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Posts Tagged ‘Gelmini’

A proposito del foglio di via a chi sporca i muri

10 settembre 2009

Molti di voi avranno letto del foglio di via recapitato dalla Questura di Bologna ad uno studente fuorisede di 21 anni, sorpreso a tracciare una scritta su un muro in via Berti. Ho ritenuto opportuno intervenire sulla questione con il seguente comunicato:

“Il foglio di via recapitato dalla Questura di Bologna ad uno studente ventunenne sorpreso ad imbrattare i muri è una misura sproporzionata che di certo non aiuterà a gestire i rapporti con il movimento universitario, anzi, rischia di rinsaldare e favorire le frange più estreme. Mi sembra davvero una pessima idea.

Il mondo della scuola e quello dell’università sono in tumulto per via dei tagli proposti dall’attuale governo. Già lo scorso anno le proteste degli studenti sono state ripetute e a mio avviso giustificate e credo proprio che ci saranno momenti di tensione anche questo autunno. A chi è utile un provvedimento che, lungi dal servire per rendere più sicura Bologna, aumenterà invece il livello dello scontro?

Senza contare  che il foglio di via si dà a spacciatori, borseggiatori e criminali di questa risma, non certo ad un ragazzo di ventuno anni sorpreso imbrattare i muri. Una multa mi sarebbe parsa un provvedimento più intelligente. Non è così che si rende Bologna più sicura ”

Non è certo per prendere le parti di un ragazzo che,  a soli 21 anni, ha già raccolto la bellezza di 14 denunce che ho fatto questo comunicato. La mia preoccupazione è un’altra: misure come queste, che sono esclusivamente mediatiche, serviranno solo a inasprire i rapporti in un autunno che, a causa delle polemiche che i provvedimenti della Gelmini stanno portando e porteranno con sè, sarà già di per sè molto caldo.

la cosiddetta Onda Anomala che ha caratterizzato il movimento studentesco e universitario l’anno scorso, ha coinvolto centinaia di migliaia di giovani in tutta Italia.  Con l’affievolirsi della protesta - che peraltro, ahimè, non ha smosso di un millimetro la Gelmini - dell’Onda e del suo nome si sono appropriati piccoli gruppi organizzati, che non rappresentano affatto la moltitudine degli studenti, e sono interessati ad alzare il livello dello scontro. Tutto ciò a me preoccupa, e credo che un provvedimento come quello del foglio di via serva solo ad inasprire gli animi e a favorire, appunto, le frange più estreme dl movimento universitario.

Un ultimo appunto: il giornalista dell’agenzia stampa Dire ha riportato questo mio comunicato tagliando la frase “rischia di rinsaldare e favorire le frange più estreme” e inserendo il seguente commento: “La Sinistra per Bologna contesta la decisione assunta della Questura di Bologna ai danni del fuorisede, proprio nel momento in cui la giunta comunale di Flavio Delbono si impegna nella campagna anti-graffiti”. Da dove venisse fuori questa lettura ditemelo voi….

Contro l’imbrattamento dei muri ci vogliono multe salate o, perchè no, la condanna a ripulire a proprie spese ciò che si è sporcato.

Lorenzo Bologna, consigliere di quartiere

Garagnani, bona le!

27 agosto 2009

L’attacco politico rivolto da Garagnani alla consigliera comunale Daniela Turci, a cui esprimo piena solidarietà, e le contestuali parole del direttore dell’Usr, Marcello Limina, secondo il quale in pratica i dirigenti scolastici dovrebbero astenersi dal commentare scelte politiche le cui conseguenze ricadono sul loro agire quotidiano, sono disdicevoli e pericolose.

Disdicevole è l’atteggiamento di Garagnani, da tempo autonominatosi censore della libera docenza e del pensiero autonomo di professori e operatori scolastici (qualcuno ha forse dimenticato il “numero verde” promosso da Garagnani e con il quale si potevano fare denunce anonime di docenti “non allineati”?).  Il suo atteggiamento la dice lunga sulla vocazione autoritaria di questo governo, dei suoi esponenti e dei partiti che lo sostengono. Puntano a impaurire onesti lavoratori che, magari, non la pensano come loro.

Ma pericolose sono le parole di Limina in quanto, oltre a essere incostituzionali, mettono a rischio la libertà degli operatori negli uffici decentrati di criticare disposizioni che si ritengono non utili a migliorare la qualità di un servizio che riguarda da vicino le giovani generazioni.

Sarebbe davvero sconcertante se l’opera di normalizzazione portata avanti da questo governo in molti ambiti della cosa pubblica andasse a toccare anche chi opera in un settore strategico come la scuola e la pubblica istruzione. Nel mio piccolo mi batterò affinchè le istituzioni democratiche respingano simili atteggiamenti che sono dannosi per le nuove generazioni e, quindi, per il futuro del nostro Paese.

Delbono: “I presidi possono criticare la Gelmini”

Lorenzo giovani, impegno contro le paure, opposizione

scuola pubblica, scuola pubblica, scuola pubblica

8 ottobre 2008

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).

Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato.

E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.

Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato.

Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

Piero Calamandrei, discorso al III congresso in difesa della scuola nazionale. Roma, 11 febbraio 1950

Lorenzo controinformazione

Primo giorno di scuola

15 settembre 2008

FERMIAMOLI

NO AL MAESTRO UNICO

RITIRO IMMEDIATO DEL DECRETO 137

BOLOGNA 26 settembre 08
ore 17,30 Piazza XX Settembre

IL GOVERNO BERLUSCONI STA LIQUIDANDO LA SCUOLA PUBBLICA,
CALPESTANDO LA COSTITUZIONE

Vogliono tornare al passato in cui c’era la maestra/il maestro unico, ai tempi in cui (perché nessuno lo ricorda?) 40 bambini su 100 non arrivavano alla terza media.

Il decreto legge 137 ridisegna in peggio la scuola italiana proprio nel settore che funziona meglio (la scuola elementare). Se sarà approvato (ci sono ancora 40 giorni di tempo…) non sarà più possibile la suddivisione delle materie disciplinari tra diversi docenti: il maestro o la maestra unica dovrà insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei 5 anni.

Non sarà più possibile impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto, specialmente in riferimento ai bambini con difficoltà, alle scelte didattiche, agli stili di apprendimento: ogni insegnante tornerà ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia dei bambini e delle bambine. Sarà impossibile l’apprendimento in tempi distesi e sarà impoverita l’offerta formativa, con la diminuzione drastica della frequentazioni di musei, teatri, aule didattiche ed ambienti diversi dal proprio.

Il tempo della “scuola vera” sarà di 24 ore, alla faccia delle attuali organizzazioni a modulo e a tempo pieno, frutto di anni di esperienze, riflessioni pedagogiche, sperimentazioni. La ministra Gelmini sa di mentire quando dice che il tempo pieno non sarà ridotto. In quello che anno dopo anno tornerebbe ad essere il vecchio dopo scuola, si collocherebbero, a spezzatino, le ore di altri insegnanti o altre figure esterne. Decine di migliaia di docenti precari, usati e gettati anno per anno per far vivere la scuola, con il nuovo sistema verrebbero eliminati e con loro il necessario processo di rinnovamento di cui ha bisogno un corpo vivente come il sistema educativo.

Hanno in mente una scuola minore, più vecchia, con meno ore, dequalificata. Una scuola di base che fotografi, misurando con i voti bambini/e dai sei anni, le disuguaglianze e gli svantaggi socio-culturali.

Mai come in questo momento, è necessaria l’unità d’azione di tutti, genitori, insegnanti, collegi docenti, consigli d’istituto, enti locali, associazioni e sindacati, movimenti e partiti di opposizione.

LA SCUOLA NON HA BISOGNO DI TAGLI, MA DI INVESTIMENTI E RISORSE.

NON SI PUÒ “FARE CASSA” SUL FUTURO DI UN INTERO PAESE!

Lorenzo controinformazione, opposizione, scuola