Concita e le equivalenze

05Set08

A fine luglio ho scritto un post su questo blog che è stato oggetto di discussione. Era il periodo della fantomatica intercettazione di Mara Carfagna e della presunta liason tra lei e il signor B. La mia posizione era abbastanza netta: era inaccettabile l’equivalenza “Mara è stata con B. e per questo Mara è ministro”. Inaccettabile, dicevo, soprattutto per le donne è il criterio che veniva utilizzato: donna al potere (magari bella) = amante di qualcuno.

In verità, non ho trovato nei tanti commenti a quell’articolo molta solidarietà con la mia posizione.

Oggi, in Francia, scopriamo che la ministra Rachida Dati è incinta e, non avendo voluto lei rivelare il nome del padre del nascituro, si è scatenata attorno alla notizia tutta quella prudèrie che, evidentemente, non è solo italica. Si è aperto il totopadre, e al ventre tondeggiante della ministra si sono accostati diversi nomi di “papabili”.

Leggo oggi su L’Unità un fondo del nuovo direttore, Concita De Gregorio, sulla questione:

Mi fa impressione vedere sulle prime pagine dei giornali le foto di Jose Maria Aznar (un ex primo ministro belloccio, comunque un uomo dotato di potere oltre che di moglie in carica) associato anzi sovrapposto con indelebile allusione all’immagine del ministro di giustizia francese e del suo ventre rotondo. [...] Poteva esserci chiunque, in quella foto sovrapposta. D’Alema, Schroeder, Putin ma perchè non l’idraulico, il vicino di pianerottolo, l’amico di infanzia. Ecco: perchè non l’idraulico? Ma è ovvio: perchè ogni donna che acceda ad un posto di potere deve essere l’amante di qualcuno. E’ così rassicurante: conferma l’ordine naturale delle cose. Che altro motivo avrebbe avuto il primo ministro di Francia (ehm, concita, Sarkozy è il presidente, ma tant’è - ndr) di nominarla ministro se non per ripagarla dei suoi favori?

Nel suo condivisibile editoriale la De Gregorio di fatto sposa quella che era la mia tesi nell’articolo di luglio. Cambiate Francia con Italia e il gioco è fatto. L’equivalenza donna al potere = amante di qualcuno, è inaccettabile.

Solo una cosa Concita: la cosa vale sempre. Per la pancia di Rachida, come per le labbra di Mara…

1 Response to “Concita e le equivalenze”


  1. 1 Pietro Fara Posted Settembre 8th, 2008 - 10:46

    Mi pare che ci sia una differenza sostanziale che tu continui ad ignorare: il curriculum. Quando Carlo Azeglio Ciampi ha nominato Rita Levi Montalcini senatrice a vita nessuno penso abbia fatto illazioni su favori sessuali elarigiti al presidente dalla nostra (ultra)ottuagenaria preferita.
    Se invece io prendo una soubrette che ha lavorato nelle mie televisioni e la faccio ministro delle Pari Opportunità mi pare ovvio che quantomeno il dubbio sia leggitimo.
    Non mi pare che Rachida abbia un passato da soubrette quindi certe illazioni sono fuori luogo nel suo caso ma non lo sono nel caso della Carfagna (come diceva Paolo Rossi “Prima di dire: non bisogna sparare sulla Croce Rossa bisogna vedere chi c’è dentro la Croce Rossa”).

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"Concita e le equivalenze" is filed under italia, segnalazioni and think tank. It was published in Settembre 2008.

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