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Posts Tagged ‘integrazione’

centri di culto: si all’integrazione e a una società multicolore

16 novembre 2009

Scelgo di pubblicare questa intervista del Resto del Carlino a  Mauro Roda, presidente del Quartiere San Vitale, che reputo condivisibile, su integrazione, multirazzialità e problematiche da superare, anche partendo dalla questione della moschea di Via Pallavicini.

«Non sono per una grande moschea. Sono per l’integrazione. Gli stranieri nel quartiere sono quasi il dodici per cento dei residenti. Musulmani ma non solo. Ho appena ricevuto una delegazione di svedesi che vogliono aprire un’associazione. Poi, è vero, a duecento metri da via Pallavicini, che è un centro di cultura islamica più che una moschea, ci sono le scuole elementari Tempesta. E quest’anno per la prima volta c’è una prima elementare con più extracomunitari che italiani. Molti di quei bimbi sono musulmani. La nostra società è già così, multicolore».

Mauro Roda, presidente del San Vitale, fa questa premessa ma poi, in sostanza, dà ragione alle critiche più che civili sollevate dai residenti alla Croce del Biacco. «Penso a una città senza enclave, vale anche per gli islamici — è convinto —. Un paio di settimane fa abbiamo votato in consiglio un ordine del giorno che va proprio in questa direzione. Bisogna rimettere in equilibrio le cose. Spostando lo sguardo dal centro di via Pallavicini, vuol dire ad esempio decongestionare l’edilizia popolare,  smantellando un pezzo delle vecchie case Andreatta».

Sì, ma per la moschea che progetti ha? «Se è piccola va benissimo — conclude Roda —.  Piccoli centri di culto in città. E va ridimensionato anche quello di via Pallavicini».

Lorenzo consigliere di quartiere, rassegna stampa, san vitale

La rinascita di piazza dei Colori (L’Informazione, 16 ottobre 2009)

21 ottobre 2009

Un distretto della creatività per rilanciare una zona periferica bdella città e sottrarla al degrado. È il sogno che il Comune sta già assaporando per la Piazza dei Colori, un’area inserita al centro di un villaggio popolare che si trova in via Mattei, fra la tangenziale e la ferrovia in direzione Castenaso e che potrebbe trasformarsi in una piccola Manifattura delle Arti.
Da qualche giorno laddove c’erano degli esercizi commerciali che non hanno avuto molta fortuna, qualcosa si muove. E presto quelle saracinesche abbassate potrebbero alzarsi per far entrare l’arte di giovanissimi creativi. Mercoledì Alba Frasca della direzione del Settore Cultura del Comune ha, infatti, consegnato le chiavi di quattro spazi di proprietà dell’ente (gestiti da Acer) a tre associazioni culturali e ad una piccola società cooperativa appena nata. Così proprio poco distante da dove lo scorso febbraio era stata violentata una ragazzina di appena quindici anni troveranno casa un laboratorio di burattini, due agenzie per la produzione di filmati e video, di cui una specializzata anche nella fornitura di servizi editoriali, e un charity shop. Che per chi non mastica l’inglese è un negozio che rivende, come va di moda a Londra, materiale usato acquisito tramite donazioni e il cui ricavato viene investito in attività benefiche a favore dei bambini meno fortunati.
Via Mattei 15 (e dintorni), dunque, non solo è stata ribattezzata Piazza dei Colori ma si “colorerà ” grazie all’arte e alla creatività degli under 30 che hanno scommesso, con poche risorse ma tanta volontà, nelle associazioni Pavonificio Ghinazzi (video), Teatrino a due pollici (burattini, creazione e spettacoli), Angolo B – Bologna al contrario (il charity shop) e la cooperativa AGM Studios.
Queste quattro realtà non sono però i primi inquilini della zona ad avere aspirazioni di natura culturale. Il Quartiere San Vitale aveva ngià assegnato altri due spazi rispettivamente all’Agenzia di sviluppo locale e all’associazione Mattei Martelli. «Il nostro sogno è di creare in quell’area un piccolo distretto della creatività – è l’auspicio di Frasca del Settore Cultura - Quella zona ha bisogno di essere riqualificata e agevolare la presenza di associazioni culturali e di giovane imprese riteniamo sia un’ottima occasione».
«Speriamo che le attività dei giovani funzionino – aggiunge - Il Comune ha fatto la propria parte: gli spazi sono stati concessi gratuitamente per quattro anni in cambio di alcuni lavori di sistemazione. A partire dal quinto anno, e per due anni, i ragazzi potranno invece beneficiare di affitti a canoni abbattuti fino all’80% del valore di mercato» .
Se Pavonificio Ghinazzi, Teatrino a due pollici, Angolo B - Bologna al contrario e AGM Studios hanno appena preso possesso degli ambienti a loro assegnati, prima di Natale toccherà ad un’altra associazione o impresa creativa. Il Comune ha appena pubblicato un nuovo bando: si tratta di un locale in buone condizioni sito al piano terra di una palazzina ad uso residenziale di tre piani. In origine pensato per ospitare esercizi commerciali, è attualmente  inutilizzato. Verrà assegnato, essendo in buone condizioni, da subito con un canone d’affitto agevolato.

Il bando

Una nuova associazione culturale o impresa creativa troverà casa nella Piazza dei Colori. Il settore Cultura e Rapporti con l’Università ha appena messo al bando un quinto locale all’ex civico 13 a/b di via Mattei. La scadenza per partecipare al bando è il 9 novembre. Info sul sito Internet del Comune:  www.comune.bologna.it/comune/concorsi/bandi.php.

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Lorenzo rassegna stampa, san vitale

Via Bentivogli, residenti esasperati (L’Informazione, 9 luglio 2009)

9 luglio 2009

Rissa e intervento della polizia in via Bentivogli nella corte delle polemiche. Dopo la denuncia di un gruppo residenti del complesso Acer che si trova nella zona della Cirenaica, martedì pomeriggio un nuovo episodio ha riacceso le polemiche sulle condizioni di convivenza all’i nterno del complesso nel quale vivono circa 150 famiglie.

Il fatto è avvenuto nel tardo pomeriggio intorno alle 19, quando due uomini di origine nordafricana in evidente stato di alterazione alcolica, hanno cominciato a infastidire alcuni residenti. Dopo mesi di esasperazione la miccia si è accesa in un lampo. Alcuni presenti hanno cominciato a chiedere ai molestatori di andarsene e di lasciare tranquille le persone.

In particolare, un uomo che risiede al primo piano di uno dei palazzi del complesso, ha protestato contro gli schiamazzi continui minacciando anche di chiamare le forze dell’ordine. «Scendi, scendi, che la risolviamo qui sotto», avrebbero risposto i due brandendo un paio di bottiglie.

Ma di lì a poco dalle parole si è passati ai fatti. I due hanno lanciato le bottiglie: una di esse si è infranta su un muro del palazzo, l’altra è stata schivata per un soffio dall’uomo che protestava affacciato al balcone.

«Noi non ce ne andiamo», hanno continuato a gridare i due. Ma a quel punto qualcuno ha chiamato il 113 che è intervenuto intorno alle 20. Sul posto però gli agenti di polizia hanno trovato solo uno dei due autori; l’altro infatti si era già dato alla fuga scavalcando il muretto di recinzione su via Paolo Fabbri.

Il ragazzo fermato e denunciato per minacce è risultato essere un 26enne di origine marocchina, già noto per piccoli precedenti legati alla droga, ma in possesso di regolare permesso di soggiorno. Portato via dalle forze dell’ordine uno dei protagonisti della vicenda, ciò che il giorno dopo resta è la rabbia dei residenti che chiedono a gran voce la soluzione del problema.

Nelle scorse settimane avevano denunciato lo stato di degrado della corte che ospita anche una serie di vetrine nelle quali sono conservate copie di manufatti e oggetti villanoviani rinvenuti in zona all’inizio del secolo scorso, quando si scavò per costruire un complesso di case popolari.

Da qualche tempo a questa parte il cortile, che proprio per questo motivo è considerato privato ad uso pubblico, è diventato il centro di decine di episodi di vario genere che hanno minato la tranquillità dei residenti.

Da parte sua Acer sostiene che negli ultimi mesi non risultano segnalazioni rispetto a violazione del regolamento di convivenza. Ma si è detta disposta ad affrontare la questione e a trovare una soluzione condivisa coi residenti a problemi, a cui in passato non si è riusciti a rispondere con efficacia nemmeno dopo gli incontri davanti al difensore civico.

Bisogna trovare una soluzione

«Basta non ne possiamo più, bisogna trovare una soluzione perchè qui non si riesce più a vivere». Il giorno dopo il tentativo di aggressione subito da uno dei residenti del complesso di via Bentivogli alla Cirenaica, l’umore di molti inquilini è nero. Avevano attirato l’attenzione sulle condizioni della zona non più di dieci giorni fa e ora, davanti al nuovo episodio che mette a rischio la sicurezza di chi vive da queste parti, alzano nuovamente la voce. E chiedono fatti.

«Quei cancelli che abbiamo chiesto servono - si limitano a dire chiedendo di non mettere nome e cognome per paura - e un fatto come quello che è accaduto ieri (martedì, ndr) lo dimostra. Quelle persone non dovevano stare nel cortile. E invece hanno fatto danni e siamo stati costretti a chiamare la polizia».

Secondo i residenti molte delle responsabilità di questa situazione pendono su Acer. «Abbiamo chiamato più volte gli ispettori - riferiscono - ma non vengono quando ci sono i problemi. E così secondo loro sembra sempre che vada tutto bene». Ma così non è. E in questi giorni proseguirà la raccolta di firme mirata alla presentazione di una lettera all ’Acer per chiedere un intervento risolutore.

Acer apre al dialogo ma detta le condizioni

«Bisogna tra distinguere tra episodi di ordine pubblico e problemi legati alla convivenza civile. Ma siamo disponibili a trovare una soluzione insieme al Comune e ai rappresentanti dei residenti». Così si esprime Acer dopo l’ultimo episodio avvenuto all’interno del complesso di via Bentivogli. «Non crediamo che sia conforme al vero equiparare quella zona ad un’area di degrado - spiegano - Non è così e a dimostrarlo c’è l’assenza di segnalazioni di problemi pervenute ai nostri uffici: non ci risulta una conflittualità tra residenti».

Eppure, come evidenziato da alcune testimonianze di chi vive sulla corte, i dissapori non mancherebbero. E così pure le accuse rivolte ad alcuni residenti di portare all’interno del cortile personaggi che finiscono per creare situazioni di tensione. E proprio per limitare gli ingressi indesiderati qualcuno ha proposto di installare due cancelli sulle entrate di via Bentivogli e via Sante Vincenzi.

«Non vogliamo trascurare le richieste che sono state avanzate - proseguono da Acer - già in passato si è cercata una soluzione davanti al difensore civico senza risultato. Ma è ovvio che debba essere considerata anche l’esigenza di sicurezza e accessibilità dell’area che grazie alla vetrine e ai “resti” villanoviani è stata valorizzata dal punto di vista culturale». Nel cortile la presenza di un “museo” villanoviano impedirebbe di installare cancelli a protezione.

Acer, a questo punto, è anche disposta ad aprire allo stanziamento di risorse. «Ora non è quello il problema - dicono - in passato avevamo pensato che si potesse ricorrere all’autofinanziamento ma non fu possibile. Ora una valutazione con il Comune e i residenti si può fare, ma ragioniamo sulla regolamentazione degli accessi».

Ma il punto resta uno. «Si può ricominciare a dialogare di fronte alla raccolta di un certo numero di adesioni - chiosano dall’azienda - le risorse non sono un problema».

(Marco Merlini)

Lorenzo rassegna stampa

P come paura? No. P come periferie

18 maggio 2009

Credo fortemente, e vorrei caratterizzare in tal senso la mia campagna elettorale e, se sarò eletto i cinque anni del mio mandato, nel ruolo determinante che hanno le periferie urbane.

Le periferie hanno una peculiarità: o non se ne parla, o se ne parla male. Pochi giorni fa l’edizione locale di Repubblica ha preso spunto da un fatto di cronaca in sè esecrabile ma tutt’altro che generalizzabile per titolare “Emergenza periferia”.

Il problema principale è il solito: la convivenza tra gli italiani e gli immigrati. Sono stato qualche giorno fa a visitare la zona della Croce del Biacco, e mi ha incuriosito in maniera particolare l’area delle “case gialle”, ossia tutta la zona delle case ex IACP in cui adesso convivono famiglie di immigrati che hanno avuto accesso alle case popolari con le famiglie di italiani.

Il problema di fondo è sempre lo stesso: “danno fastidio, non rispettano le regole”, ma soprattutto, hanno accessi troppo facilitati alle case popolari, dato che uno dei principali indici presi in considerazione da Acer e Comune è il numero dei figli.

E qui casca, a mio avviso, il proverbiale asino. Posto che probabilmente è il caso di rivedere il criterio con cui vengono assegnate le case popolari, il problema di fondo è tutto culturale. Gli italiani fanno sempre meno figli perchè preferiscono poter dare al loro (spesso unico) figlio il massimo, quantificando questo massimo nella materialità di ciò che possono garantirgli. Per un immigrato questo discorso non vale, o vale sicuramente molto meno.

Siamo davvero a un passo dalla “polveriera sociale” descritta da Repubblica? Non credo affatto. I disagi ci sono, certo, ma occorre intervenire dove possiamo. Io credo che la scuola pubblica e lo sport siano due straordinari strumenti di integrazione che vanno valorizzati in tal senso.

La scuola, specialmente la materna e l’elementare, è il luogo dove i bambini imparano a venire a contatto indipendentemente dai propri genitori. Mi ha colpito, infatti, nella mia visita nella zona della Piazza dei Colori, vedere i figli degli immigrati giocare tra di loro. Per scendere giù in cortile, di solito, c’è bisogno del permesso dei genitori. A scuola no. Per questo io credo che bisogna investire tantissimo nella scuola pubblica. Non solo come strumento di istruzione ma anche e soprattutto come luogo di conoscenza reciproca e convivenza.

Lo sport, sotto questo punto di vista, è persino più efficace. Nella mia esperienza - che tuttora continua - di arbitro di calcio presso l’AIA di Bologna, ho arbitrato decine e decine di partite in cui le squadre giovanili (di società sportive bolognesi) erano dei veri e propri melting-pot. Occorre investire, e parecchio, sul volontariato sportivo anche e soprattutto come strumento e luogo di conoscenza reciproca e convivenza.

Tutto questo non è facile. Le diffidenze reciproche rimangono. I fastidi anche. Ma se c’è una speranza di integrazione sta proprio nei bambini. Cominciamo da qui, utilizzando gli strumenti (tanti) che una città come Bologna può darci.

E smettiamola di parlare poco e male delle nostre periferie. Piuttosto, parliamone di più e meglio.

Lorenzo elezioni 2009, san vitale

Integrazione

21 ottobre 2008

Altro che razzismo! Altro che problemi di integrazione, soprattutto dei migranti rumeni. Esiste almeno un campo, in Italia, in cui non ci sono problemi di integrazione e ci si mette all’opera d’amore e d’accordo. Non ci credete? (da repubblica.it)

Notte brava per una gang composta da 4 italiani ed un romeno, di età compresa tra i 17 e i 21 anni, che a bordo di minicar e scooter, hanno rapinato un transessuale. I cinque in via Prenestina hanno accerchiato un brasiliano di 31 anni, e poi lo hanno aggredito con uno sfollagente in metallo, rapinandolo della borsetta con all’interno 200 euro e due telefonini. Si sono poi dileguati per le vie limitrofe, ma grazie alle indicazioni fornite da alcuni passanti, che ne hanno indicato la via di fuga, i 5 sono stati fermati dai militari dopo un breve inseguimento.
I quattro maggiorenni, tra cui vi è anche una ragazza di 18 anni, sono stati trattenuti in caserma, mentre il minorenne è stato affidato al centro di prima accoglienza di via Virginia Agnelli. La refurtiva è stata restituita al proprietario, mentre lo sfollagente è stato sequestrato.

Caro Vittorio, oggi tu te ne vai. Ci hai insegnato ad avere speranza, in un mondo che dispensa veramente poche occasioni per guardare con il sorriso al futuro. Nonostante tutto, proviamoci.

Ma ecco che è l’ora di andare: io a morire, e voi a vivere.
Chi di noi vada verso il meglio è oscuro a tutti fuori che a Dio.

[Platone, Apologia di Socrate]

Lorenzo giovani, italia, pensieri