Cosa chiede la Città dei Quartieri
Riporto l’inchiesta sui quartieri fatta dal Corriere di Bologna, con l’intervista al Presidente del San Vitale, Mauro Roda.
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In ogni convegno che si rispetti sulla città c’è almeno un relatore che ricorda che Bologna è stata una delle capitali dell’innovazione istituzionale quando Giuseppe Dossetti e Achille Ardigò si inventarono i quartieri negli anni Sessanta. Da almeno dieci anni si discute della necessità di una riforma del decentramento da legare alla nascita della città metropolitana, tema di cui si parla almeno da una trentina d’anni.
Per ora nessuno è riuscito nell’impresa anche se la giunta Cofferati ha trasferito ai quartieri alcune funzioni (come il welfare). In attesa della riforma (l’assessore Milena Naldi promette che questa volta si farà), però i Quartieri, i più a contatto con le richieste dei cittadini, sono al lavoro per affrontare le sfide del mandato. Il nostro giornale ha fatto un viaggio tra i neopresidenti, ancora eletti dai consigli circoscrizionali, per farci raccontare i progetti, le speranze e le preoccupazioni del mandato che si è aperto con le elezioni dello scorso giugno.
Molti problemi sono comuni. Perché anche e soprattutto i quartieri cittadini, tutti governati dal centrosinistra a eccezione del Santo Stefano dove ha vinto il Pdl, sono alle prese con le ristrettezze della finanza pubblica e con i problemi imposti dal patto di stabilità che limita gli investimenti. Ci sono quartieri interessati ai grandi lavori pubblici e in particolare il presidente del Navile, Claudio Mazzanti denuncia la lentezza esasperante dei cantieri aperti nel suo territorio.
Per molti la priorità è la difesa del welfare e in particolare il quartiere Porto concentra le sue attenzioni sugli over 65 e sulla realizzazione di un centro diurno, mentre il quartiere San Donato si preoccupa soprattutto della popolazione giovanile, che difficilmente riesce ad accedere con successo al mondo del lavoro.
Nel quartiere San Vitale invece la priorità è l’intervento sulla zona universitaria, mentre nel quartiere Santo Stefano si chiede un rafforzamento del controllo del territorio e si auspica, addirittura, l’arrivo dei militari.
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«Ateneo e zona Roveri: servono piani organici»
«C’è un’intera lista di questioni da affrontare». Mauro Roda, presidente del San Vitale, non nasconde i problemi di uno dei Quartieri più complessi della città. Se non altro per la presenza massiccia di universitari.
Nella sua lista di priorità primeggia l’annosa questione del degrado. «C’è un problema di riqualificazione che riguarda tutto il San Vitale — sottolinea Roda — sia la parte centrale che la periferia». Non solo piazza Verdi, per cui serve «un progetto composito di riqualificazione sociale, a partire da misure per migliorarne la vivibilità». Ma anche la periferia del Quartiere: «Dove si trova la zona industriale più estesa di Bologna, le Roveri».
E soprattutto per la zona universitaria, secondo Roda, non bisognerà fermarsi agli interventi a spot: «Serve un intervento organico e strutturale». Alla riqualificazione si lega il problema delle line ferroviarie, che «attraversano il San Vitale come una cesoia — dice Roda — bisogna ripensarle per evitare che si creino ulteriori elementi di degrado». Anche qui, infine, resta da completare il processo di assegnazione delle deleghe sul sociale. «L’avvicinamento dello sportello al cittadino, insieme alla crisi, ha portato a una crescita della domanda — sottolinea Roda — per cui bisognerà rivedere alcuni criteri d’azione per impiegare al meglio le risorse che ci sono».
