pedonalizzazione e zona U, due punti di vista
ritengo importante pubblicare queste due lettere, tratte dalle “lettere al direttore” de l’Informazione di oggi, in quanto esprimono molto bene quello che è anche il mio pensiero su pedonalizzazione, zona U, mobilità sostenibile, centro storico.
—
- BENE LA PEDONALIZZAZIONE
Sono una cittadina residente nei paraggi di porta S.Vitale (un posticino davvero tranquillo!), e passo quotidianamente dalla zona universitaria, a piedi o in bicicletta, in quanto è l’unica alternativa respirabile e sicura per attraversare il centro storico. Per 8 anni essa è stata il “percorso casa-scuola” (materna e elementare) dei miei figli; l’anno scorso, anche grazie alle pedonalizzazione, mio figlio più grande, in quinta elementare, ha cominciato a compiere questo percorso da solo a piedi.
Anche il Giardino del Guasto è stato per anni una meta fissa per i miei figli, uno dei pochi spazi a misura di bambino raggiungibili a piedi, in bici, sui pattini.. Spesso mi fermo con loro nelle strade della zona U per un gelato o ci allunghiamo fino a via Irnerio in libreria. Non ho dubbi che la pedonalizzazione ha migliorato la vivibilità di tutta l’area, direi che è una piccola “riserva indiana” per chi ha scelto la mobilità sostenibile.
Credo che l’esperimento sarebbe da estendere e riprodurre, ma almeno non toglieteci la zona U! Lasciateci gustare il nostro gelato della domenica! (A. S.)
- LA BICI DÀ QUALITÀ ALLA CITTÀ
Da quasi vent’anni vivo in Via Mascarella, all’interno della zona “U”, e conosco bene il contesto socio-economico ed ovviamente architettonico- urbanistico di questa zona. Ho avuto, negli ultimi anni, il piacere di lavorare parecchio su queste strade, giorno dopo giorno a contatto con ogni tipo di abitante locale, dal negoziante al residente fino agli studenti fuori sede ed ai venditori ambulanti, ovvero con tutti i miei vicini di casa.
Parlando e ri-progettando, con loro e con gli avventori provenienti da tutta la città, le piazze e le strade dei dintorni, ho potuto constatare quanto per tutti la qualità più alta e imprescindibile della zona in cui amano vivere o venire fosse il tipo di fruizione ciclo-pedonale, lenta e poco stressante che questa zona permette. Gli economici e silenziosi spostamenti in bici, il piccolo commercio che gode di una mobilità leggera, la possibilità di scambio umano continuo che è permesso solo da un utilizzo continuamente interattivo e poco invasivo con il contesto, cioè una fruizione ciclo-pedonale.
La richiesta espressa da me come dalla quasi totalità degli abitanti sopra citati è semmai quella non solo di non tornare indietro con la pedonalizzazione ma di estenderla e di supportarla con interventi di arredo urbano diffusi che attirino ed accompagnino il turista, l’avventore o il residente nel vivere queste strade. (S. R.)
ambiente e mobilità, consigliere di quartiere, impegno contro le paure
