Quella povertà che ci fa paura
Se davvero lo sdegno e la condanna che il mondo politico e istituzionale tutto ha manifestato nell’apprendere la notizia del clochard cui è stato dato fuoco mentre dormiva su una panchina a Rimini è sincero e non rituale, occorre anche che si riconsiderino certe azioni, dichiarazioni e interventi che, io credo, hanno contribuito a innalzare a ben oltre i livelli di guardia la soglia di intolleranza che è presente nella società italiana.
Michele Serra, su Repubblica di oggi, parla di odio verso i deboli, causato inconsciamente da un benessere obbligatorio che ci spinge per riflesso a rendere insopportabile ai nostri occhi la povertà più totale, che non ha decoro nè mai ce l’avrà, che vive ai margini eppure esiste, è presente, ci inquieta.
E, come un filo rosso che collega gli eventi, basta un secondo per mettere in fila ordinanze comunali pensate apposta non per eliminare la povertà, ma per togliere dalla nostra vista i poveri, interventi di polizia municipale mirati ad allontanare queste forme di disturbo alle attività commerciali, sostanziale indifferenza della nostra comunità verso l’esistenza stessa di vite considerate alla stregua di un bubbone da estirpare.
I sindaci di tante città del nord est, emuli del leghista Gentilini, che dichiarano guerra a panchine, scalinate, marciapiedi; situazioni paradossali al limite del ridicolo, come la multa di oltre 742 euro comminata a Bologna ad un clochard reo di bivaccare troppo vicino ad esercizi commerciali; tutto all’insegna del rispetto delle norme stabilite, certo. Ma che contribuiscono e hanno contribuito a far passare un messaggio: allontanare, scacciare, eliminare chi, con la sua stessa presenza, ci ricorda che esiste un mondo diverso da quello delle vetrine e delle luci.
Deve essere successo proprio questo a Rimini. Qualche zelante cittadino ha pensato di riservare ad Andrea, la cui colpa non era quella di dormire su una panchina, ma quella di esistere, la stessa soluzione che nel sud italia viene spesso riservata a quei cassonetti straripanti di immondizia: un pò di benzina, un fiammifero e via. E siamo tutti più sicuri.