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Posts Tagged ‘diritti’

Primo giorno di scuola

15 settembre 2008

FERMIAMOLI

NO AL MAESTRO UNICO

RITIRO IMMEDIATO DEL DECRETO 137

BOLOGNA 26 settembre 08
ore 17,30 Piazza XX Settembre

IL GOVERNO BERLUSCONI STA LIQUIDANDO LA SCUOLA PUBBLICA,
CALPESTANDO LA COSTITUZIONE

Vogliono tornare al passato in cui c’era la maestra/il maestro unico, ai tempi in cui (perché nessuno lo ricorda?) 40 bambini su 100 non arrivavano alla terza media.

Il decreto legge 137 ridisegna in peggio la scuola italiana proprio nel settore che funziona meglio (la scuola elementare). Se sarà approvato (ci sono ancora 40 giorni di tempo…) non sarà più possibile la suddivisione delle materie disciplinari tra diversi docenti: il maestro o la maestra unica dovrà insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei 5 anni.

Non sarà più possibile impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto, specialmente in riferimento ai bambini con difficoltà, alle scelte didattiche, agli stili di apprendimento: ogni insegnante tornerà ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia dei bambini e delle bambine. Sarà impossibile l’apprendimento in tempi distesi e sarà impoverita l’offerta formativa, con la diminuzione drastica della frequentazioni di musei, teatri, aule didattiche ed ambienti diversi dal proprio.

Il tempo della “scuola vera” sarà di 24 ore, alla faccia delle attuali organizzazioni a modulo e a tempo pieno, frutto di anni di esperienze, riflessioni pedagogiche, sperimentazioni. La ministra Gelmini sa di mentire quando dice che il tempo pieno non sarà ridotto. In quello che anno dopo anno tornerebbe ad essere il vecchio dopo scuola, si collocherebbero, a spezzatino, le ore di altri insegnanti o altre figure esterne. Decine di migliaia di docenti precari, usati e gettati anno per anno per far vivere la scuola, con il nuovo sistema verrebbero eliminati e con loro il necessario processo di rinnovamento di cui ha bisogno un corpo vivente come il sistema educativo.

Hanno in mente una scuola minore, più vecchia, con meno ore, dequalificata. Una scuola di base che fotografi, misurando con i voti bambini/e dai sei anni, le disuguaglianze e gli svantaggi socio-culturali.

Mai come in questo momento, è necessaria l’unità d’azione di tutti, genitori, insegnanti, collegi docenti, consigli d’istituto, enti locali, associazioni e sindacati, movimenti e partiti di opposizione.

LA SCUOLA NON HA BISOGNO DI TAGLI, MA DI INVESTIMENTI E RISORSE.

NON SI PUÒ “FARE CASSA” SUL FUTURO DI UN INTERO PAESE!

Lorenzo controinformazione, opposizione, scuola

Concita e le equivalenze

5 settembre 2008

A fine luglio ho scritto un post su questo blog che è stato oggetto di discussione. Era il periodo della fantomatica intercettazione di Mara Carfagna e della presunta liason tra lei e il signor B. La mia posizione era abbastanza netta: era inaccettabile l’equivalenza “Mara è stata con B. e per questo Mara è ministro”. Inaccettabile, dicevo, soprattutto per le donne è il criterio che veniva utilizzato: donna al potere (magari bella) = amante di qualcuno.

In verità, non ho trovato nei tanti commenti a quell’articolo molta solidarietà con la mia posizione.

Oggi, in Francia, scopriamo che la ministra Rachida Dati è incinta e, non avendo voluto lei rivelare il nome del padre del nascituro, si è scatenata attorno alla notizia tutta quella prudèrie che, evidentemente, non è solo italica. Si è aperto il totopadre, e al ventre tondeggiante della ministra si sono accostati diversi nomi di “papabili”.

Leggo oggi su L’Unità un fondo del nuovo direttore, Concita De Gregorio, sulla questione:

Mi fa impressione vedere sulle prime pagine dei giornali le foto di Jose Maria Aznar (un ex primo ministro belloccio, comunque un uomo dotato di potere oltre che di moglie in carica) associato anzi sovrapposto con indelebile allusione all’immagine del ministro di giustizia francese e del suo ventre rotondo. [...] Poteva esserci chiunque, in quella foto sovrapposta. D’Alema, Schroeder, Putin ma perchè non l’idraulico, il vicino di pianerottolo, l’amico di infanzia. Ecco: perchè non l’idraulico? Ma è ovvio: perchè ogni donna che acceda ad un posto di potere deve essere l’amante di qualcuno. E’ così rassicurante: conferma l’ordine naturale delle cose. Che altro motivo avrebbe avuto il primo ministro di Francia (ehm, concita, Sarkozy è il presidente, ma tant’è - ndr) di nominarla ministro se non per ripagarla dei suoi favori?

Nel suo condivisibile editoriale la De Gregorio di fatto sposa quella che era la mia tesi nell’articolo di luglio. Cambiate Francia con Italia e il gioco è fatto. L’equivalenza donna al potere = amante di qualcuno, è inaccettabile.

Solo una cosa Concita: la cosa vale sempre. Per la pancia di Rachida, come per le labbra di Mara…

Lorenzo italia, segnalazioni, think tank