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“Civis, niente lavori per Natale in via Irnerio” (Repubblica 8-9 ottobre 2009)

9 ottobre 2009

Il Natale rischia di fermare il Civis. Potrebbe rallentare di nuovo la corsa del filobus, con la giunta che vorrebbe aprire i cantieri in via Irnerio tra fine autunno e inizio inverno, e il quartiere San Vitale che si mette di traverso: «No a cantieri sotto Natale».

E´ l´ultimo scontro sulla strada di un cantiere infinito. Un incubo lungo due giunte spalmato su dieci anni di ritardi che fa paura anche al Consorzio Cooperative Costruzioni, che sta progettando il People Mover e che lancia un appello: «Gli enti si pronuncino in tempi brevi sul progetto definitivo. Vogliamo scongiurare un secondo Civis». Una corsa contro il tempo, quella del People Mover, che il filobus tramandato da Guazzaloca a Delbono ha perso da anni.

L´ultima frenata sulla strada per il Civis, dopo la tregua firmata con la Soprintendenza su Strada Maggiore, arriva in via Irnerio. Il 13 agosto l´assessore al Traffico Simonetta Saliera, aveva detto: «Potremmo aprire i cantieri già a settembre, stiamo valutando». La previsione non si è avverata, ma l´intenzione della giunta resta quella di dare il via ai lavori il prima possibile. «Tra pochi giorni Atc ci consegnerà il calendario. Noi vorremmo cominciare a fine autunno, o al massimo all´inizio dell´inverno».

Ovviamente, continua l´assessore, «partiremmo da Porta Zamboni, e scenderemmo lungo via Irnerio in fasi successive, per non danneggiare la Piazzola. E stiamo anche cercando il modo di trovare nuove aree parcheggio per compensare i posti auto che andranno persi per via del cantiere. L´obiettivo è dare il meno disagio possibile ai cittadini». Ma se Comune e Atc spingono per partire, il quartiere San Vitale frena. «Dico no a cantieri sotto Natale» dice il Presidente Mauro Roda, Pd: «O apriamo i cantieri e li chiudiamo prima di Natale, magari lavorando con doppi turni. Oppure sarebbe meglio rimandare tutto alla prossima primavera».

Comune e quartiere ne discuteranno lunedì e martedì, in incontri già programmati che potrebbero coinvolgere anche le associazioni di categoria. Compresa Ascom, che ieri ha lanciato un appello a una moratoria dei cantieri stradali tra il 15 novembre e il 10 gennaio, con un occhio proprio al Civis.
Tutto questo mentre c´è chi lavora senza un minuto di sosta al progetto definitivo di un´altra infrastruttura con una storia già lunga alle spalle: il People Mover, che collegherà Stazione e Aeroporto. Rita Finzi, direttore del Ccc che si è aggiudicato l´appalto dell´opera, vuole tagliare in tempo il traguardo del 15 luglio 2013, quando sarà staccato il primo biglietto per la sopraelevata. «Ma per riuscirci - avverte - bisogna che tutti i soggetti che siedono al tavolo della conferenza dei servizi approvino subito il nostro progetto definitivo, che consegneremo entro il 31 dicembre». Il timore è che qualcuno, da Rfi, all´Università, all´autorità di Bacino del Reno, che ha avanzato ad esempio perplessità sulla collocazione dei piloni nell´alveo del fiume, alzi il dito dopo i cinque mesi concessi loro per esprimersi.

Magari in sede di progetto esecutivo, proprio come è accaduto per il Civis. «Dobbiamo evitarlo a ogni costo» conclude la Finzi.

Il Comune rassicura: “Niente lavori del Civis a Natale”

Il cantiere Civis in via Marconi

I commercianti che chiedono la “moratoria” per i lavori del Civis a Natale possono stare tranquilli. Non solo perché l´assessore al commercio Plinio Lenzi assicura che «le richieste vengono sempre ascoltate e prese in considerazione», non solo perché «con il freddo non si può asfaltare, quindi è facile trovare un accordo», ma anche perché niente sembra meno definitivo della “road map” dei cantieri del tram su gomma.

Progetti al vaglio della Soprintendenza (via Irnerio, Mille e Strada Maggiore) oppure rispediti ai tecnici perché non conformi alle richieste del Comune. È il caso di via Riva Reno: un anno fa l´amministrazione annunciò cantieri entro l´autunno 2008, oggi si parla di cancellare l´intero tratto dal progetto. Ancora, la segnaletica orizzontale (le linee per la guida ottica) che deve essere verificata da una commissione ministeriale dopo un anno di sperimentazione, perché il codice della strada non la prevede. Per via Rizzoli e Ugo Bassi si attende un nuovo incontro tra Comune e Belle Arti.

Il punto l´ha fatto ieri Carlo Michelacci del settore mobilità: «I cantieri per ora sono quelli aperti in via Dozza, via Gramsci e via Longo, per quanto riguarda il centro storico i progetti esecutivi sono in Soprintendenza che deve ancora dare l´ok - ha spiegato l´ingegnere, carte alla mano -. I progetti degli altri tratti non sono stati validati, come per via Riva Reno e via San Felice. Il progetto esecutivo che ci ha presentato Atc lo abbiamo dovuto rispedire al mittente perché non ottemperava alle prescrizioni del Comune».

Fuori dal gergo degli addetti ai lavori, non ci sono nuovi cantieri pronti a partire, ed è abbastanza facile trovare un accordo sulla moratoria a partire dal fatto che «in inverno i cantieri non sono impattanti, non si può fare l´asfalto, ci saranno molte pause». La soprintendenza si prepara a dare l´ok per via Irnerio, pur di tutelare San Felice. «Su via Irnerio e via dei Mille abbiamo ricevuto il progetto esecutivo che stiamo valutando - dice la soprintendente, Carla Di Francesco - ma non ci sono dettagli che contraddicono l´esecuzione e quindi tra una decina di giorni ci prepariamo a dare il parere definitivo. Per quanto riguarda San Felice, in quel tratto la strada è molto stretta e ci passerebbe solo un autobus, senza banchine e senza guida ottica. Noi crediamo che il Civis possa risalire da via Ugo Bassi».

Lorenzo ambiente e mobilità, rassegna stampa, san vitale

Un sogno. Il centro tutto pedonale (Carlino, 20 settembre 2009)

22 settembre 2009

Dopo un anno abbondante di Civis, la sua conclusione qual è?

Sospiro: “Il Civis è legato a un problema di gestione del traffico, soprattutto alla mancata pedonalizzazione del centro. Penso alle vie Ugo Bassi, Rizzoli, all’area delle Torri e di Santo Stefano, di Strada Maggiore, di San Vitale. A mio parere dovrebbero essere riservate davvero ai mezzi pubblici. Invece la situazione attuale è molto, molto compromessa”.

La soprintendente regionale Carla Di Francesco sa bene - e lo dice subito dopo - che la sua visione “è utopistica”. Però questo è l’approdo dopo un anno di Civis, vissuto anche pericolosamente.

Il progetto, contestatissimo, l’ha accolta a Bologna a luglio 2008, appena messo piede negli uffici di via San Felice. E da allora non se ne è più separata.  Il parere - tecnico - della Soprintendenza spesso è finito nel tritacarne della discussione politica. Sono stati mesi di incontri e anche scontri.

Nel frattempo l’assessore Maurizio Zamboni ha passato il testimone a Simonetta Saliera.  E ‘ cambiata l’amministrazione. I problemi no.

Architetto, lei guarda avanti. Ma già la ‘pedonalizzazione’ larga di oggi fa discutere e provoca molte reazioni

“Eppure è difficile dare un giudizio chiaro su questa vicenda del Civis se non la si inquadra nella situazione generale. Il problema non è dire sì o no al filobus”.

Ma…?

“Qui occorrerebbe un nuovo piano del traffico. Una pedonalizzazione vera da piazza Maggiore a Strada Maggiore, comprendendo anche Santo Stefano e San Vitale. Una zona riservata ai mezzi pubblici. I diciotto metri? No, bus piccoli. Il centro dovrebbe essere fruito davvero da pedoni e bici. Sono certa che se ci fossero le condizioni, in tanti prenderemmo la bicicletta. Capisco che è utopistico…”

Però resta un suo obiettivo.

“Ma non sono io a dover decidere! Casomai posso dare un supporto. Questo è un problema del Comune, davvero non invidio gli assessori competenti. C’è molto lavoro da fare. Può essere l’ obiettivo di un intero mandato”.

Intanto siamo fermi li, a Strada Maggiore. Trovata l’intesa con il Comune su quel pezzo di tragitto?

“Abbiamo raggiunto sostanzialmente un punto di equilibrio che mi soddisfa. Si dovevano considerare esigenze diverse”.

Insomma il Civis passera da Strada Maggiore come un normale bus senza guida ottica e senza-banchine? Questa era l’indiscrezione degli ultimi mesi.

“Il ‘come’ devo riferirlo prima al Comune, è un problema di correttezza nei rapporti.

ll prossimo cantiere si aprirà in via Irnerio. Si parla della prima metà di ottobre

“Abbiamo presentato alcune osservazioni, che non sono di sostanza. Quel tracciato non crea grandissimi problemi. Faremo un sopralluogo a fine mese”

Assai spinoso, invece, il capitolo via Mazzini. Fra l’altro lungo il percorso c’è il portico degli Alemanni, tutelato.

“Di questo non abbiamo ancora discusso”

E via San Felice - Riva Reno?

“Quella parte resta tutta da verificare”.

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[intervista realizzata da Rita Bartolomei]

Lorenzo ambiente e mobilità, rassegna stampa

Strada Maggiore e via S.Vitale, due gioielli da valorizzare

21 maggio 2009

Il candidato sindaco del centrosinistra, Flavio Delbono, ha detto chiaramente che il Civis non passerà nè per Strada Maggiore nè per via Zamboni, ridisegnandone il percorso facendo passare il “Tram su gomma” su via Irnerio e, probabilmente, su Via Indipendenza.

Mi pare una proposta di buon senso, che mi sento di sottoscrivere e fare mia per due ragioni. I problemi (e le polemiche) relativi al Civis SONO sostanzialmente di due tipi: da una parte si sollevano problemi relativi alla sicurezza (il Civis è più grande dei classici autobus ATC e quindi gli autisti ATC hanno segnalato che in alcune strade il rischio collisioni con veicoli in sosta poteva essere elevato), dall’altro problemi relativi alla opportunità che un mezzo così ingombrante attraversi strade storiche come appunto via San Vitale o Strada Maggiore.

La proposta di Delbono è una sintesi ottima dei problemi e delle opportunità. Perchè io credo che il Civis sia una grande opportunità per la viabilità bolognese. Farlo passare per via Irnerio (che è una delle vie principali per l’accesso al centro storico e tuttavia a carreggiata ampia) è una soluzione a mio avviso ottimale (previa ok della sovrintendenza, ovviamente) che risolverebbe il problema della sicurezza e quello dell’accesso al centro storico in un colpo solo. Infatti la forza del Civis deve essere anche quella della sua duttilità. Sono convinto che un mezzo moderno come il Civis invoglierà i cittadini bolognesi ad un maggiore uso dei mezzi pubblici, mezzi pubblici che spesso sono tutt’altro che comodi e gradevoli. Senza considerare il fatto che mezzi “anziani” provocano forti esalazioni di PM10 nell’aria, con conseguenti danni per la salute di tutti noi.

A questo punto però, è necessario ragionare sulla riqualificazione urbana di via S.Vitale e Strada Maggiore, due strade storiche che stanno vivendo un periodo di affanno.  Intanto, Sirio non va toccato. Sono fortemente convinto che meno auto aiutino a vivere meglio e a rendere più funzionale una zona che può diventare grande attrattiva turistica e culturale. Allo stesso tempo però, occorre lavorare per valorizzare un triangolo che ha come base piazza Aldrovandi e come ipotenusa le due strade che sbucano sotto le Due Torri. Via San Vitale e Strada Maggiore meritano di più che essere considerate solo uno snodo primario della viabilità bolognese.

Il nostro centro storico è un gioiello da valorizzare e da mostrare come un biglietto da visita di Bologna nel mondo.

Lorenzo elezioni 2009