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Posts Tagged ‘cultura’

Le luci di Buddha in vicolo Bolognetti

25 novembre 2009

DA VENERDI’ A DOMENICA
In mostra le perle luminose, cioè le reliquie, raccolte dopo le cremazioni

Sono piccole perle luminose che, come vuole la tradizione, compaiono tra le ceneri dei Buddha quando vengono cremati. Per la cultura tibetana sono le reliquie dei santi, molto lontane, quindi, dalla consuetudine del Cristianesimo, che ostenta resti di corpi o di vestiti. Sono ‘Tesori di luce’, come recita il titolo della mostra dove verranno esposti, per la prima volta a Bologna, alla sala Silentium (vicolo Bolognetti 2), da venerdì a domenica prossimi.

Giovanni del Casale è il presidente del Centro studi Cenresig, che ha creato l’evento.

Da dove vengono le reliquie?

«Si tratta di una raccolta messa insieme, nel corso degli anni, dal Lama Zopa Rinpoche, una delle personalità più alte del buddismo tibetano — risponde del Casale —. Molte arrivano da donazioni e sono rarissime, come quelle del primo Buddha, il Buddha Sakyamuni, e appartengono al Dalai Lama, che le ha concesse per questa iniziativa. Altre erano gelosamente custodite in monasteri in Tibet e in vari Paesi asiatici. In tutto, più di mille reliquie».

Per quale motivo esponete materiali così delicati?

«Il primo è di carattere spirituale. Ammirare queste reliquie porta, secondo la filosofia buddista, un grande beneficio. Trasmettono una carica, guardarle significa ricevere serenità ed essere investiti da una energia che può trasformare le coscienze. Ma c’è anche un motivo pratico. Lama Zopa ha intrapreso questo tour mondiale per ‘promuovere’ un faraonico progetto che vede impegnate grandi energie e risorse umane nel Nord dell’India. In un’ area considerata dai buddisti sacra, perché lì Buddha lasciò le sue spoglie terrene, c’è un cantiere dove si lavora alla costruzione di una enorme statua, alta 152 metri, che raffigurerà il Buddha Maitreya, progettata per durare mille anni, che ospiterà all’altezza del cuore, in maniera permanente, queste reliquie».

Perché è cosi importante per il buddismo la realizzazione di questa statua?

«Perché porterà lavoro e benessere in una delle zone più povere dell’India. Diventando una attrazione turistica, offrirà opportunità di crescita a una popolazione dimenticata. Intorno sorgeranno scuole, ospedali, servizi. Poi c’è l’aspetto religioso. Un’immagine che potrà essere vista anche da molto lontano, servirà, secondo il buddismo, a imprimere nella mente di chi la guarda valori positivi, stimolando il processo di pacificazione interiore. E’ come se potesse beneficiarne il mondo intero».

Inaugurazione della mostra venerdì alle 18, chiusura alle 20. Negli altri giorni apertura al pubblico dalle 10 alle 19. Durante i giorni della mostra, verrà proiettato, nella sala multimediale Ruffilli di vicolo Bolognetti, i video che descrivono il “Maitreya Project”.

Lorenzo cultura, news dal quartiere

Mantovani: «Niente soldi per la cultura e troppa burocrazia per la raccolta fondi»

25 novembre 2009

I fondi per finanziare attività ed eventi culturali, quelli del 2010, ma anche il Capodanno, non ci sono. E la chiamata ai finanziamenti dei privati è ingessata da una burocrazia troppo stretta. Insomma, per l’assessore alla Promozione culturale Nicoletta Mantovani: «Così non funziona».

Mantovani, mentre lancia l’allarme per la mancanza di fondi per gli eventi culturali nel 2010, chiede modifiche alle norme per ricevere sponsorizzazioni senza dover ricorrere a bandi, come prevede il regolamento varato dalla ex giunta Cofferati. «Non possiamo pensare di non avere la libertà di andare a bussare alle porte», afferma l’assessore questa mattina in commissione, proponendo di «istituire un ufficio all’interno del settore Cultura dedicato a questo, trovare fondi esterni, visto che di fondi non ne abbiamo. Se li ingessiamo burocraticamente non riusciamo a lavorare».

Mantovani, su richiesta dei consiglieri Pd, ha chiarito che non pensa invece ad una Fondazione. «Nessuno vuole sponsorizzare, cercare fondi è un lavoro durissimo. Non c’è nessun privato che spontaneamente venga a bussare dicendo che vuol pagarci il capodanno», dice l’assessore.

CAPODANNO - Per questo per il cartellone di San Silvestro, che sarà presentato il 7 dicembre, «i soldi sono pochissimi». Oggi la giunta ha portato in commissione una delibera da 250.00 euro per ospitare eventuali contributi esterni all’amministrazione, una cifra «del tutto presuntiva», come spiegano i tecnici del settore proprio perchè ancora non ci sono finanziamenti per il Capodanno. E allora va all’attacco il capogruppo del Pdl Lorenzo Tomassini. «È francamente imbarazzante parlare qui di una cosa virtuale- dice- si presenta come urgente una delibera con finanziamenti che non esistono». Ma il segretario comunale, Caterina Grechi, assicura che «dal mio punto di vista il parere è positivo». Il dibattito allora si apre sulle regole per le sponsorizzazioni, con qualche perplessità avanzata anche dal Pd.

LA REAZIONE - L’ex vicesindaco Giuseppe Paruolo difende il regolamento messo a punto nello scorso mandato dalla giunta Cofferati e incalza Mantovani chiedendo «se avete seguito il regolamento» e soprattutto «con la trasparenza necessaria per muoversi in questo settore nei confronti dei diversi interessi coinvolgibili». Altrettanto netta la riposta dell’assessore. «Quello delle sponsorizzazioni è un tema fondamentale, lo sarà per i prossimi cinque anni per come ho impostato il mio lavoro. Nel senso che- replica Mantovani- i soldi veramente sono pochissimi e nel 2010, ahimè, si prevede siano drammaticamente meno rispetto al 2009, non per volontà di questa amministrazione ma per i tagli governativi». Per questo, «dobbiamo trovare altre risorse e la normativa di cui lei parlava», si rivolge a Paruolo, «ho intenzione di rivederla». Infatti, così «non può funzionare. Se ogni volta siamo costretti a fare un bando, ci vuole una velocità di lavoro che non è compatibile. Insieme dobbiamo trovare un modo più agile per portare avanti la questione». Mantovani trova l’appoggio di Grechi. «Condivido che dobbiamo lavorare ad un procedimento meno rigido, sempre nell’ambito della trasparenza, della correttezza e dell’efficacia e dell’efficienza», afferma la segretaria comunale.

Lorenzo cultura, rassegna stampa

L’offerta di cultura a Bologna è aumentata (Repubblica, 5 novembre 2009)

9 novembre 2009

Nonostante la crisi, la contrazione dei consumi, la precarietà che aumenta, a Bologna nel primo semestre del 2009 l’offerta di cultura - teatro (il 56 % delle iniziative), mostre (11%), e concerti (33 %) - è aumentata (del 12,6 %). Rispetto allo stesso periodo del 2008 è aumentato anche il pubblico: in misura sensibile, di oltre il 18 %. Ma è diminuita la spesa complessiva e cioè l´ammontare del valore dei biglietti venduti, scesa del 12,3 % (ovvero da 10.291.270 euro a 9.021.353).

Si va di più a teatro (la maggioranza del pubblico sceglie di passare così la serata) o ad una mostra (28 %), ma risparmiando sul prezzo del biglietto.  Contiene molte conferme e anche qualche sorpresa la ricerca che Legacoop ha commissionato a StageUp, agenzia di consulenza, presentata ieri in Cappella Farnese nel corso del convegno su «Opera aperta». Trovano conferma i punti di forza di Bologna: l´ampiezza dell´offerta, la presenza di importanti filiere della produzione culturale, la presenza dell´università, il potenziale di crescita del sistema museale, un sistema teatrale fortemente strutturato, il consistente patrimonio bibliotecario, una generale valorizzazione della creatività. Ma, per numero di iniziative, Bologna è superata non solo da Milano e Roma, ma anche da Firenze (l´offerta di attività teatrali, concertistiche, mostre è cresciuta del 20% e gli ingressi del 43,5%) e da Torino.

In termini di spesa pubblica pro capite, nel 2007 il Comune di Bologna ha speso 75 euro per abitante (28 milioni di euro in totale), secondo in questo solo al Comune di Venezia (che ha speso 99 euro per abitante, e 27 milioni in totale) e davanti a Firenze (61 euro, 22 milioni), Roma e Milano. Il futuro non è incoraggiante: «Abbiamo un problema di risorse, che diminuiranno ulteriormente nel 2010», ha avvertito l´assessore Mantovani, che ha invitato ad «evitare la frammentazione» dei fondi. «Serve una cabina di regia unica che valorizzi il Made in Bologna», ha affermato Giovanni Palazzi, presidente di StageUp. «Sarebbe necessario investire in infrastrutture dedicate», ha fatto eco Ethel Frassinetti, direttore di Legacoop Bologna, che ha rilanciato l´idea del Parco della Creatività a Parco Nord. Roberto Calari, responsabile Cultura, ha chiesto che «si diano prospettive di stabilità indicando le idee guida su cui investire: è questo il collante di una pianificazione urbana».

Lorenzo Bologna, cultura, rassegna stampa

La rinascita di piazza dei Colori (L’Informazione, 16 ottobre 2009)

21 ottobre 2009

Un distretto della creatività per rilanciare una zona periferica bdella città e sottrarla al degrado. È il sogno che il Comune sta già assaporando per la Piazza dei Colori, un’area inserita al centro di un villaggio popolare che si trova in via Mattei, fra la tangenziale e la ferrovia in direzione Castenaso e che potrebbe trasformarsi in una piccola Manifattura delle Arti.
Da qualche giorno laddove c’erano degli esercizi commerciali che non hanno avuto molta fortuna, qualcosa si muove. E presto quelle saracinesche abbassate potrebbero alzarsi per far entrare l’arte di giovanissimi creativi. Mercoledì Alba Frasca della direzione del Settore Cultura del Comune ha, infatti, consegnato le chiavi di quattro spazi di proprietà dell’ente (gestiti da Acer) a tre associazioni culturali e ad una piccola società cooperativa appena nata. Così proprio poco distante da dove lo scorso febbraio era stata violentata una ragazzina di appena quindici anni troveranno casa un laboratorio di burattini, due agenzie per la produzione di filmati e video, di cui una specializzata anche nella fornitura di servizi editoriali, e un charity shop. Che per chi non mastica l’inglese è un negozio che rivende, come va di moda a Londra, materiale usato acquisito tramite donazioni e il cui ricavato viene investito in attività benefiche a favore dei bambini meno fortunati.
Via Mattei 15 (e dintorni), dunque, non solo è stata ribattezzata Piazza dei Colori ma si “colorerà ” grazie all’arte e alla creatività degli under 30 che hanno scommesso, con poche risorse ma tanta volontà, nelle associazioni Pavonificio Ghinazzi (video), Teatrino a due pollici (burattini, creazione e spettacoli), Angolo B – Bologna al contrario (il charity shop) e la cooperativa AGM Studios.
Queste quattro realtà non sono però i primi inquilini della zona ad avere aspirazioni di natura culturale. Il Quartiere San Vitale aveva ngià assegnato altri due spazi rispettivamente all’Agenzia di sviluppo locale e all’associazione Mattei Martelli. «Il nostro sogno è di creare in quell’area un piccolo distretto della creatività – è l’auspicio di Frasca del Settore Cultura - Quella zona ha bisogno di essere riqualificata e agevolare la presenza di associazioni culturali e di giovane imprese riteniamo sia un’ottima occasione».
«Speriamo che le attività dei giovani funzionino – aggiunge - Il Comune ha fatto la propria parte: gli spazi sono stati concessi gratuitamente per quattro anni in cambio di alcuni lavori di sistemazione. A partire dal quinto anno, e per due anni, i ragazzi potranno invece beneficiare di affitti a canoni abbattuti fino all’80% del valore di mercato» .
Se Pavonificio Ghinazzi, Teatrino a due pollici, Angolo B - Bologna al contrario e AGM Studios hanno appena preso possesso degli ambienti a loro assegnati, prima di Natale toccherà ad un’altra associazione o impresa creativa. Il Comune ha appena pubblicato un nuovo bando: si tratta di un locale in buone condizioni sito al piano terra di una palazzina ad uso residenziale di tre piani. In origine pensato per ospitare esercizi commerciali, è attualmente  inutilizzato. Verrà assegnato, essendo in buone condizioni, da subito con un canone d’affitto agevolato.

Il bando

Una nuova associazione culturale o impresa creativa troverà casa nella Piazza dei Colori. Il settore Cultura e Rapporti con l’Università ha appena messo al bando un quinto locale all’ex civico 13 a/b di via Mattei. La scadenza per partecipare al bando è il 9 novembre. Info sul sito Internet del Comune:  www.comune.bologna.it/comune/concorsi/bandi.php.

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Lorenzo rassegna stampa, san vitale

Le nuove commissioni consiliari e il tema “sicurezza”

18 settembre 2009

Il consiglio di quartiere di lunedì scorso ha provveduto a istituire le Commissioni di lavoro permanenti del Consiglio di quartiere e a nominare i Coordinatori delle Commissioni.

Le commissioni consiliari sono uno strumento di organizzazione del lavoro del consiglio molto importante ma, soprattutto, sono uno strumento per la partecipazione dei cittadini non eletti al processo che poi porta alle deliberazioni. La loro funzione è regolata dall’articolo 27 del regolamento sul decentramento:

Art. 27 Commissioni del Consiglio del quartiere

1. Il Consiglio del quartiere ha facoltà di istituire commissioni di lavoro permanenti, commissioni speciali, comitati, organismi di gestione dei servizi aperti agli utenti, o altri strumenti di coordinamento con le forme di aggregazione dei cittadini.

2. Le Commissioni permanenti, che funzionano secondo modalità stabilite dal Consiglio di quartiere, sono coordinate da un Consigliere di quartiere e di regola sono aperte a cittadini non eletti.

3. Le sedute sono segrete quando vengono trattate questioni relative a persone. Le sedute possono svolgersi in forma segreta, su decisione della Commissione, quando l’interesse dell’Amministrazione lo richieda.

4. Di norma, le Commissioni permanenti corrispondono ai settori di intervento più rilevanti del Quartiere. Ogni Consiglio di quartiere deve comunque prevedere la costituzione di una Commissione “Pianificazione, bilancio, controllo di gestione” con competenze omologhe a quelle della corrispondente Commissione del Consiglio comunale al fine di assicurare un raccordo tra l’azione degli organi decentrati e centrali in ordine alla dislocazione delle risorse.

5. Le commissioni assolvono in particolar modo al compito di informazione ai cittadini che spetta al Quartiere e svolgono un’attività preparatoria dei provvedimenti di competenza del Consiglio, curando la raccolta di dati e la elaborazione di analisi, anche in rapporto diretto con gli utenti dei servizi, al fine di consentire una maggiore aderenza fra la qualità delle prestazioni rese dall’Amministrazione ed i bisogni espressi dai cittadini.

6. Nella loro attività si avvalgono normalmente della collaborazione degli uffici del Quartiere.

Ecco la squadra e le responsabilità da qui al (si spera) 2013

I) Pianificazione, Bilancio, Controllo di Gestione - coordinata da Roberto Marega
II) Riqualificazione territoriale ed Urbanistica - coordinata dal Presidente, Mauro Roda
III) Ambiente e Mobilità - coordinata da Andrea Colombo
IV) Sociale (welfare e scuola) - coordinata da Giuliana Mongardi
V) Culture (cultura, Università, giovani, sport) - coordinata da Lorenzo Cipriani
VI) Cittadinanza attiva (associazionismo, vivibilità urbana e commercio)- coordinata da Amedeo Bianchi


A queste commissioni consiliari permanenti si aggiungono degli incarichi di lavoro su temi rilevanti, incarichi affidati agli altri consiglieri della maggioranza di centrosinistra. Per l’elenco completo, ecco l’odg approvato (la destra si è astenuta).

I capigruppo del Pdl e de “La tua Bologna” hanno aperto una discussione sul tema della sicurezza, evidenziando come mancasse, tra le commissioni consiliari preposte, una commissione che si occupasse specificamente del tema sicurezza. La declinazione che la destra bolognese - ma non solo - dà del termine sicurezza è quella di “paura” che il cittadino ha di venire scippato, ed è tutta concentrata sulla microcriminalità e sul degrado di alcune aree.

Temi senza dubbio importanti e di cui la maggioranza di centrosinistra si occuperà, anche avvalendosi di idee e contributi da parte delle minoranze. Ma, come ho anche specificato nel mio intervento in consiglio, la scelta politica di non inserire il termine sicurezza all’interno di una delle commissioni è una scelta importante in quanto responsabilizza tutte le commissioni e tutti i consiglieri a tenere conto di questa problematica, non crea un ghetto in cui occuparsene a senso unico e, spesso, con i paraocchi.

Sono estremamente convinto, infatti, che la sicurezza del cittadino vada difesa e tutelata attraverso una quantità di azioni che va oltre il pur importante aspetto del servizio di polizia. Esempi se ne possono fare molti:  una pista ciclabile in più e più larga è un intervento che garantisce maggiore sicurezza a quei cittadini che scelgono di utilizzare la bici come mezzo di trasporto? Un centro giovanile in più o aperto più di tre volte alla settimana è uno strumento in più per arginare forme di disagio giovanile che possono sconfinare nella microcriminalità?

Questa è la cultura che vorrei stesse dietro al nostro modo di affrontare il tema sicurezza. Non alimentando le paure dei cittadini ma aumentando le loro opportunità di uscire dalle case e fare comunità. Forse è un’utopia. Di certo, la logica del manganello fa prendere più voti e costa meno. Ma mi è totalmente estranea.

Lorenzo consigliere di quartiere, trasparenza amministrativa

Cultura, c’è tanto da riscoprire a Bologna

8 settembre 2009

Anche al fine di riscoprire la grande realtà museale che abbiamo a Bologna, e in particolare nel nostro quartiere, grazie alla presenza dell’ateneo, mi fa piacere segnalarvi questa mostra, recensita anche dal Tg1 e da diversi giornali nazionali, che si terrà al Museo Geologico Capellini, in via Zamboni 63. (Tel. 051 2094555)

Bologna è davvero ricca di musei, e molti di essi vanno riscoperti non tanto dai turisti, ma soprattutto da noi che la viviamo tutti i giorni e che siamo troppo spesso ignari di quanto la nostra città può già offrirci.

Ecco l’articolo dal Corriere della Sera:

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Un Tirannosauro all’Università
Dinosauri ed altri grandi vertebrati ritrovati lungo la penisola protagonisti di una mostra al museo Capellini

Un Tirannosauro mignon e un rettile delfino, ma anche foche, iene ed elefanti. I dinosauri ed altri grandi vertebrati ritrovati lungo la penisola saranno i protagonisti di una mostra che ricompone i frammenti di un Italia remota, ancora arcipelago di isolette tropicali a Nord della costa africana.

La mostra sarà aperta da sabato e fino all’11 gennaio al Museo geologico Capellini dell’Università di Bologna. È dedicata ai dinosauri italiani e altri vertebrati fossili del nostro paese: dai rettili marini vissuti 200 milioni di anni fa, ai grandi erbivori e carnivori, agli antenati delle moderne foche e iene. Tutti convenuti al Museo geologico Giovanni Capellini di via Zamboni, a Bologna, per il centesimo compleanno del suo ospite più celebre: il Diplodocus Carnegiei, replica perfetta dello scheletro dell’imponente erbivoro del Nord America (26 metri di lunghezza per 5 di altezza al bacino), che il magnate e filantropo americano Andrew Carnegie, da cui prende il nome, donò a Bologna un secolo fa.

Meno mastodontici i dinosauri italiani protagonisti della mostra ma non meno sorprendenti: sono più di quaranta gli esemplari che si potranno ammirare, scelti tra i più grandi dinosauri e vertebrati scoperti in Italia.

Lorenzo cultura