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Posts Tagged ‘via zamboni’

Degrado, il comune stanzia un milione di euro (Repubblica, 15 ottobre 2009)

15 ottobre 2009

Il Comune stanzia un milione di euro per manutenzione e pulizia di strade e portici, mentre rimangono in “stand-by” progetti che avevano fatto appena in tempo a partire, in collaborazione tra privati (per le risorse) e Comune (per la semplificazione delle pratiche amministrative). Come il consorzio per il restauro dei portici, guidato da Pierluigi Bottino durante la giunta Cofferati, e poi “arenato” dopo la pausa elettorale e il pensionamento del dirigente.

Il milione di euro di Palazzo D´Accursio per fare la città più bella è inserito nel “programma di riqualificazione urbana” del piano di adeguamento dei lavori pubblici. Così, dopo l´annuncio dell´assessore ai Lavori Pubblici Claudio Merighi, che ha dirottato sulla manutenzione di strade e marciapiedi i 7 milioni di euro inizialmente destinati alla trasformazione di Palazzo D´Accursio in museo, la giunta stanzia risorse per “riqualificare piazze, strade e giardini”. «E´ vero, stiamo lavorando a un piano di riqualificazione del centro - ammette l´assessore all´Urbanistica Marurizio Degli Esposti - Ma non abbiamo ancora deciso a quali interventi specifici destinare questo milione. Stiamo lavorando». Un´idea però, aggiunge, «potrebbe essere quella di ragionare con Hera sulla pulizia, e di chiedere al Global Service di creare un pool di tecnici ad hoc per il centro storico, in maniera che ci sia un gruppo di imprese che si occupa solo di quello». A coordinare il tavolo di lavoro sul centro c´è l´assessore alla città storica Luciano Sita, che vorrebbe portare in giunta un documento organico entro ottobre.

Nel frattempo restano però in stand by molti progetti, anche promettenti. E´ il caso dei consorzi per il restauro dei portici. Ma è anche il caso di “Bologna città bella”, un disegno di Bruno Casalini dell´Ascom, che si trova ancora fermo «al livello di valutazione da parte dell´amministrazione, dopo la primavera elettorale». La delusione serpeggia tra chi aveva approntato un piano per riqualificare il palazzo all´angolo tra via Zamboni e largo Respighi, con il coinvolgimento di studenti e writer, e aveva ottenuto in cambio dal Comune l´impegno a pulire il resto di via Zamboni grazie a un accordo con Hera. «Una e-mail di settembre ci informa che stanno ancora considerando la situazione - dice Casalini - ma noi siamo pronti a partire».

Anche per i 20 mila metri quadri di portici da riqualificare i quartieri chiedono di riprendere in mano la pratica. È un coro unanime e bipartisan: da Mauro Roda del San Vitale («Eravamo partiti bene. Adesso la cosa andrebbe ripresa») a Giuseppe Mioni, l´unico presidente Pdl, del Santo Stefano («Aspettiamo solo un incontro col Comune») fino a Roberto Fattori del Saragozza («C´è stata una pausa, ma abbiamo fatto decine di riunioni, bisogna ripartire»).

Anche perché, «questo progetto va proprio nella direzione indicata dal sindaco, di collaborazione tra privati e pubblico. Il modello era stato inaugurato nell´aprile del 2008: un investimento di 4,4 milioni di euro per le pavimentazioni ed erano stati messi in piedi i consorzi. Per rimettere in sesto almeno le veneziane di quella teoria di arcate che è il «biglietto da visita» della città.

Lorenzo rassegna stampa

25 settembre. Notte bianca dei ricercatori

23 settembre 2009

Più di un ricercatore su tre è precario. Ma su questo fatto drammatico in Italia è calato un silenzio assordante. Nessuna economia della conoscenza, nessuna attenzione per quella preparazione che può far ripartire il paese.

Per questo, ma soprattutto per dare voce e «onore al lavoro nascosto di questi cervelli che proseguono a lavorare nonostante i tagli per amore della scienza», venerdì sotto le Due Torri si svolgerà la prima notte bianca dei ricercatori.

Parteciperanno tutte le Università della regione, con solo a Bologna 133 ricercatori coinvolti in rappresentanza di 33 dipartimenti.

Tra gli appuntamenti della notte della ricerca, fra lezioni e laboratori allestiti nelle diverse piazze e cortili della zona universitaria, c’è il talk show “Parla con … la ricerca” condotto da Serena Dandini insieme al matematico Piergiorgio Odifreddi che si terrà alle 21.30 a La Scuderia, in piazza Verdi.

I veri protagonisti della serata saranno però i ricercatori: a centinaia saranno impegnati dalle 16 a mezzanotte fra esperimenti, dimostrazioni e giochi, attirando l’attenzione dei cittadini fra via Zamboni, Sala Borsa e l’Osservatorio astronomico di via Ranzani.

Non mancheranno inoltre concerti e la musica della Swingers orchestra.

Io ci sarò, anche e soprattutto per dare sostegno ai tantissimi giovani che, sottopagati e precari, sono comunque pilastri dell’università italiana. Meriterebbero e meritano di più. Per loro stessi ma soprattutto per la ricerca e per il futuro dell’Italia

Il programma completo:
http://www.aster.it/nottedeiricercatori/doc/bologna.pdf

Lorenzo Bologna, eventi, giovani, università e ricerca

XIX ASTA DI BICICLETTE

16 settembre 2009

La XIX edizione dell’asta si svolge durante la due giorni di iniziative pro-bicicletta “Pedalando per Kyoto”, promossa da Regione e Comune nell’ambito della “Settimana europea della mobilità sostenibile”: per questo in apertura sarà presente l’Assessore comunale alla mobilità Simonetta Saliera.

E per l’occasione l’appuntamento raddoppia: alle 16 l’asta delle Ferrovie “Memorial Giulio Tappi”, con le biciclette abbandonate in Stazione centrale; alle 17 l’asta Special edition, presentata eccezionalmente dal simpatico duo comico bolognese Malandrino e Veronica, con le biciclette donate o vendute dai cittadini agli organizzatori grazie al nuovo Servizio ritiro bici e riparate nella ciclo-officina dai giovani meccanici dell’Altra Babele.

Anche nella nuova location, la manifestazione non perde il principio ispiratore: sarà premiato non chi offre di più, ma chi dimostra più fantasia! Come nella sua migliore tradizione, infatti, l’asta è pensata come una festa di partecipazione popolare: perciò tutti sono invitati a mettersi in gioco con cartelli dagli slogan spiritosi, travestimenti, oggetti improbabili, per attirare l’attenzione del banditore e aumentare le possibilità di vincere, divertendosi tutti insieme.

L’iniziativa è organizzata dalle Associazioni studentesche L’Altra Babele e Terzo Millennio,con la collaborazione di Rete Ferroviaria Italiana. Come di consueto, gli Amici di Piazza Grande saranno presenti con il loro Bici-centro per garantire un check-up gratuito dei mezzi aggiudicati durante l’asta. La manifestazione è patrocinata e sostenutada Quartiere S. Vitale, Comune di Bologna,Universitàdi Bologna e Regione Emilia-Romagna.

Dopo ormai quattro anni dalla prima edizione, l’asta è diventata un punto di riferimento molto apprezzato dagli studenti e dai cittadini, disposti a usare un mezzo di trasporto veloce, economico e non inquinante, ma che non sempre riescono a reperire fuori dal mercato nero. L’intento dei ragazzi di sCATENAti! è infatti offrire a tutti la possibilità di comprare delle due ruote usate in forma legale, ma sempre per pochi euro, così da contrastare la ricettazione di biciclette rubate in via Zamboni e dintorni. In questi anni il traffico di mezzi rubati è sensibilmente diminuito, dimostrando l’importanza dell’impegno messo in campo da istituzioni e attori sociali della città e del quartiere.

Lorenzo ambiente e mobilità, news dal quartiere, san vitale

Cultura, c’è tanto da riscoprire a Bologna

8 settembre 2009

Anche al fine di riscoprire la grande realtà museale che abbiamo a Bologna, e in particolare nel nostro quartiere, grazie alla presenza dell’ateneo, mi fa piacere segnalarvi questa mostra, recensita anche dal Tg1 e da diversi giornali nazionali, che si terrà al Museo Geologico Capellini, in via Zamboni 63. (Tel. 051 2094555)

Bologna è davvero ricca di musei, e molti di essi vanno riscoperti non tanto dai turisti, ma soprattutto da noi che la viviamo tutti i giorni e che siamo troppo spesso ignari di quanto la nostra città può già offrirci.

Ecco l’articolo dal Corriere della Sera:

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Un Tirannosauro all’Università
Dinosauri ed altri grandi vertebrati ritrovati lungo la penisola protagonisti di una mostra al museo Capellini

Un Tirannosauro mignon e un rettile delfino, ma anche foche, iene ed elefanti. I dinosauri ed altri grandi vertebrati ritrovati lungo la penisola saranno i protagonisti di una mostra che ricompone i frammenti di un Italia remota, ancora arcipelago di isolette tropicali a Nord della costa africana.

La mostra sarà aperta da sabato e fino all’11 gennaio al Museo geologico Capellini dell’Università di Bologna. È dedicata ai dinosauri italiani e altri vertebrati fossili del nostro paese: dai rettili marini vissuti 200 milioni di anni fa, ai grandi erbivori e carnivori, agli antenati delle moderne foche e iene. Tutti convenuti al Museo geologico Giovanni Capellini di via Zamboni, a Bologna, per il centesimo compleanno del suo ospite più celebre: il Diplodocus Carnegiei, replica perfetta dello scheletro dell’imponente erbivoro del Nord America (26 metri di lunghezza per 5 di altezza al bacino), che il magnate e filantropo americano Andrew Carnegie, da cui prende il nome, donò a Bologna un secolo fa.

Meno mastodontici i dinosauri italiani protagonisti della mostra ma non meno sorprendenti: sono più di quaranta gli esemplari che si potranno ammirare, scelti tra i più grandi dinosauri e vertebrati scoperti in Italia.

Lorenzo cultura

Centro, il flop delle isole pedonali (Corriere, 27 agosto 2009)

27 agosto 2009

Poteva essere eccellente per la sua gestione del traffico, per le modalità con cui far convivere centro storico e modernità, Medioevo e nuovo Millenio. E invece Bologna ha perso un’occasione. La promessa di diversità non è riuscita a mantenerla, anche se nell’84 i cittadini dissero a gran voce in un referendum che non volevano più le macchine in centro. Dopo il recente dibattito lanciato dal Corriere di Bologna su ciò che distingue, se c’è, o poteva distinguere il capoluogo emiliano dalle altre città italiane, abbiamo deciso di fare un viaggio nella città. Per scoprire dove sono le sue eccellenze o in quale campo l’eccellenza non è mai stata invece raggiunta.

Siamo partiti dalle politiche del traffico, la questione del momento, viste le recentissime polemiche dei commercianti e degli osti della zona «U», che parlano di finta pedonalizzazione di un’area che aveva solo bisogno di regole e non di una chiusura 24 ore su 24 senza possibilità di appello. Il neo assessore al Traffico Simonetta Saliera per ora ha «congelato» il provvedimento del sua predecessore Maurizio Zamboni: ha deciso di vedere come vanno le cose per altri sei mesi. Ed è stata subito rivolta. Soprattutto degli esercenti che non mandano giù una misura che avrebbe pretese di pedonalizzazione, pur facendo passare auto e moto nelle strade limitrofe alla «zona rossa».

A RITROSO - Ma quella della zona «U» è solo l’ultimo dei provvedimenti sul traffico che hanno tentato di dare un volto diverso a Bologna, di renderla un «esperimento» unico nel panorama italiano. Si è andati avanti anni per tentativi, ma l’obiettivo di ridurre il traffico è rimasto un obiettivo. Manca un piano organico dei trasporti: il people mover è ancora in fase embrionale e se ne parla da molti anni. Da ancora più tempo si parla del metrò che chissà quando verrà alla luce. Il Servizio ferroviario metropolitano procede a singhiozzo e ogni giorno fa deglutire bocconi amari agli utenti. E il Civis non porterà, se non nel mezzo, alcuna novità significativa nella circolazione.

Ai parcheggi pubblici, che potrebbero alleggerire il carico sul centro, non è mai stata dedicata una politica ad hoc. Ci si è provato quindi seriamente accendendo Sirio e Rita. Risultato: una sfilza pressoché infinita di multe e una riduzione del traffico che non assomiglia lontanamente agli obiettivi che ci si era posti.

Quindi le pedonalizzazioni o semi-pedonalizzazioni. Sono solo due i tentativi che funzionano: via D’Azeglio, qualche centinaia di metri appena, e piazza Galvani. Quando si è provato ad allargarsi ad aree più vaste si sono creati solo ibridi che hanno tutti i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le cose.

E gli stop al centro soffrono della politica a «colabrodo»: le maglie sono strette dove non serve (vedi la notte nella zona universitaria), e sono larghe dove il traffico sarebbe meglio tenerlo fuori. Via delle Moline e via Altabella, per esempio: è pieno centro, qualcuno osa con i tavolini all’esterno, ma osa fino a un certo punto perché in quella che il Comune chiama «area pedonale» moto e macchine passano lo stesso.

Alessandro Caiolo del locale «Bounty» in via Moline lo dice senza fronzoli: «Lo sanno tutti che alla fine si passa, e le moto spesso sfrecciano a tutta velocità: se facessero una vera pedonalizzazione, l’area potrebbe essere ulteriormente riqualificata». Stessa situazione a metà in via Oberdan. «Area pedonale questa? — dice Davide Abba, edicolante — Alla fine passano tutti, lo smog è identico ad altre zone del centro».

GHETTO EBRAICO - Tanto è vero che poco più in là, nelle viuzze del ghetto ebraico, dove i cartelli di zona pedonale sono in bella vista, i motorini circolano tranquillamente e le macchine sono parcheggiate in ogni angolo. Per non parlare del primo tratto di via Zamboni, tutto un passare di auto, moto, camion merci. «Dovrebbe essere un’area pedonale — dice il gestore della tabaccheria — ma c’è un gran traffico. Con tutti questi residenti come si fa a pedonalizzare?». Per quello in zona universitaria non si riesce a centrare l’obiettivo, forse.

Ma anche in via del Pratello non cambiano molto le cose: l’area pedonale non funziona. Una residente affacciata alla finestra ci dice: «Passano in troppi con la macchina, così non si può andare avanti». I furbi ci sono sempre, ma ci sono anche perché le maglie sono larghe, dove non ci sono telecamere. Basta vedere piazza San Domenico, aperta teoricamente solo per le Messe e le conferenze, ieri alle 14 aveva una fila di auto parcheggiate.

Via D’Azeglio e piazza Galvani sono i «gioiellini». Quella è pedonalizzazione vera. Piccola piccola, ma vera. E Giancarlo Campolmi del «Gran Bar» ammette: «Noi qui siamo dei privilegiati, andrebbe chiuso tutto il centro e riempito di fiori». E pensare che all’epoca fu vera rivoluzione.

(Daniela Corneo)

Lorenzo ambiente e mobilità, rassegna stampa

Con Cofferati luci e ombre, ma ha ignorato l’Università. (L’Informazione, 20 luglio 2009)

20 luglio 2009

Con suo grande rammarico non è più il presidente del San Vitale. Ma Carmelo Adagio su piazza Verdi ha molto da raccontare. Cinque anni vissuti sempre sulla notizia, tra polemiche, manifestazioni, iniziative. Li definisce «cinque anni tra luci e ombre». ricordando le mille difficoltà per avviare i progetti, per far convergere sindaco e rettore su iniziative comuni, per dialogare con i comitati anti-degrado.
Adagio, che cosa rimane di questi cinque anni?
«Direi senza dubbio che ci sono state luci e ombre».
Perchè?
«Nel 2004 la giunta aveva indicato delle priorità: qualche risultato lo ha ottenuto, qualche altro no».
Quali erano queste priorità?
«Le ordinanze sugli orari; il ritorno della zona a una vocazione culturale; la pedonalizzazione; gli interventi sull’arredo urbano e quelli sulla marginalità».
Quali sono andati a segno e quali no?
«Risultati positivi sono stati ottenuti con le ordinanze e con gli interventi sul disagio. Ma gli obiettivi veri sono stati
centrati in ambito culturale, grazie all’impegno di Angelo Guglielmi e Mauro Felicori: grazie a loro abbiamo portato “Bè Estate” in piazza Verdi nel 2007 e nel 2008».
Quest ’anno però non ci sarà. Si torna all’antico?
«Evidentemente non ci sono soldi; speriamo non si facciano passi indietro».
Sulla pedonalizzazione luci e ombre.
«Resto convinto che la pedonalizzazione abbia portato benefici. Forse c’è stato un lieve calo di pubblico per i commercianti. Ma in quel settore i problemi sono stati altri».
Quali?
«Non siamo riusciti a valorizzare il commercio. Con  Mambo abbiamo aperto qualche bottega, ma non siamo riusciti a cambiare il tessuto commerciale della zona. E ancora oggi non so il perchè. Forse l’amministrazione comunale può incidere solo fino a un certo punto».
Pochi risultati sull’arredo urbano.
«Si poteva fare di più. In qualche caso come per i bagni pubblici, le risorse sono state trovate, ma la Sovrintendenza
ha bloccato tutto. In altri, come nel caso del rifacimento di via Mascarella, l’intervento è stato rinviato, nonostante
sia finanziato. Abbiamo portato a casa la nuova illuminazione e presto (fra settembre e ottobre) arriveranno le bacheche in via del Guasto ».
Lo scontro coi comitati ha accresciuto le vostre  difficoltà?
«Penso che in questa vicenda ci sia stata una clamorosa distorsione mediatica. Si è esagerato una situazione che
non era quella in cui versava la zona universitaria».
E con le altre istituzioni com’è andata?
«Certi discorsi con Cofferati non si sono potuti fare. Troppe gelosie tra amministrazione comunale e Università. Laddove l’Ateneo proponeva, Cofferati ignorava. È stato impossibile per me fare da tramite».
Qual è il futuro di piazza Verdi?
«Non si va avanti con le sole ordinanze. Bisogna partire da quello che ha scritto Delbono sul programma: via Zamboni diventi la via della cultura».
E per lei ora quale futuro?
«Sono rammaricato per la mancata riconferma. Mi hanno scaricato e non so il perchè. Ora riparto dal mio lavoro e dalla collaborazione con “Sinistra e Libertà”

Lorenzo rassegna stampa, san vitale