centri di culto: si all’integrazione e a una società multicolore
Scelgo di pubblicare questa intervista del Resto del Carlino a Mauro Roda, presidente del Quartiere San Vitale, che reputo condivisibile, su integrazione, multirazzialità e problematiche da superare, anche partendo dalla questione della moschea di Via Pallavicini.
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«Non sono per una grande moschea. Sono per l’integrazione. Gli stranieri nel quartiere sono quasi il dodici per cento dei residenti. Musulmani ma non solo. Ho appena ricevuto una delegazione di svedesi che vogliono aprire un’associazione. Poi, è vero, a duecento metri da via Pallavicini, che è un centro di cultura islamica più che una moschea, ci sono le scuole elementari Tempesta. E quest’anno per la prima volta c’è una prima elementare con più extracomunitari che italiani. Molti di quei bimbi sono musulmani. La nostra società è già così, multicolore».
Mauro Roda, presidente del San Vitale, fa questa premessa ma poi, in sostanza, dà ragione alle critiche più che civili sollevate dai residenti alla Croce del Biacco. «Penso a una città senza enclave, vale anche per gli islamici — è convinto —. Un paio di settimane fa abbiamo votato in consiglio un ordine del giorno che va proprio in questa direzione. Bisogna rimettere in equilibrio le cose. Spostando lo sguardo dal centro di via Pallavicini, vuol dire ad esempio decongestionare l’edilizia popolare, smantellando un pezzo delle vecchie case Andreatta».
Sì, ma per la moschea che progetti ha? «Se è piccola va benissimo — conclude Roda —. Piccoli centri di culto in città. E va ridimensionato anche quello di via Pallavicini».
