Le nuove commissioni consiliari e il tema “sicurezza”
Il consiglio di quartiere di lunedì scorso ha provveduto a istituire le Commissioni di lavoro permanenti del Consiglio di quartiere e a nominare i Coordinatori delle Commissioni.
Le commissioni consiliari sono uno strumento di organizzazione del lavoro del consiglio molto importante ma, soprattutto, sono uno strumento per la partecipazione dei cittadini non eletti al processo che poi porta alle deliberazioni. La loro funzione è regolata dall’articolo 27 del regolamento sul decentramento:
Art. 27 Commissioni del Consiglio del quartiere
1. Il Consiglio del quartiere ha facoltà di istituire commissioni di lavoro permanenti, commissioni speciali, comitati, organismi di gestione dei servizi aperti agli utenti, o altri strumenti di coordinamento con le forme di aggregazione dei cittadini.2. Le Commissioni permanenti, che funzionano secondo modalità stabilite dal Consiglio di quartiere, sono coordinate da un Consigliere di quartiere e di regola sono aperte a cittadini non eletti.
3. Le sedute sono segrete quando vengono trattate questioni relative a persone. Le sedute possono svolgersi in forma segreta, su decisione della Commissione, quando l’interesse dell’Amministrazione lo richieda.
4. Di norma, le Commissioni permanenti corrispondono ai settori di intervento più rilevanti del Quartiere. Ogni Consiglio di quartiere deve comunque prevedere la costituzione di una Commissione “Pianificazione, bilancio, controllo di gestione” con competenze omologhe a quelle della corrispondente Commissione del Consiglio comunale al fine di assicurare un raccordo tra l’azione degli organi decentrati e centrali in ordine alla dislocazione delle risorse.
5. Le commissioni assolvono in particolar modo al compito di informazione ai cittadini che spetta al Quartiere e svolgono un’attività preparatoria dei provvedimenti di competenza del Consiglio, curando la raccolta di dati e la elaborazione di analisi, anche in rapporto diretto con gli utenti dei servizi, al fine di consentire una maggiore aderenza fra la qualità delle prestazioni rese dall’Amministrazione ed i bisogni espressi dai cittadini.
6. Nella loro attività si avvalgono normalmente della collaborazione degli uffici del Quartiere.
Ecco la squadra e le responsabilità da qui al (si spera) 2013
I) Pianificazione, Bilancio, Controllo di Gestione - coordinata da Roberto Marega
II) Riqualificazione territoriale ed Urbanistica - coordinata dal Presidente, Mauro Roda
III) Ambiente e Mobilità - coordinata da Andrea Colombo
IV) Sociale (welfare e scuola) - coordinata da Giuliana Mongardi
V) Culture (cultura, Università, giovani, sport) - coordinata da Lorenzo Cipriani
VI) Cittadinanza attiva (associazionismo, vivibilità urbana e commercio)- coordinata da Amedeo Bianchi
A queste commissioni consiliari permanenti si aggiungono degli incarichi di lavoro su temi rilevanti, incarichi affidati agli altri consiglieri della maggioranza di centrosinistra. Per l’elenco completo, ecco l’odg approvato (la destra si è astenuta).
I capigruppo del Pdl e de “La tua Bologna” hanno aperto una discussione sul tema della sicurezza, evidenziando come mancasse, tra le commissioni consiliari preposte, una commissione che si occupasse specificamente del tema sicurezza. La declinazione che la destra bolognese - ma non solo - dà del termine sicurezza è quella di “paura” che il cittadino ha di venire scippato, ed è tutta concentrata sulla microcriminalità e sul degrado di alcune aree.
Temi senza dubbio importanti e di cui la maggioranza di centrosinistra si occuperà, anche avvalendosi di idee e contributi da parte delle minoranze. Ma, come ho anche specificato nel mio intervento in consiglio, la scelta politica di non inserire il termine sicurezza all’interno di una delle commissioni è una scelta importante in quanto responsabilizza tutte le commissioni e tutti i consiglieri a tenere conto di questa problematica, non crea un ghetto in cui occuparsene a senso unico e, spesso, con i paraocchi.
Sono estremamente convinto, infatti, che la sicurezza del cittadino vada difesa e tutelata attraverso una quantità di azioni che va oltre il pur importante aspetto del servizio di polizia. Esempi se ne possono fare molti: una pista ciclabile in più e più larga è un intervento che garantisce maggiore sicurezza a quei cittadini che scelgono di utilizzare la bici come mezzo di trasporto? Un centro giovanile in più o aperto più di tre volte alla settimana è uno strumento in più per arginare forme di disagio giovanile che possono sconfinare nella microcriminalità?
Questa è la cultura che vorrei stesse dietro al nostro modo di affrontare il tema sicurezza. Non alimentando le paure dei cittadini ma aumentando le loro opportunità di uscire dalle case e fare comunità. Forse è un’utopia. Di certo, la logica del manganello fa prendere più voti e costa meno. Ma mi è totalmente estranea.
