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Posts Tagged ‘centro storico’

Rifiuti, a fine 2010 il “porta a porta” in centro storico

22 gennaio 2010

E’ in arrivo a Bologna la raccolta differenziata dei rifiuti anche nel centro storico. Ad anticiparlo e’ Maurizio Degli Esposti, assessore all’Ambiente del Comune di Bologna, questa mattina nel corso dell’ottava commissione consiliare a Palazzo D’Accursio. L’amministrazione comunale, spiega Degli Esposti, ha raggiunto un accordo con Hera (la delibera che sancisce l’intesa dovrebbe arrivare in Giunta nelle prossime settimane) per l’estensione nel 2010 della raccolta differenziata multi-materiale in tutta la citta’.

Entro l’anno, dunque, si moltiplicheranno i cassonetti per le strade di Bologna, con bidoni diversi per ogni tipologia di rifiuto da riciclare. All’interno dell’accordo, Comune e Hera hanno anche stabilito che, con tempi un po’ piu’ lunghi, verra’ applicato “un sistema specifico per la raccolta differenziata nel centro storico”. In altre parole, spiega l’assessore, “tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 dovremmo essere pronti per partire con la raccolta dei rifiuti porta a porta”, un progetto a cui sta lavorando un apposito gruppo di lavoro formato da tecnici di Palazzo D’Accursio e di Hera.

Nei prossimi mesi, aggiunge infine Degli Esposti, sono in programma alcune campagne di senbilizzazione nei confronti della cittadinanza, sia sul tema del risparmio idrico sia, appunto, sul riciclo dei rifiuti. L’obiettivo del Comune e’ crescere nella percentuale della raccolta differenziata in citta’, che al momento si attesta intorno al 34%.

Lorenzo ambiente e mobilità, consigliere di quartiere

La scelta di Bologna: fa dietrofront e diventa la capitale dei graffiti

22 dicembre 2009

«Vogliamo ampliare le aree dove writers, graffitisti, pittori di murales, insomma “l’arte urbana” possa proporsi a Bologna». A parlare così è Milena Naldi, assessore per le Politiche della Casa e al Coordinamento Quartieri nella giunta bolognese di Flavio Delbono.

Sotto le due torri quello de “l’arte urbana” è, come noto, argomento scottante: l’ex sindaco Sergio Cofferati infatti aveva dichiarato guerra ai writers, soprattutto se attivi nel centro storico, tanto che si era parlato per loro addirittura di arresto, quasi fosse un’iniziativa del Comune quando in realtà sporcare o anche dipingere palazzi storici è punito da una legge dello Stato a cui gli enti locali non possono che adeguarsi.

Da parte loro, i writers, se l’erano legata al dito e avevano lanciato la faccia del “cinese”, una pittura spray fatta con una mascherina e dunque seriale, che era cominciata ad apparire sui muri della città. Come sempre era divampata una polemica: sollecitato da Romano Prodi anche Delbono all’inizio del suo mandato l’estate scorsa firmavala sua prima delibera proprio contro “gli imbrattatori”: «È vero – prosegue Naldi-ma è stato un cambio di passo: “Gioca pulito con Bologna” è una iniziativa per coinvolgere e soprattutto convincere tutti, cittadini, imprese, gli stessi writers e le fondazioni, che ci mettono anche dei soldi, che la città va tenuta pulita. Come si rimuovono i rifiuti vanno tenute pulite le mura. Spesso si tratta di scarabocchi, che al massimo possono essere l’embrione selvaggio del writing vero e proprio».

Allora perché l’idea di far nascere iniziative per i writers? «Perché Bologna è una città dove storicamente questa arte urbana si è manifestata ed è cresciuta con forza e consapevolezza», spiega ancora Naldi, forte della prospettiva che forse le è più propria essendo una storica dell’arte. «In accordo con il sindaco e la giunta – prosegue – abbiamo creato delle palestre, vale a dire delle aree libere dove chi inizia possa sperimentare, crescere e ampliare la sua cultura visiva. I writers praticano il lettering, lavorano sulle lettere del loro pseudonimo di battaglia, da cui partono per realizzare anche altro. Occorre tempo e pratica».

In passato però i writers più affermati sono entrati in polemica con la città…«Con loro stiamo ora lavorando per fare sei opere da realizzare sulle mura delle case del comune di Bologna. E dico lavorando, perché con Dado e Stefy, Rusty e Ciuffo vogliamo anche coinvolgere e convincere gli abitanti di quelle aree in modo che gli interventi non siano avvertiti come una prevaricazione».

Dunque spazio all’arte urbana e galera per gli imbrattatori? «Al contrario stiamo organizzando con i writers più celebri incontri pubblici, anche nelle scuole, per spiegare che una differenza esiste tra questa arte urbana e l’imbrattamento. Perché una differenza esiste davvero».

Eletta nelle liste di Sinistra per Bologna, Naldi, appena insediata, si è trovata sulla scrivania di assessore un piatto davvero bollente a Bologna come nella stragrande maggioranza delle città italiane: il dramma degli sfratti. È naturale chiederle come sia possibile che in un paese dove la disoccupazione aumenta, le fabbriche chiudono, la tensione sociale e politica cresce esponenzialmente ogni giorno, il writing, l’arte urbana e pure l’imbrattamento possano essere avvertiti come “problemi prioritari”?

«È la dimostrazione che la bellezza e la vivibilità della propria città non sono contrattabili: i bolognesi si sono sentiti abbandonati, e può essere la miccia per forti tensioni. Ma c’è anche spazio di manovra: verso Modena, a Calderara sul Reno, l’intera stazione è stata data ai wirters per portare un elemento di colore e fantasia in zone che ne hanno bisogno; alcuni imprenditori stanno affidando proprio ai writers che lavorano sui nomi la stilizzazione dei loro marchi, partendo da opere realizzate sulle pareti delle fabbriche».

RISERVA INDIANA? L’arte urbana però ha in sé un elemento di rivolta, di ribellione: così invece per queste espressioni sembra stia nascendo una specie di riserva indiana? «Tra la condizione di illegalità e quella di artista cui sono commissionate opere indubbiamente c’è una criticità: credo però che chi si esprime attraverso le più svariate forme cerchi di essere riconosciuto, o per lo meno non gli dispiaccia.

E poi i writers la loro battaglia la hanno vinta: alla Fondation Cartier si è chiusa da poco tempo una mostra a loro dedicata, sono studiati nelle università e nelle scuole di grafica, e in particolare quelli bolognesi da Fabiola Naldi, che, lo sottolineo, non è mia parente, e a Dozza ha anche dedicato loro una sezione nella Biennale del muro dipinto. E come storica dell’arte, al di là delle mie preferenze, resto affascinata da come l’arte di strada e tutta l’arte pubblica intendano mettersi di fronte alla città, piuttosto che chiudersi nelle gallerie».

Lorenzo consigliere di quartiere, cultura, rassegna stampa

Graffiti, vademecum contro il fai-da-te

16 dicembre 2009

Ripulire i muri dei palazzi dai graffiti non avrà costi proibitivi. Poco più di cento euro al metro quadrato considerando il prezzo orario tra i 30 e i 35 euro e il tempo che ci si impiega, oscillante dalle tre alle quattro ore.

È un primo risultato della sperimentazione che il Comune e la Soprintendenza ai Beni architettonici hanno effettuato su un primo lotto di monumenti storici imbrattati, tra cui palazzo Pepoli Campogrande, palazzo Fava e il portico del Pavaglione. I tecnici hanno lavorato su muri, arenarie e colonne mettendo a punto le migliori tecniche per la cancellazione dei graffiti e di altre lordure effettuate con vernice. Tutto è stato in qualche modo codificato fino a formulare una sorta di prontuario per gli interventi di questo tipo.

In pratica sono state sperimentate varie qualità di gel rimuoventi nonché di solventi capaci di dissolvere la vernice ed è stato utilizzato il laser che ha dato grandi risultati sui laterizi, in particolare nella rimozione delle scritte con pennelli indelebili, le più tenaci.

Come hanno spiegato ieri la soprintendente Carla Di Francesco e la dirigente del Comune Raffaela Bruni, l´esperienza accumulata in questi mesi di primi interventi (eseguiti con un finanziamento di 180 mila euro) confluirà in una serie di «linee guida» per la ripulitura dei muri. Il Comune si impegna ad adottarle nel prossimo intervento sugli altri monumenti cittadini già identificati lungo il percorso «Città museo» il cui appalto è prossimo. Saranno accolte anche le indicazioni sui prezzi che diventeranno un termine di paragone per i privati che vorranno ripulire i loro muri.

«Intendiamo con questo scongiurare il fai da te che spesso crea più problemi degli stessi graffiti - spiega Di Francesco - per evitare che a vernice si sovrapponga vernice e Bologna diventi un mascherone». Per la soprintendente sono da bocciare anche i disegni sulle saracinesche con l´intento di dare ai graffitari uno spazio evitando così la scrittura sui muri: «Ne faremmo volentieri a meno» è stato il suo commento con riferimento a palazzi di pregio o a saracinesche sotto i portici.

Il Comune comunque si augura che molti cittadini decidano di ripulire i loro muri in una generale ripresa del senso civico. Le procedure saranno semplificate e basterà compilare una scheda in cui saranno specificati il tipo di edificio, la natura della superficie e il tipo di vernice usato per imbrattare. Se saranno mantenute le procedure indicate da Comune e Soprintendenza, solo con quella il cittadino potrà evitare la trafila della domanda alle Belle arti e cominciare il restauro.

Enzo Scutellari, del Comune ha spiegato che tutti gli edifici ripuliti sono stati censiti con ripetuti sopralluoghi, mentre Antonella Pomicetti, della Soprintendenza, ha illustrato le tecniche di cancellazione dei graffiti basate su vari gel rimuoventi e sulla tecnica del laser. «Purtroppo - ha detto - le vernici spray penetrano a fondo nella porosità delle arenarie rendendo difficile la rimozione. In questo, il laser è molto efficace». Finita la cancellazione si applica un film protettivo che, in caso di nuovo attacco dei graffitari, impedisce alla vernice di penetrare in profondità.

Lorenzo rassegna stampa

pedonalizzazione e zona U, due punti di vista

12 novembre 2009

ritengo importante pubblicare queste due lettere, tratte dalle “lettere al direttore” de l’Informazione di oggi, in quanto esprimono molto bene quello che è anche il mio pensiero su pedonalizzazione, zona U, mobilità sostenibile, centro storico.

  • BENE LA PEDONALIZZAZIONE

Sono una cittadina residente nei paraggi di porta S.Vitale (un posticino davvero tranquillo!), e passo quotidianamente dalla zona universitaria, a piedi o in bicicletta, in quanto è l’unica alternativa respirabile e sicura per attraversare il centro storico. Per 8 anni essa è stata il “percorso casa-scuola” (materna e elementare) dei miei figli; l’anno scorso, anche grazie alle pedonalizzazione, mio figlio più grande, in quinta elementare, ha cominciato a compiere questo percorso da solo a piedi.

Anche il Giardino del Guasto è stato per anni una meta fissa per i miei figli, uno dei pochi spazi a misura di bambino raggiungibili a piedi, in bici, sui pattini.. Spesso mi fermo con loro nelle strade della zona U per un gelato o ci allunghiamo fino a via Irnerio in libreria. Non ho dubbi che la pedonalizzazione ha migliorato la vivibilità di tutta l’area, direi che è una piccola “riserva indiana” per chi ha scelto la mobilità sostenibile.

Credo che l’esperimento sarebbe da estendere e riprodurre, ma almeno non toglieteci la zona U! Lasciateci gustare il nostro gelato della domenica! (A. S.)

  • LA BICI DÀ QUALITÀ ALLA CITTÀ

Da quasi vent’anni vivo in Via Mascarella, all’interno della zona “U”, e conosco bene il contesto socio-economico ed ovviamente architettonico- urbanistico di questa zona. Ho avuto, negli ultimi anni, il piacere di lavorare parecchio su queste strade, giorno dopo giorno a contatto con ogni tipo di abitante locale, dal negoziante al residente fino agli studenti fuori sede ed ai venditori ambulanti, ovvero con tutti i miei vicini di casa.

Parlando e ri-progettando, con loro e con gli avventori provenienti da tutta la città, le piazze e le strade dei dintorni, ho potuto constatare quanto per tutti la qualità più alta e imprescindibile della zona in cui amano vivere o venire fosse il tipo di fruizione ciclo-pedonale, lenta e poco stressante che questa zona permette. Gli economici e silenziosi spostamenti in bici, il piccolo commercio che gode di una mobilità leggera, la possibilità di scambio umano continuo che è permesso solo da un utilizzo continuamente interattivo e poco invasivo con il contesto, cioè una fruizione ciclo-pedonale.

La richiesta espressa da me come dalla quasi totalità degli abitanti sopra citati è semmai quella non solo di non tornare indietro con la pedonalizzazione ma di estenderla e di supportarla con interventi di arredo urbano diffusi che attirino ed accompagnino il turista, l’avventore o il residente nel vivere queste strade. (S. R.)

Lorenzo ambiente e mobilità, consigliere di quartiere, impegno contro le paure

Iperbole, wireless gratuito in tutto il centro storico (Corriere, 15 ottobre 2009)

15 ottobre 2009

Il sogno di molti internauti bolognesi è destinato a diventare presto realtà. Tra sei mesi, infatti, sarà possibile connettersi senza fili e gratuitamente in tutto il centro storico della città. Basterà essere iscritti alle rete civica Iperbole e avere con sé un computer (o un cellulare) predisposto per il Wi-Fi.

È stato il direttore generale di Palazzo d’Accursio, Gaudenzio Garavini, ad annunciare ieri l’estensione del Wi-Fi comunale a tutto il centro storico. «La prossima settimana completeremo il contratto per la connettività wireless in tutta la città dentro le Mura», ha detto Garavini, anticipando inoltre l’intenzione dell’amministrazione comunale di arrivare preso a «una vera banda larga a 100 Mbit».

Il servizio di connettività Wi-Fi offerto dal Comune era partito dalla zona attorno attorno a Palazzo d’Accursio estendendosi negli ultimi anni ad altri parti della città. Attualmente, infatti, il Wi-Fi comunale in città copre la zona che va da piazza Maggiore a piazza Verdi, l’area attorno alla Ma­nifattura delle Arti, quella attorno alla sede del Quartiere Navile e l’area di piaz za Liber Paradisus in corrispondenza della nuova sede del Comune.

Ora che il Comune ha trovato un nuovo operatore disposto a fornire il servizio, la rete wireless di Iperbole si estenderà a tutto il centro storico. Sarà l’azienda ferrarese Goonet a garantire il servizio aggiuntivo all’interno della Cerchia del Mille: nei prossimi sei mesi verranno montate 60 nuove posta­zioni che verranno attivate, con l’obiettivo di lanciare il nuovo servizio di connettività in primavera. Per connettersi gratuitamente al Wi-Fi comu nale basterà registrarsi al servizio Iperbole, ma rimarrà il tetto giornaliero di tre ore online (non cumulabili).

«Sarà un’operazione a costo zero per l’amministrazione », sottolinea il direttore generale Garavini, mentre l’ex vicesindaco Giusep pe Paruolo rivendica il successo di un progetto avviato dalla precedente amministrazione: «Sono contento che la nuova giunta porti a compimento il lavoro che avevamo impostato». Proprio la giunta Cofferati, infatti, aveva avviato la copertura Wi-Fi della città, ma era incappata anche in un bando andato deserto.

Lorenzo Bologna, giovani, rassegna stampa

Sicurezza, la lega nord e le buone idee

28 settembre 2009

Il consigliere comunale della Lega Nord, Manes Bernardini, ha presentato in consiglio comunale un ordine del giorno sulla sicurezza che comprende diverse iniziative di cui dovrebbe farsi carico il Comune. Dai ‘lavavetri’ al controllo del territorio condiviso (leggi ‘ronde’), dai ‘writers’ agli ambulanti abusivi fino ai bivacchi e al sistema del vuoto a rendere. Su quest’ultimo tema c’è stata - giustamente - un’apertura da parte del Pd ad aprire un tavolo di concertazione con le categorie interessate.

Ho ritenuto opportuno fare il seguente comunicato stampa, ripreso in parte da L’Informazione di venerdi:

Nell’ordine del giorno presentato dal consigliere della Lega Manes Bernardini c’è del bello e c’è del nuovo. Solo che quello che è bello non è nuovo e quello che è nuovo non è bello.

Tralasciando la parte relativa agli “interventi” che il Comune dovrebbe fare contro lavavetri, ambulanti, writers – la solita retorica leghista da ronda e manganello, ideologica e di certo non utile a garantire la sicurezza dei cittadini di Bologna – vorrei far presente che la proposta riguardante il “vuoto a rendere” è stata già avanzata da un nutrito gruppo di associazioni studentesche, comitati e associazioni di cittadini stranieri, durante lo scorso mandato.

Nel merito, la proposta è stata oggetto di diversi incontri con l’allora assessore Silvana Mura (all’epoca dell’ordinanza Mura nel 2005) ed è tutt’ora reperibile – corredata dai nomi delle associazioni che allora la presentarono – sul sito internet del Comune, nelle oltre cento pagine dell’Istruttoria sulle politiche per l’Immigrazione, promossa dall’allora Presidenza del Consiglio Comunale nel febbraio 2007.

Perché diciamo che la Lega copia male? Perché quella proposta era parte di un piano integrato di valorizzazione della zona universitaria, piano che – tra le altre cose – comprendeva proposte circa l’arredo urbano, i luoghi della socializzazione giovanile, l’avvio di un dialogo con l’ateneo per l’apertura serale delle sale studio, l’accensione di Sirio 24 ore su 24.

Proposte che, chiaramente, Bernardini non sostiene, e sulle quali ha preferito “chiudere un occhio”.

In conclusione, anche Sinistra Democratica è disponibile all’apertura di un tavolo di concertazione con le categorie interessate circa la promozione del sistema del “vuoto a rendere”, chiedendo però che a quel tavolo possano sedere anche le associazioni studentesche e dei comitati di cittadini.

Credo che le ragazze e i ragazzi che cinque anni fa spesero il loro tempo e le loro idee per preparare un piano integrato di valorizzazione urbana del centro storico meritino molto di più che veder ripresa una delle loro proposte in modo parziale e soprattutto mischiata a proposte ideologiche e securitarie di bassissimo livello.

Personalmente posso promettere che quelle idee, la loro filosofia di fondo e la loro messa in pratica saranno al centro della mia attività come consigliere di quartiere e come presidente della commissione “Culture”.

Lorenzo consigliere di quartiere, giovani, impegno contro le paure