non ci sto. io scelgo NICHI
1 febbraio 2008
Leggo sui quotidiani di oggi [qui l'articolo su Repubblica ma la notizia era anche su Liberazione e Corriere della Sera] alcune cose inquietanti che non solo non mi convincono, ma contro le quali mi batterò con forza. In poche parole e per chi, comprensibilmente, non avesse voglia di andarsi a leggere l'articolo sul giornale di De Benedetti, vi riassumo quello che circola.
1) La sinistra andrà da sola alle ormai inevitabili elezioni, con un'unica lista e un simbolo, quello della sinistra arcobaleno, che è quello che vedete nella barra laterale di questo blog da ormai un paio di mesi. La notizia buona è che la sinistra compie un primo decisivo passo verso il soggetto unitario e plurale, quella cattiva è che non ci sarà alleanza con il piddì (la scelta di Veltroni di andare da solo sembra ormai irrevocabile). In pratica, Berlusconi vincerà sicuramente le elezioni e sarà il prossimo presidente del consiglio.
2) il simbolo verrà "adornato" dai quattro simbolini dei singoli partiti, comprese le due - due! - falci e martello che spiccano sia nel simbolo di rifondazione che in quello dei comunisti italiani. E' una cazzata, una cazzata enorme, io sono profondamente contrario. Ci sarebbero tanti motivi ma mi limito a dirne uno: la possibilità che subito dopo il voto uno dei quattro soggetti (ad esempio diliberto, viste le ultime dichiarazioni…) decida che il progetto del soggetto unitario non lo convince, che comunque il suo simbolo sulla scheda c'era e che proseguirà l'avventura in autonomia… insomma, che usi la lista arcobaleno solo per passare le forche caudine dello sbarramento. Non ci sto.
3) il candidato primo ministro della sinistra arcobaleno sarebbe Fausto Bertinotti, con Grazia Francescato dei Verdi come sua vice. Fatto salvo il rispetto per Bertinotti, questa è una follia! Bertinotti è una candidatura di nicchia, tutta comunista, che non apre a quell'elettorato di sinistra non comunista che si sente deluso dal piddì e che guarda con speranza a una sinistra di governo, con volti nuovi e idee nuove, una sinistra unita e soprattutto moderna. Io non voglio condannare la sinistra al minoritarismo, la sfida è quella di farla diventare soggetto egemone in questo paese. Di Bertinotti apprezzo tantissime cose, e gli riconosco un ruolo importante nel processo di cambiamento di Rifondazione Comunista. Ma è sulla breccia dai tempi dello scioglimento del PCI, sono passati 20 anni! Parte del nostro elettorato potenziale lo identifica ancora come il killer del primo governo Prodi, non si riconoscerebbe in quella candidatura.
No, a queste condizioni capestro, che ridurrebbero la sinistra a nicchia minoritaria, non ci credo e mi batterò contro questa infausta (scusate il gioco di parole) decisione, presa tra l'altro in totale autonomia non si sa bene da chi. Io spero che si tratti solo di indiscrezioni prive di fondamento, staremo a vedere. Rilancio la mia scelta, che è la scelta di chiunque crede che la sinistra debba rappresentare una forza di cambiamento in questo paese, capace di lanciare una sfifa concreta ai reazionari e ai moderati. L'unico nome possibile, capace di suscitare entusiasmi e passioni è solo quello di NICHI VENDOLA. E se cominciamo a dirlo in tanti, forse qualcosa cambierà.
Caro Lorenzo,
Sottoscrivo il tuo appello anche se credo che il nome di Vendola sia irrimediabilmente tagliato fuori dalla ormai sicura fine anticipata della legislatura.
Credo però che il problema della Sinistra Arcobaleno vada ben al di la della scelta della leadership (che a quanto pare avverrà a colpi di editoriali e dichiarazioni sui giornali in pieno pd style).
L’assenza totale di un progetto condiviso che vada oltre lo slogan “unire la sinistra” (perchè? per fare che cosa? con che obiettivi?). La riproposizione dei soliti vecchi nomi (per la leadership si parla di Fausto Bertinotti). La voglia di alcuni di continuare a zappare il proprio misero orticello elettorale, la santificazione del beato zerovirgola portatore di seggi, pochi ma miei!
La latitanza, ancora una volta, dei volti giovani, dei nuovi metodi, dei nuovi linguaggi.
Nel 2006 come tanti compagni ho dedicato interi mesi alla campagna elettorale. Dalla prima firma raccolta per il referendum costituzionale sino alla vittoria del SI passando per Politiche e Amministrative. A conti fatti ho perso almeno due sessioni di laurea e qualche voto nel conto finale.
Ne è valsa la pena? L’ultimo congresso dei DS, l’indecoroso spettacolo al quale abbiamo assistito al Senato la settimana scorsa e il valzer che ne è seguito mi fa pensare che probabilmente avrei fatto bene a dare qualche esame in più.
La campagna elettorale è lacrime e sangue e non è possibile farla senza entusiasmo.
Allo stato attuale delle cose, se si votasse in queste condizioni, probabilmente quest’anno sceglierei di dare qualche esame in più. E non credo di essere il solo.
A presto
sul sito di sinistra democratica è arrivata la secca smentita di fabio mussi!
Mi spiace Lorenzo,ma non sono d’accordo.
Non perchè rifiuti Vendola.
Non vedo questa scelta come la strada giusta per la sinistra.
Nel tuo post parli proprio di Bertinotti e di Vendola.
E’ il confronto giusto.
Bertinotti è un politico,nel senso pieno della parola.
Appartiene a quella generazione che è cresciuta confrontandosi
con i grandi pensieri,con Marx,Marcuse,Kant e Hegel.Con adorno.
Con keynes e Sraffa,con weber e freud.
Una generazione che partiva da lì per fare politica.
Lo stesso Mussi,che appartiene alla generazione politica di Bertinotti,
cita ogni 3×2 i minima moralia e altri grandi.
Vendola con chi si confronta? Da dove parte per fare politica?
Il fatto è che gli anni 80 e 90 sono stati devastanti soprattutto a Sinistra.
Il berlusconismo ha vinto.E’ successo ovunque,non solo in italia.Berlusconi
è semplicemente quello che ha interpretato meglio e colto più velocemente
degli altri i cambiamenti.
Oggi la politica assomiglia in maniera assoluta all’economia.Le elezioni e il
tempo tra esse non è altro che il tempo per politiche di branding e posizionamento.
Chiunque abbia fatto un corso di economia industriale sa di cosa parlo.
L’economia ha vinto sulla politica.Con il muro di Berlino i più “bravi” dovevano
fare politica per evitare che il paese cadesse di la dal muro.O per fare si che
avvenisse il contrario.
Oggi fa politica chi non sa che altro fare.Il panorama politico a livello locale
o nazionale è sconfortante.
E all’estero non è differente.La vacuità di Segolene Royal e di Sarkozy ci dicono
che anche i francesi,padri dell’illuminismo e di tanto altro non stanno messi molto bene.
Oggi fare il politco è più o meno come fare il pr di qualche locale.Prendiamo quello
che ha molti contatti.e lo si butta appena passa di moda.Così sono le posizioni
politiche.Quest’anno vanno le serate anni ‘80? ecco subito la serata anni 80 del mio
partito.Il mese prossimo va l’hardrock? senza pensarci si cambia.
E così i programmi.La più grande critica che facevo ai ds era proprio questa.inseguire
l’elettorato.Nessuna analisi e nessun tentativo di spiegazione:come le imprese,quando
cambiano i gusti si cambia il prodotto proposto.
Essere Sinistra per me vuol dire non seguire tutto ciò.Vuol dire un modo diverso di
fare politica.Vuol dire che noi pensiamo ai tempi lunghi quando gli altri parlano del dopodomani.
che parliamo,come è successo,di globalizzazione quando gli altri parlano di legge elettorale.
di bombe atomiche e di guerra quando gli altri si azzannano per un posto di usciere in comune.
Vuol dire non inseguire le passioni momentanee ne le paure improvvise dell’elettorato.
Dobbiamo ripartire da qui.Ricostruire quello che è stato distrutto.Esseri moderni non vuol
dire necessariamente essere all’ultima moda. e non mi dimentico l’avvertimento sulla
modernità che ci ha fatto il compagno Mussi proprio una settimana fa.
Poi se proprio dobbiamo scegliere chi lanciare tra due mesi alle elezioni,vada per vendola.
Ma non firmerò certo per lanciarlo.Non mi suscita tutta questa passione.
Lorenzo
–
Qui c’è un buffone armato di poesia che danza ancora coi suoi sogni
(Talco,2006)
Lorenzo sono in parte d’accordo con il tuo intervento: l’indiscrezione uscita su Fausto Brtinotti candidato Francescani vice è stata “tristissima”!!!! ( per fortuna è stata smentita) e la proposta di Vendola è condivisibile, anzi io lo auspico che possa essere lui ma non in questi termini, nel senso, non cacciamolo ora dal cilindro come se nulla fosse,non contribuiamo anche noi a rendere la politica mera spettacolarizzazione.
Costruiamo prima un forte programma politico tra tutte le forze iniziamo un confronto vero , serio nelle nostre realtà e tra la gente. Non si possono incontrare quattro segretari in una stanza grigia a livello regionale, nazionale e dire e fatta la federazione, ecco il canditato!!!!! Io sono stato, come credo molti, tra quelli che nei Ds abbiamo criticato la fusione a freddo tra Ds e Margherita, NON RIPETIAMO GLI STESSI ERRORI!!
L’idea dell’unità a sinistra è vincente, e credo che i tempi siano anche maturi, ma credo anche che siamo in netto ritardo sulla tabella di marcia, l’8 e il 9 non si era parlato di gruppi unici alla Camera e al Senato, non si era parlato di un portavoce unico o di una voce unica, e dove sono??? Vogliamo iniziare un dibattito inseme sulle prossime elezioni
1 metodi organizzativi e partecipativi della federazione, 2 programma politico 3 scelta del candidato.
Un’ ultima cosa sui quattro simboli nell’arcobaleno credo che non sia del tutto sbagliato prima di tutto perchè l’arcobaleno non lo conosce nessuno e poi perchè i quattro simboli inidicano un percorso che sta iniziando, una contaminazione, un processo che credo ci vorrà degli anni e non una fusione fredda solo per superare lo sbarramento!!!!
Concordo col tuo post. Bertinotti 2è vecchio” e per molti ex Ds come me rappresenta il 1998. Una ferita nonostante tutto aperta. Anche perche Bertinotti la giudica ad oggi, giusta.
Detto queto per il rinnovemtno della sinistra è l’ora di fare anche visivamente oltre che politicamente un salto di qualità . credo nonostante tutto che possiamo farcela. Certo la sfida è difficle ed ambiziosa, ma fra l’astensione (nel mio caso se non c’è una lista della sinistra) e votare il PD, scieglierei la prima (non pensavo di arrivare mai a questo punto). Stavolta è l’ultima occasione, per cui caro fausto, fatti da parte.
Ciao sono un nuovo visitatore dl blog. Sono d’accordissimo con te. COnfesso di esseremolto in crisi rispetto a queste elezioni.Mi sento di sinistra,mi sento laico ma ho anche desiderio di un movimento politico moderno, nuovo nel senso di aperto al cambiamento e al futuro, flessibile ai mutamneti della societ(leggere Bauman per esempio) ma senza però perdere identità e valori…vorrei un moviemento che parli a tutti senza accontentare tutti e che abbia le modalità e le strategie per spiegarsi e fornire una speranza
per tutto questo sento che la sinistra arcobaleno (già il nome è un programma…)nasce già vecchia.(vecchia non come età ceh anzipuòessere un beneavere esperienza esaggezza) ma vecchia nei modi e nel linguaggio ..leader vecchi conle stesse cose che dicono da vent’anni e con gli stessi sbagli..(scissioni, riunioni,litigi, riappacificazioni)e soprattutto conl’incapacità di fornire uan prospettiva credibile….
io penso sia necessario riproporre quello che di buono aveva l’Unione. adesso che i trasformisti e poltroniani di centro se ne sono andati fare una bella alleanza riprendendoil programma dell’unione e andare a daer una bella batosta alle destre…
Vedo molti malumori per il modo - un po’ goffo, un po’ vecchio - con il quale si arriva alla lista unica della sinistra. Condivido questi malumori, anzi potrei aggiungerne altri. Però, se ci pensate, soltanto da alcuni mesi si è cominciato a parlare un po’ seriamente di sinistra unita. In terribile ritardo, perchè il tema era maturo da anni (e infatti rischia di marcire, se non si prende questo ultimissimo treno). Voi sapete come me dove sta la responsabilità maggiore di questo ritardo: i Ds hanno rinunciato e tenacemente rifiutato questo percorso, ne hanno scelto uni aternativo verso il centro. E alla fine anche noi che, fino all’ultimo, con coerenza, abbiamo fatto la battaglia di minoranza dentro il partito siamo rimasti dentro questo ritardo.
Adesso, è inutile recriminare. Bisogna costruire l’unità nel fuoco di una campagna elettorale tutta in salita. Avremo contro non solo la potenza mediatica della destra berlusconiana, ma anche quella di chi sponsorizza “a prescindere” Veltroni e il PD (ad esempio Repubblica). Credo che, soprattutto dopo la decisione di Veltroni - tagliare i ponti e fare terra bruciata a sinistra è più importante che cercare di vincere le elezioni!- si debba giocare il tutto per tutto, abbandonare ogni timore e innovare al massimo. Per questo motivo, meglio Vendola come leader (tra l’altro, è della stessa generazione di Veltroni e secondo me molto più “nuovo” rispetto a lui) Meglio il simbolo unico che i quattro simbolini con le falcine e i matellini eccetera eccetera. Meglio puntare tutto sulla parola SINISTRA, perchè almeno di quella dovremo avere l’esclusiva. Meglio tanti volti nuovi, giovani e donne nelle liste. Meglio pochi e chiari punti programmatici - moralità e costi della politica, costituzione e antifascismo, lavoro e redistribuzione dei redditi, sanità e scuola pubbliche, laicità e diritti civili, pace - che fumisterie ideologiche
cari amici, grazie per i vostri commenti e le tante mail che avete scritto in risposta a questo articolo-appello per la candidatura di nichi vendola. Le ho molto apprezzate e mi sono preso qualche giorno per riflettere prima di scrivere una risposta. risposta che, comunque, non può essere che un nuovo articolo, e non un commento. Domani, sabato 9 febbraio, sarò a Roma, al comitato promotore nazionale di Sinistra Democratica. Capirò qualcosa di più, mi farò un’idea migliore. E poi vi risponderò, con un articolo proprio su questo blog. Ancora grazie,
L.