Lo psicodramma collettivo che ha avuto luogo a Chianciano nel corso dell’ultimo congresso di Rifondazione ha chiuso in maniera definitiva il percorso (sbagliato) dell’unità a sinistra intesa come unione di pezzi di gruppo dirigente. Non ha chiuso però la necessità di un soggetto nuovo per la sinistra italiana, un soggetto di cui si sente l’esigenza in un periodo brutto per il nostro Paese prima ancora che per la sinistra.
Leggo che il guazzabuglio di minoranze che ha portato Paolo Ferrero alla guida di un soggetto che ha nella “società comunista” il suo obiettivo è composto da trotzkisti, movimentisti, leninisti, demoproletari, ultrapacifisti e chi più ne ha più ne metta. E comprendo, una volta di più, che non siamo stati cacciati dal parlamento per colpa del voto utile o della cattiveria di Veltroni (verso cui non nutro alcuna simpatia, anzi) quanto perchè la distanza tra le nostre soggettività organizzate e quel “popolo della sinistra” di cui pure ci riempiamo la bocca è enorme, e lo spettacolo indecoroso andato in scena a Chianciano nè è la dimostrazione più lampante.
Nichi Vendola ha rappresentato e rappresenta quella speranza che è la linfa vitale di qualunque sinistra in qualsiasi parte del mondo. Senza la speranza in un mondo migliore c’è solo la rassegnazione e l’accettazione della realtà, senza la speranza e il sogno non c’è sinistra.
Se la speranza sia ben riposta non sta a me dirlo, ma che nel compagno Vendola ci sia un “di più” è evidente dalle piazze che riempie, dai giovani che attrae, dagli occhi lucidi che spesso è possibile vedere al termine di un suo discorso. Nichi Vendola è una risorsa per la sinistra italiana proprio perchè quello di cui ha bisogno la sinistra italiana dopo lo tsunami del 13 e 14 aprile è un simbolo, una speranza, un sogno per non cedere alla rassegnazione.
Il partito di Ferrero, quello che esce da Chianciano contento del proprio arroccamento identitario, non è in grado di interpretare i sogni nè le speranze di quei giovani, di quelle donne e di quegli uomini che ora sono a un passo dalla rassegnazione e dall’abbandono. Il rischio è grande. Proprio perchè la posta in gioco è altissima, in un momento in cui il Paese è in mano a una destra che, senza contrapposizione alcuna, salvo forse il populismo demagogico di Di Pietro, sta sferrando un attacco forse definitivo al sindacato e ai lavoratori, è necessario mettere in campo una proposta credibile in cui si possano riconoscere non uno sparuto manipolo di “compagni” ma le tante e i tanti individui che si sentono sfiduciati, oppressi, incalzati da una realtà frustrante che promette sogni e regala amarezze.
La condizione per la creazione di questa proposta credibile - necessaria e contingente - è che si smetta, anche fra di noi, di raccontarci la favola bella del partito unico della sinistra italiana. I gruppi dirigenti dei micropartiti della sinistra non riusciranno mai a trovare una soluzione unitaria. Chianciano ci aiuta almeno a questo. Ad emanciparci da questa favola e a guardare la realtà con altri occhi.
Abbiamo un’occasione che forse è l’ultima: le amministrative del 2009. Quasi l’80% degli italiani verranno chiamati al voto per rinnovare le amministrazioni locali. E’un’occasione unica per lanciare un progetto unitario che funga da base per un soggetto nuovo della sinistra italiana.
Sinistra Democratica deve fare la sua parte. Rifuggiamo dalla tentazione di varare liste con il nostro simbolo e lavoriamo, invece, per la creazione di liste civiche di sinistra che abbiano come scopo, oltre che un risultato importante nelle singole realtà territoriali, quello di essere le cellule da cui partire, sin dal giorno dopo le elezioni, per costituire un soggetto nuovo.
Un progetto simile aprirebbe le porte ai singoli e alle organizzazioni interessate a superare se stesse mettendosi in gioco per tentare di offrire a quel “popolo della sinistra” di cui parliamo ciò che ci chiede e ovviamente sarebbe inaccettabile per chi - e abbiamo visto che sono in tanti, nel multiforme campo degli ex-arcobaleno - vede la costituente della sinistra come il fumo negli occhi.
Queste liste della sinistra dovranno essere aperte a iscritti e non iscritti. La loro caratteristica comune dovrà essere la disponibilità a essere attori costituenti di un nuovo soggetto e la volontà di porsi il problema della sfida di governo. Che non vuol dire il governo a tutti i costi, ma vuol dire prendere coscienza del fatto che gli uomini e le donne che guardano a sinistra e hanno votato partito democratico cercano una sinistra che sappia dare risposte ai loro problemi, alle loro convenienze percepite, e non solo ad abbaiare alla luna.
Dare risposte ai problemi dei tanti che si sentono schiacciati dal peso di una realtà troppo spesso insostenibile. Non abbandoniamoci alla rassegnazione, una sinistra nuova in Italia è possibile e necessaria.




“il guazzabuglio di minoranze che ha portato Paolo Ferrero alla guida di un soggetto che ha nella “società comunista” il suo obiettivo è composto da trotzkisti, movimentisti, leninisti, demoproletari, ultrapacifisti e chi più ne ha più ne metta.”
Quel “guazzabuglio” di cui tu parli E’ Rifondazione Comunista. Lo è stato. E lo sarà. Può non piacerti. E lo capisco. Ma è Rifondazione Comunista, bellezza. E tu non puoi farci niente. Niente.
Scusa la citazione bogartiana ma, ripeto, io ho trovato indecoroso lo spettacolo di una minoranza (avere la maggioranza relativa, in politica, non vuol dire niente) che appoggiandosi non sulle opinioni dei propri militanti ed iscritti ma sulle opinioni di iscritti ad altri partiti pretendeva di indicare, ancora una volta, la via (sbagliata).
Il congresso di Rifondazione è stato un esempio di democrazia interna raro da vedere in altri partiti e movimenti. Il fatto che la linea che tu auspicavi sia uscita sconfitta (nonostante le armi impari, non ultime quelle mediatiche, con le quali è stato “giocato” questo congresso) non ti autorizza a parlare di Ferrero come del lupo cattivo che ha usurpato il posto che spettava (per diritto divino?) a Vendola. C’è stato un congresso e Vendola, che piacerà tanto, come tu dici, alle mamme ed ai bambini, che commuove le piazze (quali?), che è tanto buono e perfetto per guidare la sinistra (con la patente firmata da Massimo D’Alema in persona, uno che se ne intende, diciamo) è uscito sconfitto. Punto e a capo. Se volete fare la “Rifondazione del Pds” accomodatevi pure ed accattatevillo, il buon Nichi.
Comunque, in fondo, sul compagno Nichi Vendola io sono ottimista. Non penso che ieri sia stata la sua fine politica. Anzi. Dopo Vladimir Luxuria all’isola dei famosi (questa è una delle grandi conquiste e dei grandi avanzamenti sociali del bertinottismo: Luxuria all’isola dei famosi) penso che il buon Nichi un posto a “La Fattoria” o a “Stranamore” lo troverà sempre… Sempre meglio che lavorare, dopo tutto.
a volte mi viene il dubbio che tu passi il tuo tempo cliccando il tasto aggiorna del mio blog… vabbeh, come dici tu, sempre meglio che lavorare! un abbraccio
Bravi compagni di rifondazione , bravi.
Avanti cosi’ , sulla strada che vi ( e purtroppo “ci” ) portera’ a contare sempre meno , in un delirio di autoreferenzialita’ e di incomprensibilita’ ai piu’.
Forse e’ giusto cosi’ , sparire per 20 - 30 anni , fintanto che per motivi di eta’ questa schifosa classe “dirigente” legata alla poltrona non andra’ in pensione. Sperando ovviamente che dopo non ci siano 15 mozioni diverse a contendersi la segreteria…e che di queste , 14 non facciano cartello per battere la vincente , in un esercizio di democrazia esemplare e limpido.
Lavoro (anche) con il computer ed ho messo il tuo sito tra i “Preferiti” quindi è ovvio che ci clicco sopra abbastanza spesso. Ma se tu non gradisci puoi tranquillamente dirmelo ed io eviterò di passare. Penso di sopravvivere lo stesso.
Detto questo noto che tu ogni volta non rispondi nel merito di quello che ti scrivo ma, da buon politico, svicoli.
Avevate lanciato un Opa sul nostro (e ribadisco Nostro) partito ed avete miseramente perso. Succede. Bisogna ripartire e cercare di capire i propri errori. Non dare la colpa agli avversari. Altrimenti fai la figura del romanista anche in politica
non fare l’offeso ora. Mi fa piacere che tu abbia messo il mio blog tra i favoriti e mi fa piacere che passi di qua. semplicemente reputo quasi inutile una discussione con te, dato che, da buon mulo sardo, non ti smuovi di un millimetro dalle tue posizioni. perciò che dire? auguri per la rivoluzione, soli e isolati riuscirete a sentire meglio il suono delle vostre voci mentre cantate bandiera rossa. Io nel frattempo vorrei fare politica, ma vi prometto che, quando avrò bisogno di un pò di folklore, un passaggio dalle vostre parti lo farò. Siete meglio dei congressi dei socialisti, di questi tempi.
@Paolo: non credo che il processo di una costituente della sinistra sia morto. semplicemente, si è evoluto. Noi con ferrero, grassi, diliberto, pegolo e compagnia cantante (bandiera rossa) cosa avevamo a che spartire? Andiamo avanti e parliamo alla gente (quella vera)
Completamente d’accordo con te , Lorenzo.
Mi dispiace solamente che una parte dei compagni di Rifondazione abbia scelto l’autoreferenzialita’ come modus operandi.
Da parte nostra comunque non dobbiamo fare lo sbaglio di fidarci troppo di questo partito democratico, i nostri sforzi devono essere concentrati a sinistra nella costruzione di un importante soggetto politico , fatto e voluto dal basso. Il rischio apatia e demoralizzazione e’ alle porte , la gente vuole risposte.
Caro Lorenzo,
spero che insieme a Vendola riuscirete a fare il Partito della sinistra e che magari ci sia un’unica lista comunista. Poi subito dopo le elezioni europee vedremo chi sarà degradato al ruolo di folklore. Per il momento questa sorte è toccata alla Sinistra Arcobaleno.
un’unica lista comunista? come corri Alessandro! i comunisti mica sono tutti uguali! lo sa bene il compagno Ferrando, che accusa Ferrero di aver tradito il proletariato, lo sanno bene i compagni di Sinistra Critica, unici eredi del vero internazionalismo trotzkista, e di Restaurazione Comunista vogliamo parlare? Pegolo è ben diverso da Grassi, traditore degli operai, figuriamoci Ferrero, che comunista non è mai stato, venendo lui da Democrazia Proletaria. Per fortuna che c’è Diliberto, anche se Rizzo non vede l’ora di fargli le scarpe, perchè il vero comunista è lui.
Ho poi dimenticato qualcosa? Ah, si. C’è il partito comunista marxista leninista, c’è il Partito di Alternativa Comunista e chissà quanti altri ce ne sono in giro, ognuno convinto erede del vero comunismo! Ognuno a cantare bandiera rossa e a battersi il petto convinto del proprio credo. Se non è folklore questo…
Perciò rassegnati: per le europee ci saranno almeno quattro liste di veri comunisti, e forse qualcuna in più. Occhio però, guardatevi bene le spalle.. tra di voi potrebbe sempre serpeggiare un traditore del proletariato…
Ammesso e non concesso che sia realmente così, tra queste ce ne sarà almeno una che prenderà più voti di un eventuale partito della sinistra e su questo sono pronto a scommettere quello che vuoi.
“Io sono sconfitto e sono sereno, perché da comunista ho imparato prevalentemente ad essere sconfitto ed a stare con gli sconfitti…”.
ciao caro lorenzo,
se ti interessa il mio parere in proposito lo trovi qui. siamo molto molto distanti.
un saluto
http://ilbuoncaffe.blogspot.com/2008/07/la-risorsa-quasi-una-lettera.html
hai ragione Luca, siamo molto distanti. potrei entrare nel merito delle tue considerazioni, ma poi penso che, onestamente, io con un partito guidato da una componente trotzkista non ho niente a che fare. Auguri a loro e a chi andrà con loro. Io, come ho già detto, al minoritarismo entusiasta preferisco la politica.
Un abbraccio
caro lorenzo contraccambio l’abbraccio, ricordandoti comunque che nel ‘98 bertinotti si tirò dietro ferrando e maitan, eppure nessuno considerò il prc un partito trotzkista.