Archivio

Posts Tagged ‘Bologna’

Intesa fra Comune e Soprintendenza sulla lotta agli imbrattatori (Repubblica, 10 luglio 2009)

10 luglio 2009

Comune e soprintendenza si incontrano a mezza strada sulla lotta ai graffiti. Il sindaco Flavio Delbono sposta un po’ in avanti il termine che si era dato per sconfiggere gli “scarabocchi” sui muri, dicendo: «Mi auguro che tra la fine dell’estate e l’inizio dell’a utunno si possano già vedere i primi risultati», mentre “scoppia la pace” con le Belle Arti, con la firma di un comunicato congiunto dove si cita la “semplificazione delle procedure”, il “ coinvolgimento dell’intera città” e un gruppo tecnico misto per dar corpo a una lotta condotta “fianco a fianco”.

Una dichiarazione di pace dopo giorni in cui alla veloce mobilitazione dei neo eletti a Palazzo D’Accursio, che non hanno neanche aspettato la prima riunione di giunta per cercare di mettere in campo un “piano graffiti”, aveva risposto la prudenza degli organi chiamati a tutelare il patrimonio storico della città. Così mentre Delbono aveva promesso che si sarebbe vista entro l’e state la “delibera numero 1” annunciata in campagna elettorale per sconfiggere il “morbillo” delle scritte sui muri, la soprintendente Alessandra Marino e la dirigente regionale dei Beni Culturali, Carla Di Francesco, in Comune per un summit sui writer, chiedevano di studiare meglio muri e superfici prima di partire con tuta e pennello. «C’è uno studio da fare sui materiali e sulle tecniche migliori per cancellare le scritte — dicevano gli architetti — bisogna mettere a punto dei protocolli tecnici d’intesa, far corrispondere alle diverse superfici delle specifiche tecniche di pulitura. Ci vuole un po’ di tempo, siamo pochi e i mesi di luglio e agosto sono i peggiori».

Da una parte l’esigenza di rispondere ai cittadini che magari si sarebbero accontentati di una “mano di vernice”, dall’altra la volontà di tutelare il “centro storico nel suo complesso”. Ieri si è voluto sgomberare il campo dagli equivoci: il Comune e la soprintendenza non stanno su due fronti contrapposti ma procedono nella stessa direzione. In un comunicato diffuso a firma congiunta da Comune e sovrintendenze, si parla di «lavoro comune per qualificare la città urbana». Semaforo verde quindi per un tavolo tecnico misto, non solo per «lo studio delle migliori modalità d’i ntervento», ma anche per la «semplificazione delle procedure».

Via libera anche a quel coinvolgimento di tutte le parti della città su cui punta con decisione il sindaco, come ha ribadito anche ieri a margine della presentazione del bilancio sociale di Unipol gruppo finanziario. «Ovviamente vogliamo fare un buon lavoro, quindi tenere conto anche dei suggerimenti della Soprintendenza — ha detto Delbono — la città comunque sta rispondendo molto bene e credo che questo sia uno dei fattori che mi lascia ben sperare perché il coinvolgimento dei produttori, dei commercianti, della soprintendenza, delle scuole, secondo me può farne un progetto pilota». I tempi rapidi, anche per “rispondere” alla richiesta dell’ ex premier Romano Prodi che il giorno dopo le elezioni aveva detto: “domani via i graffiti”, saranno quelli dettati dal rispetto delle regole. «I tempi saranno utili anche per rispettare le regole — ha detto infatti il sindaco — perché si tratta di appaltare i lavori e quindi questo ha una sua tempistica. Ovviamente meglio partire una settimana dopo con tutte le carte in regola e sicuri di fare un buon lavoro, quindi mi auguro che tra la fine dell’estate e l’i nizio dell’autunno si possano già vedere i primi risultati».

(Eleonora Capelli)

Lorenzo Bologna, rassegna stampa

tutti giù per terra?

2 ottobre 2008

Non sono un amante dei sondaggi nè ritengo che la politica debba occuparsi troppo dei sondaggi. E’ proprio correndo dietro a questi numeri che nessun osservatore si è accorto dello tsunami che si stava preparando e che si è puntualmente rovesciato addosso alla Sinistra Arcobaleno nelle elezioni del 13 e 14 aprile.

Il sondaggio pubblicato oggi su Repubblica però ci indica chiaramente un senso di marcia. Pur nelle sue mancanze infatti, prima fra tutte la mancata rilevazione di Sinistra Democratica, i risultati ci indicano una valutazione di tendenza che è molto più significativa dei singoli dati percentuali, e che può essere racchiusa in una frase che Gian Guido Naldi, Guido Fanti e molti di noi hanno spesso ripetuto in questi ultimi mesi, forti di una frequentazione quotidiana dei bolognesi: “il rischio di un ritorno delle destre al governo di Bologna è reale“.

Più che sulle percentuali attribuite a singoli partiti in una rilevazione che non tiene conto neanche delle eventuali liste civiche che potrebbero presentarsi (e che sono già state annunciate, come la civica che sosterrà la candidatura di Corticelli, quella di Monteventi, quella dei Grillo-boys o una - a mio avviso auspicabile - lista civica della sinistra bolognese) credo infatti che il dato su cui dobbiamo soffermarci è quel sostanziale pareggio tra Cofferati e Guazzaloca nel caso di un eventuale ballottaggio. Sostanziale pareggio vuol dire che può vincere tanto l’uno quanto l’altro.

Se da un lato infatti, la candidatura di Giorgio Guazzaloca pare essere l’unica candidatura capace di far “sfondare” il centrodestra - nonostante le ripetute chiusure della Lega sul suo nome e la nota antipatia, ricambiata, con gli esponenti di Alleanza Nazionale - dall’altro è evidente come Guazzaloca sia in grado di strizzare l’occhio a parte di quell’elettorato che nel 2004 scelse Cofferati.

La situazione non è disperata, ma è grave. Il tour di Sergio Cofferati nei quartieri ad illustrare quanto fatto dall’amministrazione è iniziato in salita, a San Donato. Deve ancora passare per San Vitale, dove lo attenderanno al varco i comitati anti-degrado, per il Porto, dove sul piede di guerra ci sono i cittadini contrariati dal passaggio del Civis da Via Marconi e Riva di Reno, per il Navile, dove i disagi causati dai lavori per l’alta velocità non mancheranno di avere una rilevanza importante sul voto della primavera 2009.

In tutto questo, il disastroso risultato causato dal braccio di ferro tra Pd e Prc in provincia non fa che aggiungere danni a danni. A Bologna, in comune come in provincia, il Prc ha scelto di chiamarsi fuori e il Pd non ha fatto nulla per trattenerlo. Si continua a ballare sul Titanic.

Ma non è con la politica del “tanto peggio tanto meglio” che a Bologna si riuscirà a vincere. Il buono di questo sondaggio sta nello specchio in cui costringe le forze del centrosinistra a guardare. C’è la volontà di mettere da parte arroganze e personalismi? C’è la volontà di sedersi ad un tavolo consci che per vincere a Bologna occorre cambiare la direzione di rotta o si vuole finire rovinosamente tutti giù per terra?

Lorenzo Bologna

Primo giorno di scuola

15 settembre 2008

FERMIAMOLI

NO AL MAESTRO UNICO

RITIRO IMMEDIATO DEL DECRETO 137

BOLOGNA 26 settembre 08
ore 17,30 Piazza XX Settembre

IL GOVERNO BERLUSCONI STA LIQUIDANDO LA SCUOLA PUBBLICA,
CALPESTANDO LA COSTITUZIONE

Vogliono tornare al passato in cui c’era la maestra/il maestro unico, ai tempi in cui (perché nessuno lo ricorda?) 40 bambini su 100 non arrivavano alla terza media.

Il decreto legge 137 ridisegna in peggio la scuola italiana proprio nel settore che funziona meglio (la scuola elementare). Se sarà approvato (ci sono ancora 40 giorni di tempo…) non sarà più possibile la suddivisione delle materie disciplinari tra diversi docenti: il maestro o la maestra unica dovrà insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei 5 anni.

Non sarà più possibile impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto, specialmente in riferimento ai bambini con difficoltà, alle scelte didattiche, agli stili di apprendimento: ogni insegnante tornerà ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia dei bambini e delle bambine. Sarà impossibile l’apprendimento in tempi distesi e sarà impoverita l’offerta formativa, con la diminuzione drastica della frequentazioni di musei, teatri, aule didattiche ed ambienti diversi dal proprio.

Il tempo della “scuola vera” sarà di 24 ore, alla faccia delle attuali organizzazioni a modulo e a tempo pieno, frutto di anni di esperienze, riflessioni pedagogiche, sperimentazioni. La ministra Gelmini sa di mentire quando dice che il tempo pieno non sarà ridotto. In quello che anno dopo anno tornerebbe ad essere il vecchio dopo scuola, si collocherebbero, a spezzatino, le ore di altri insegnanti o altre figure esterne. Decine di migliaia di docenti precari, usati e gettati anno per anno per far vivere la scuola, con il nuovo sistema verrebbero eliminati e con loro il necessario processo di rinnovamento di cui ha bisogno un corpo vivente come il sistema educativo.

Hanno in mente una scuola minore, più vecchia, con meno ore, dequalificata. Una scuola di base che fotografi, misurando con i voti bambini/e dai sei anni, le disuguaglianze e gli svantaggi socio-culturali.

Mai come in questo momento, è necessaria l’unità d’azione di tutti, genitori, insegnanti, collegi docenti, consigli d’istituto, enti locali, associazioni e sindacati, movimenti e partiti di opposizione.

LA SCUOLA NON HA BISOGNO DI TAGLI, MA DI INVESTIMENTI E RISORSE.

NON SI PUÒ “FARE CASSA” SUL FUTURO DI UN INTERO PAESE!

Lorenzo controinformazione, opposizione, scuola

sensazione di insicurezza

1 settembre 2008

Leggo su Repubblica che il sindaco leghista di Cantù, Tiziana Sala, ha avuto la bella idea di istituire un numero verde e un ufficio comunale apposito dedicato alla denuncia anonima dei clandestini. Un ufficio comunale a cui ci si potrà rivolgere per segnalare gli immigrati irregolari (o presunti tali, dato che non si capisce come un singolo cittadino possa essere a conoscenza della presenza o meno del permesso di soggiorno da parte del suo vicino) affinchè possano scattare nei loro confronti verifiche e controlli.

Un consiglio alla solerte sindaca e a tutti i suoi colleghi interessati a vincere il premio per il provvedimento più stupido (ma non diteglielo, che altrimenti potrebbero rispondervi che loro sono stati eletti dal popolo e quindi bisogna lasciarli lavorare): a quando un numero verde per denunciare - ovviamente in forma anonima - i pedofili, oppure chessò i sodomiti ? Già me le vedo, zelanti vecchine e solerti omarelli compiere il proprio dovere di bravi cittadini alzando il telefono o scrivendo lettere anonime per denunciare all’ordine costituito il vicino. Al massimo saranno calunnie, ma calunnie rigorosamente anonime. La collettività, si aiuta anche così.

Nel frattempo, questa sera alla festa del PD di Bologna ci sarà un confronto tra il sindaco Cofferati e il suo pari grado di Verona, il leghista Flavio Tosi, che a proposito dei cpt ha avuto modo di dichiarare:” dicono che sono squallidi. Ma se uno viene da certi paesi stia tranquillo che non trova niente da ridire.” Penso di andare a sentire, sono curioso di vedere la reazione della platea. Posso dirlo? Ho un pò paura della reazione della platea. Spero di sbagliarmi…

Lorenzo italia, think tank