San Vitale, il mio quartiere
Il 6 e 7 giugno si voterà per tante cose. Per le elezioni europee, per il comune di Bologna, per la Provincia. Io sono candidato per il consiglio del Quartiere San Vitale a Bologna.
Nel Quartiere San Vitale vivono quasi 50.000 persone ed è, storicamente, un quartiere complesso e affascinante. Affascinante perchè comprende la zona universitaria - con tutta la sua vita fatta di studenti, di biblioteche, di musei, di storia, tradizione e cultura - ma anche zone che sono veri e proprie città nella città, come la Cirenaica - che gira attorno a via Paolo Fabbri e a via Libia come in una canzone di Guccini - e anche zone più periferiche ma non per questo meno vissute o complesse, come sono le strade che si sviluppano attorno a via Massarenti, ben oltre il Policlinico S.Orsola, fino ad arrivare all’area Mattei-Martelli, via Larga e Scandellara, le aree a mio avviso su cui occorre investire di più e meglio.
Un quartiere di studenti, residenti e con una forte componente di insediamento migrante non può, giocoforza, non essere anche un quartiere complesso. Con molti problemi, cui va prestata molta attenzione.
Il compito di un consigliere di quartiere deve infatti, a mio avviso, essere soprattutto questo: quello di ascoltare, vivere il territorio, proporre soluzioni per quei piccoli problemi della quotidianità che però, se non risolti o quantomeno debitamente affrontati, possono covare sotto la cenere fino a portare a situazioni anche gravi di conflitto.
Per questo sto “andando a scuola”. Visitando, giorno per giorno, quelle parti del nostro quartiere che conosco meno, a partire dalla zona Roveri, proprio contando sul fatto che il nostro quartiere non può essere trattato per parti separate, ma come entità complessa. Altrimenti siamo alle semplificazioni giornalistiche, per cui si parla solo dei problemi di Piazza Verdi e le situazioni - anche più critiche - di alcune aree più periferiche fanno poca notizia.
Così non va bene, così si alimentano le paure. Il contributo che io voglio dare è contro le paure. Perciò mi metto in cammino.
