perchè ci hanno preso a pernacchie
Faccio una premessa: la colpa non è mai di chi non dà i voti, ma di chi non li prende. Premessa n.2: Veltroni e il piddì hanno le proprie colpe, ma io preferisco concentrarmi sulle mie, di colpe. Che sono tante e colossali.
Punto primo: Sinistra Arcobaleno era vecchia. Anagraficamente vecchia. Età media dei capilista camera e senato ben oltre i cinquant'anni. Siamo vecchi di mestiere: ceto politico, non migliore né peggiore di altri ma incapace di interpretare una richiesta di rinnovamento profondo che arriva dal paese reale. Siamo vecchi nel linguaggio, prevedibili, stanchi, confusi, ripetitivi, autoreferenziali. A tratti, credo, insopportabili. Un esempio: la "lotta di classe", evocata da Bertinotti e con lui da tanti: concetto non errato in sé ma irrimediabilmente datato. Oggi il paese conosce un conflitto sociale più disperato di quello che descritto dalla lotta di classe. E la linea della disperazione è interclassista, passa tra i ricercatori universitari e i cassintegrati. Non c'è più una classe offesa e oppressa: a vivere sotto la linea di galleggiamento è un terzo del paese: piccola e media borghesia, pensionati, operai, giovani laureati, immigrati… Eppure molti di noi hanno continuato a insistere su una categoria politica di forte identità ma di scarsa realtà, come un karma da ripetere all'infinito per riempire le piazze vuote.
Punto secondo: l'essere comunisti. Dice Diliberto che "l'80 per cento di Sinistra Arcobaleno era composta da comunisti" e che dunque male abbiamo fatto a rinunciare a falce e martello. Ecco: questa è lo spirito della casta, credere che cucendosi sul petto la parola "comunista" si assume per diritto divino la rappresentanza politica degli operai, dei disoccupati, dei precari, dei pensionati, dei disperati o di chi semplicemente vuol vivere in un paese migliore… Qualcuno è cosí presuntuoso da immaginare che a Sesto San Giovanni abbiamo perso perchè non c'erano falce e martello accanto all'arcobaleno? O perchè i comizi non li concludevamo a pugno chiuso? "Noi comunisti" sento dire da taluni compagni: noi chi? Gli eletti? I militanti? Gli elettori? Pensiamo davvero che gli operai del nordest e i clientes di Lombardo ci hanno preso a pernacchie perchè non ci siamo proclamati orgogliosamente comunisti? Ma in che paese vivono codesti "comunisti"?
Punto terzo: la candidatura di Fausto Bertinotti. Lo dico, a scanso di equivoci, con grande rispetto e gratitudine per Bertinotti, per la responsabilità che si è assunto, per la sua scelta di investire la propria storia e la propria faccia in un difficilissimo processo unitario. Lasciamo agli amici di Grillo lo sfottò sul cachemire e sulla erre moscia, ma resta un fatto: quella candidatura, il linguaggio con cui si è rivolta al paese, la sensazione insopprimibile che anche il presidente della Camera fosse parte (una tra le migliori…) di un vecchio ceto politico: tutto questo non ha aiutato. Nell'indicazione di Bertinotti c'è stata, soprattutto, la scelta di non rischiare, di non osare candidature che avessero il sapore d'un tempo nuovo, di linguaggi più sfrontati, di raccontare e rappresentare un paese cambiato. E' stata una decisione da burocrazia politica: e l'abbiamo pagata.
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4° punto: e essere schiacciati tra chi ha preso una posizione in un senso (il pd) e chi l’ha presa in un altro (sinistre critiche, alternative ed alternative comuniste)? e i voti finiti a chi, oltre a offrire uno pseudo-orizzonte operaista (capirai a chi mi riferisco) ha offerto ache un chiaro orizzonte ultra-nazionalista (ora hai sicuramente capito…)?