berlsuconi.

  4. 30 gennaio 2008 a 12:27 | #4

    Come siamo messi male!!!

    ci vorrebbe quello con la barba che si ferma sempre in via d’azeglio a dire: AIUTOOOO SONO MESSOOO MALEEEE!!!

  5. 30 gennaio 2008 a 14:13 | #5

    purtroppo la tua nalisi è corretta. il uolter nazionale che condusse al minimo storico il pds questa volta si supereà perchè in un sol colpo pporverà ad affondare la sinistra, a tarpare le ali al pd e a far volare la casa delle libertà. l’impegno è quello di sempre le capcaità pure.
    p.s.: mi ricordo dell’africa, però volendo noi tutti bene all’africa, facciamo in modo che uolter non ci vada. hanno già tanti problemi perchè accollarsene un altro?
    un caro saluto

  6. 31 gennaio 2008 a 20:02 | #6

    Intanto grazie per avermi definito tra i democrats più bravi, ma meglio specificare il mio pensiero. Io non dico che il Pd debba andare per forza da solo, ma affermo che:
    come possiamo ripresentarci con la stessa coalizione che non è stata capace di governare?come risolvere le contraddizioni di alcuni partiti, come il PRC, che candida persone che nulla hanno a che fare con una minima cultura di governo?Insomma, bisogna ripresentare le stesse facce di questi 20 mesi?Bisogna invece partire dai programmi, pochi punti e molto chiari: chi ci sta è nostro alleato. ovviamente non significa dire o così o niente, ma trovare dei punti di equilibrio alti ed evitare, di mediazione in mediazione, di impantanarsi nella palude dell’immobilismo.Questo è inaccettabile.

  7. 31 gennaio 2008 a 21:51 | #7

    i candidati impresentabili c’erano tanto nel prc quanto nella margherita.. dimmi tu la binetti che cultura di governo ha..

    il fatto è che nel prc di persone con una cultura piuttosto ampia ce ne sono a bizzeffe, e soprattutto con una cultura di governo molto responsabile e dignitosa - penso a ferrero e a vendola - e diversa dal dire “al governo senza se e senza ma, è questo che dentro al pd dà più fastidio.. chi solleva la questione dei rom e dei lavavetri dando legittimità politica a campagne di pancia che vanno bene in una discussione da bar della bassa brianza è normale che non intenda discutere una nuova alleanza con la sinistra.. semplicemente perchè non è di sinistra..

    fate un pò come volete, ma ricordate che dall’altra parte c’è berlusconi, che i voti che il pd può recuperare lì recupererà sempre a sinistra, mai a destra, che con berlusconi non si scende a patti.. che poi sono tutte parole d’ordine che sbandieravate anche voi fino a 5-6 anni fa.. che te lo dico a fare???

  8. 31 gennaio 2008 a 23:08 | #8

    @ andrea: ai congressi DS abbiamo parlato a un pubblico sordo, il più delle volte. Ma non mi indigno, né li giudico. A volte si ha bisogno di credere in qualcosa, e le cassandre - purtroppo - non sono ben accette…

    @francesca: grazie per essere passata di qua :-) circa il giovane uolter l’africano, io credo invece che il suo progetto preveda un’italia americanizzata, con la presenza di soli due partiti al cui interno inserire di forza tutte le idee. Col rischio che si assomiglino in maniera terreficante, e non ci sia più spazio per il dibattito, nè il prevalere di linee di pensiero anticonformiste. E col rischio che la politica si faccia al “maurizio costanzo show” piuttosto che a “porta a porta”. Insomma, un incubo. Se ci riuscirà, io personalmente avrò molto più tempo da dedicare a me stesso e alle persone che amo…

    @ stefano: che dire? invidio la tua sintesi. sei riuscito a dire esattamente quello che penso usando molte righe in meno! Torna a trovarmi, è un piacere leggerti

    @oscar: l’africa ci ringrazierà :-)
    @ francesco: sulla cultura di governo di alcuni eletti nel prc (alcuni… io parlerei di turigliatto al senato e della coppia cannavò-caruso alla camera, stop. nel complesso, lo ammetterai anche tu, tra i parlamentari e i senatori eletti con il prc il livello è piuttosto alto.. oltre a inserire alcune perle come Heidi Giuliani o Lidia Menapace) ma se il tuo ragionamento è corretto allora nessuna alleanza neanche con di pietro (che ha eletto di gregorio), ovviamente mastella, e occhio anche ai (adesso)democratici che hanno portato in parlamento gente come fisichella e dini, eletti con la margherita come quella Binetti che ha votato contro la fiducia al governo prodi…
    Si può parlare di alleanze sul programma, io sono d’accordo. Ma se il progetto è una legge elettorale liberticida per cui chi vota per FI o per il PD è come se vedesse il suo voto valere per due, allora non ci sto.

    @luca: intanto ti volevo dire che mi ha fatto piacere conoscerti personalmente all’assemblea di sabato scorso a Roma. 400 ragazze e ragazzi che discutono, propongono, esultano per le dimissioni di cuffaro, criticano e cercano insieme l’unità della sinistra e un’italia più giusta beh… sono un bel vedere per chi ama la Politica. Poi, condivido quello che scrivi come sempre, ma ti assicuro che Francesco è inattaccabile sotto quei punti di vista… io ci provo da anni! :-)

  9. 31 gennaio 2008 a 23:18 | #9

    Caro Lorenzo,
    che tu ci creda o meno controllo il tuo blog tutti i giorni, anche se difficilmente commento…

  10. 31 gennaio 2008 a 23:51 | #10

    @Luca: se il nostro volere fosse andare al governo a tutti i costi, probabilmente allora cercheremmo un’alleanza la più vasta possibile.Il punto non è la qualità dei singoli, ma la cultura politica che si porta al governo, quando ci si arriva.
    La questione dei Rom non la solleva nessuno, la questione è molto più complessa così come i lavavetri, alcuni argomenti meriterebbero ben altre riflessioni.

    @Lorenzo: ovvio che ciò che vale a sinistra vale anche spostandosi verso il centro: patti chiari e amicizia lunga con tutti.
    Io la Menapace la stimo tantissimo come persona, ma su alcuni temi dissento dalle sue posizioni, e anche fortemente.
    E poi sono io che ci ho provato, ci provo, e ci proverò sempre con te, ma questi anni in tua compagnia sono stati comunque un piacere…

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