Graffiti, vademecum contro il fai-da-te

Ripulire i muri dei palazzi dai graffiti non avrà costi proibitivi. Poco più di cento euro al metro quadrato considerando il prezzo orario tra i 30 e i 35 euro e il tempo che ci si impiega, oscillante dalle tre alle quattro ore.

È un primo risultato della sperimentazione che il Comune e la Soprintendenza ai Beni architettonici hanno effettuato su un primo lotto di monumenti storici imbrattati, tra cui palazzo Pepoli Campogrande, palazzo Fava e il portico del Pavaglione. I tecnici hanno lavorato su muri, arenarie e colonne mettendo a punto le migliori tecniche per la cancellazione dei graffiti e di altre lordure effettuate con vernice. Tutto è stato in qualche modo codificato fino a formulare una sorta di prontuario per gli interventi di questo tipo.

In pratica sono state sperimentate varie qualità di gel rimuoventi nonché di solventi capaci di dissolvere la vernice ed è stato utilizzato il laser che ha dato grandi risultati sui laterizi, in particolare nella rimozione delle scritte con pennelli indelebili, le più tenaci.

Come hanno spiegato ieri la soprintendente Carla Di Francesco e la dirigente del Comune Raffaela Bruni, l´esperienza accumulata in questi mesi di primi interventi (eseguiti con un finanziamento di 180 mila euro) confluirà in una serie di «linee guida» per la ripulitura dei muri. Il Comune si impegna ad adottarle nel prossimo intervento sugli altri monumenti cittadini già identificati lungo il percorso «Città museo» il cui appalto è prossimo. Saranno accolte anche le indicazioni sui prezzi che diventeranno un termine di paragone per i privati che vorranno ripulire i loro muri.

«Intendiamo con questo scongiurare il fai da te che spesso crea più problemi degli stessi graffiti - spiega Di Francesco - per evitare che a vernice si sovrapponga vernice e Bologna diventi un mascherone». Per la soprintendente sono da bocciare anche i disegni sulle saracinesche con l´intento di dare ai graffitari uno spazio evitando così la scrittura sui muri: «Ne faremmo volentieri a meno» è stato il suo commento con riferimento a palazzi di pregio o a saracinesche sotto i portici.

Il Comune comunque si augura che molti cittadini decidano di ripulire i loro muri in una generale ripresa del senso civico. Le procedure saranno semplificate e basterà compilare una scheda in cui saranno specificati il tipo di edificio, la natura della superficie e il tipo di vernice usato per imbrattare. Se saranno mantenute le procedure indicate da Comune e Soprintendenza, solo con quella il cittadino potrà evitare la trafila della domanda alle Belle arti e cominciare il restauro.

Enzo Scutellari, del Comune ha spiegato che tutti gli edifici ripuliti sono stati censiti con ripetuti sopralluoghi, mentre Antonella Pomicetti, della Soprintendenza, ha illustrato le tecniche di cancellazione dei graffiti basate su vari gel rimuoventi e sulla tecnica del laser. «Purtroppo - ha detto - le vernici spray penetrano a fondo nella porosità delle arenarie rendendo difficile la rimozione. In questo, il laser è molto efficace». Finita la cancellazione si applica un film protettivo che, in caso di nuovo attacco dei graffitari, impedisce alla vernice di penetrare in profondità.

Lorenzo rassegna stampa

  1. 2 gennaio 2010 a 11:58 | #1

    Be da quel che ho visto ieri (01.01.2010) di palazzi ripuliti nel centro storico di Bologna erano veramente pochi, poche decine, su migliaia di palazzi. E soprattutto notavo muri ridipinti da poco tempo già ricoperti di scritte…addirittura i portoni delle case ricoperti da scritte….è davvero imbarazzante che di notte certa gente compia questi atti vandalici in tutta Bologna, in tranquilla libertà.

  2. 4 gennaio 2010 a 16:43 | #2

    Caro Antonio, hai ragione, c’è problema culturale forte, che parte dalle famiglie. Io non mi sarei mai sognato di comprare una bomboletta e imbrattare una chiesa o il portone di una casa privata. Ma la pubblica amministrazione deve affrontare questo problema con mezzi adatti. Ti faccio un esempio: il comune di Milano (non certo una giunta di sinistra) ha investito 25 milioni di euro in tre anni per ripulire la città da tag e graffiti, la campagna si chiamava I LAV MILAN (sic…). risultato? i muri sono di nuovo sporchi. Cosa facciamo ora, investiamo 25 milioni di euro per assumere nuovi vigili che facciano i turni di notte appostati agli angoli delle chiese? Una soluzione non esiste: esistono però azioni plurali da intraprendere. Occorre ripartire dall’istruzione primaria per affrontare in maniera più complessa il tema del senso civico e del rispetto di ciò che è di tutti, occorre predisporre spazi appositi per chi vuole esercitare la propria creatività attraverso quella che in moltissimi casi è stata riconosciuta come una forma d’arte e occorre anche intervenire in maniera esemplare quando si becca qualcuno a imbrattare un muro. Una pluralità di azioni, insomma, per un percorso lungo e non certo immediato. Sarebbe bello se questo percorso potesse essere condiviso da tutte le forze politiche e non usato a seconda delle convenienze elettorali come una clava.

  3. sergio
    10 gennaio 2010 a 18:43 | #3

    Sono stato pochi giorni fa a Bologna e devo dire che l’ho trovata in condizioni veramente miserrime. Non c’è un metro continuativo di muro senza scritte e scarabocchi, veramente desolante che una città così bella sia ridotta in quello stato pietoso. Buon lavoro al sindaco, gli auguro veramente di poter riportare Bologna in uno stato perlomeno accettabile, perchè così come è oggi fa venire voglia di scappare via al più presto

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