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La scelta di Bologna: fa dietrofront e diventa la capitale dei graffiti

22 dicembre 2009

«Vogliamo ampliare le aree dove writers, graffitisti, pittori di murales, insomma “l’arte urbana” possa proporsi a Bologna». A parlare così è Milena Naldi, assessore per le Politiche della Casa e al Coordinamento Quartieri nella giunta bolognese di Flavio Delbono.

Sotto le due torri quello de “l’arte urbana” è, come noto, argomento scottante: l’ex sindaco Sergio Cofferati infatti aveva dichiarato guerra ai writers, soprattutto se attivi nel centro storico, tanto che si era parlato per loro addirittura di arresto, quasi fosse un’iniziativa del Comune quando in realtà sporcare o anche dipingere palazzi storici è punito da una legge dello Stato a cui gli enti locali non possono che adeguarsi.

Da parte loro, i writers, se l’erano legata al dito e avevano lanciato la faccia del “cinese”, una pittura spray fatta con una mascherina e dunque seriale, che era cominciata ad apparire sui muri della città. Come sempre era divampata una polemica: sollecitato da Romano Prodi anche Delbono all’inizio del suo mandato l’estate scorsa firmavala sua prima delibera proprio contro “gli imbrattatori”: «È vero – prosegue Naldi-ma è stato un cambio di passo: “Gioca pulito con Bologna” è una iniziativa per coinvolgere e soprattutto convincere tutti, cittadini, imprese, gli stessi writers e le fondazioni, che ci mettono anche dei soldi, che la città va tenuta pulita. Come si rimuovono i rifiuti vanno tenute pulite le mura. Spesso si tratta di scarabocchi, che al massimo possono essere l’embrione selvaggio del writing vero e proprio».

Allora perché l’idea di far nascere iniziative per i writers? «Perché Bologna è una città dove storicamente questa arte urbana si è manifestata ed è cresciuta con forza e consapevolezza», spiega ancora Naldi, forte della prospettiva che forse le è più propria essendo una storica dell’arte. «In accordo con il sindaco e la giunta – prosegue – abbiamo creato delle palestre, vale a dire delle aree libere dove chi inizia possa sperimentare, crescere e ampliare la sua cultura visiva. I writers praticano il lettering, lavorano sulle lettere del loro pseudonimo di battaglia, da cui partono per realizzare anche altro. Occorre tempo e pratica».

In passato però i writers più affermati sono entrati in polemica con la città…«Con loro stiamo ora lavorando per fare sei opere da realizzare sulle mura delle case del comune di Bologna. E dico lavorando, perché con Dado e Stefy, Rusty e Ciuffo vogliamo anche coinvolgere e convincere gli abitanti di quelle aree in modo che gli interventi non siano avvertiti come una prevaricazione».

Dunque spazio all’arte urbana e galera per gli imbrattatori? «Al contrario stiamo organizzando con i writers più celebri incontri pubblici, anche nelle scuole, per spiegare che una differenza esiste tra questa arte urbana e l’imbrattamento. Perché una differenza esiste davvero».

Eletta nelle liste di Sinistra per Bologna, Naldi, appena insediata, si è trovata sulla scrivania di assessore un piatto davvero bollente a Bologna come nella stragrande maggioranza delle città italiane: il dramma degli sfratti. È naturale chiederle come sia possibile che in un paese dove la disoccupazione aumenta, le fabbriche chiudono, la tensione sociale e politica cresce esponenzialmente ogni giorno, il writing, l’arte urbana e pure l’imbrattamento possano essere avvertiti come “problemi prioritari”?

«È la dimostrazione che la bellezza e la vivibilità della propria città non sono contrattabili: i bolognesi si sono sentiti abbandonati, e può essere la miccia per forti tensioni. Ma c’è anche spazio di manovra: verso Modena, a Calderara sul Reno, l’intera stazione è stata data ai wirters per portare un elemento di colore e fantasia in zone che ne hanno bisogno; alcuni imprenditori stanno affidando proprio ai writers che lavorano sui nomi la stilizzazione dei loro marchi, partendo da opere realizzate sulle pareti delle fabbriche».

RISERVA INDIANA? L’arte urbana però ha in sé un elemento di rivolta, di ribellione: così invece per queste espressioni sembra stia nascendo una specie di riserva indiana? «Tra la condizione di illegalità e quella di artista cui sono commissionate opere indubbiamente c’è una criticità: credo però che chi si esprime attraverso le più svariate forme cerchi di essere riconosciuto, o per lo meno non gli dispiaccia.

E poi i writers la loro battaglia la hanno vinta: alla Fondation Cartier si è chiusa da poco tempo una mostra a loro dedicata, sono studiati nelle università e nelle scuole di grafica, e in particolare quelli bolognesi da Fabiola Naldi, che, lo sottolineo, non è mia parente, e a Dozza ha anche dedicato loro una sezione nella Biennale del muro dipinto. E come storica dell’arte, al di là delle mie preferenze, resto affascinata da come l’arte di strada e tutta l’arte pubblica intendano mettersi di fronte alla città, piuttosto che chiudersi nelle gallerie».

Lorenzo consigliere di quartiere, cultura, rassegna stampa

Graffiti, vademecum contro il fai-da-te

16 dicembre 2009

Ripulire i muri dei palazzi dai graffiti non avrà costi proibitivi. Poco più di cento euro al metro quadrato considerando il prezzo orario tra i 30 e i 35 euro e il tempo che ci si impiega, oscillante dalle tre alle quattro ore.

È un primo risultato della sperimentazione che il Comune e la Soprintendenza ai Beni architettonici hanno effettuato su un primo lotto di monumenti storici imbrattati, tra cui palazzo Pepoli Campogrande, palazzo Fava e il portico del Pavaglione. I tecnici hanno lavorato su muri, arenarie e colonne mettendo a punto le migliori tecniche per la cancellazione dei graffiti e di altre lordure effettuate con vernice. Tutto è stato in qualche modo codificato fino a formulare una sorta di prontuario per gli interventi di questo tipo.

In pratica sono state sperimentate varie qualità di gel rimuoventi nonché di solventi capaci di dissolvere la vernice ed è stato utilizzato il laser che ha dato grandi risultati sui laterizi, in particolare nella rimozione delle scritte con pennelli indelebili, le più tenaci.

Come hanno spiegato ieri la soprintendente Carla Di Francesco e la dirigente del Comune Raffaela Bruni, l´esperienza accumulata in questi mesi di primi interventi (eseguiti con un finanziamento di 180 mila euro) confluirà in una serie di «linee guida» per la ripulitura dei muri. Il Comune si impegna ad adottarle nel prossimo intervento sugli altri monumenti cittadini già identificati lungo il percorso «Città museo» il cui appalto è prossimo. Saranno accolte anche le indicazioni sui prezzi che diventeranno un termine di paragone per i privati che vorranno ripulire i loro muri.

«Intendiamo con questo scongiurare il fai da te che spesso crea più problemi degli stessi graffiti - spiega Di Francesco - per evitare che a vernice si sovrapponga vernice e Bologna diventi un mascherone». Per la soprintendente sono da bocciare anche i disegni sulle saracinesche con l´intento di dare ai graffitari uno spazio evitando così la scrittura sui muri: «Ne faremmo volentieri a meno» è stato il suo commento con riferimento a palazzi di pregio o a saracinesche sotto i portici.

Il Comune comunque si augura che molti cittadini decidano di ripulire i loro muri in una generale ripresa del senso civico. Le procedure saranno semplificate e basterà compilare una scheda in cui saranno specificati il tipo di edificio, la natura della superficie e il tipo di vernice usato per imbrattare. Se saranno mantenute le procedure indicate da Comune e Soprintendenza, solo con quella il cittadino potrà evitare la trafila della domanda alle Belle arti e cominciare il restauro.

Enzo Scutellari, del Comune ha spiegato che tutti gli edifici ripuliti sono stati censiti con ripetuti sopralluoghi, mentre Antonella Pomicetti, della Soprintendenza, ha illustrato le tecniche di cancellazione dei graffiti basate su vari gel rimuoventi e sulla tecnica del laser. «Purtroppo - ha detto - le vernici spray penetrano a fondo nella porosità delle arenarie rendendo difficile la rimozione. In questo, il laser è molto efficace». Finita la cancellazione si applica un film protettivo che, in caso di nuovo attacco dei graffitari, impedisce alla vernice di penetrare in profondità.

Lorenzo rassegna stampa

Degrado, il comune stanzia un milione di euro (Repubblica, 15 ottobre 2009)

15 ottobre 2009

Il Comune stanzia un milione di euro per manutenzione e pulizia di strade e portici, mentre rimangono in “stand-by” progetti che avevano fatto appena in tempo a partire, in collaborazione tra privati (per le risorse) e Comune (per la semplificazione delle pratiche amministrative). Come il consorzio per il restauro dei portici, guidato da Pierluigi Bottino durante la giunta Cofferati, e poi “arenato” dopo la pausa elettorale e il pensionamento del dirigente.

Il milione di euro di Palazzo D´Accursio per fare la città più bella è inserito nel “programma di riqualificazione urbana” del piano di adeguamento dei lavori pubblici. Così, dopo l´annuncio dell´assessore ai Lavori Pubblici Claudio Merighi, che ha dirottato sulla manutenzione di strade e marciapiedi i 7 milioni di euro inizialmente destinati alla trasformazione di Palazzo D´Accursio in museo, la giunta stanzia risorse per “riqualificare piazze, strade e giardini”. «E´ vero, stiamo lavorando a un piano di riqualificazione del centro - ammette l´assessore all´Urbanistica Marurizio Degli Esposti - Ma non abbiamo ancora deciso a quali interventi specifici destinare questo milione. Stiamo lavorando». Un´idea però, aggiunge, «potrebbe essere quella di ragionare con Hera sulla pulizia, e di chiedere al Global Service di creare un pool di tecnici ad hoc per il centro storico, in maniera che ci sia un gruppo di imprese che si occupa solo di quello». A coordinare il tavolo di lavoro sul centro c´è l´assessore alla città storica Luciano Sita, che vorrebbe portare in giunta un documento organico entro ottobre.

Nel frattempo restano però in stand by molti progetti, anche promettenti. E´ il caso dei consorzi per il restauro dei portici. Ma è anche il caso di “Bologna città bella”, un disegno di Bruno Casalini dell´Ascom, che si trova ancora fermo «al livello di valutazione da parte dell´amministrazione, dopo la primavera elettorale». La delusione serpeggia tra chi aveva approntato un piano per riqualificare il palazzo all´angolo tra via Zamboni e largo Respighi, con il coinvolgimento di studenti e writer, e aveva ottenuto in cambio dal Comune l´impegno a pulire il resto di via Zamboni grazie a un accordo con Hera. «Una e-mail di settembre ci informa che stanno ancora considerando la situazione - dice Casalini - ma noi siamo pronti a partire».

Anche per i 20 mila metri quadri di portici da riqualificare i quartieri chiedono di riprendere in mano la pratica. È un coro unanime e bipartisan: da Mauro Roda del San Vitale («Eravamo partiti bene. Adesso la cosa andrebbe ripresa») a Giuseppe Mioni, l´unico presidente Pdl, del Santo Stefano («Aspettiamo solo un incontro col Comune») fino a Roberto Fattori del Saragozza («C´è stata una pausa, ma abbiamo fatto decine di riunioni, bisogna ripartire»).

Anche perché, «questo progetto va proprio nella direzione indicata dal sindaco, di collaborazione tra privati e pubblico. Il modello era stato inaugurato nell´aprile del 2008: un investimento di 4,4 milioni di euro per le pavimentazioni ed erano stati messi in piedi i consorzi. Per rimettere in sesto almeno le veneziane di quella teoria di arcate che è il «biglietto da visita» della città.

Lorenzo rassegna stampa

Pronto il piano anti-graffiti. Strade e palazzi: 425 interventi (Corriere, 22 settembre)

23 settembre 2009

Il Comune di Bologna ha trovato l’accordo con la Soprintendenza sul piano per cancellare i graffiti dal centro storico e ora si può partire per davvero: la ripulitura dei muri comincerà in concreto dopo il 4 ottobre, la festa di San Petro nio. Era stata la prima delibera voluta dalla giunta Delbono, un provvedimento simboli co caldeggiato fortemente anche dall’ex premier Romano Prodi, ma l’ardore amministrativo aveva dovuto fare i conti con la Soprintendenza che aveva chiesto di fare una mappa di muri e superfici per trova re i materiali e le tecniche mi gliori. Il lavoro è stato completato e ora l’amministrazione ha in mano «il progetto di qualificazione e valorizzazione del sistema di collegamenti tra le sedi del museo della città, una mappa di 463 pagine con indicate nel dettaglio le aree su cui si interverrà. Complessivamente sono previsti 425 interventi.

Il piano è articolato in quattro diverse parti: le facciate, i beni monumentali individuati dall’articolo 2 del D.L 490/99 (in sostanza le zone sottoposte a vincolo dalla Soprintendenza), i portoni e le ve­trine e una quarte parte denominata altri elementi. Si comincia da via Castiglione. Per fare un esempio sono previsti interventi ai civici 1, 2, 3, 5, 7, 9 e 12g. Prevista la pulitura di via Farini 22, di piazza Minghetti 3c, di via Clavature 2, 4, 8, 9, 17, 17c e 18b. Poi si procederà lungo via de’ Toschi, che ha ospitato la sede del quartier generale di Guazzaloca in campagna elettorale: interventi sono previsti ai civici 4 e 7. L’elenco dei lavori prosegue con piazza Re Enzo e con moltissi mi graffiti (si fa per dire) segnalati in via Indipendenza. Attenzione particolare sarà data poi alla ripulitura di via Altabella, dove ha sede la Curia. Il piano prosegue lungo via Manzoni, via Parigi e via Nazario Sauro. Il record degli interventi è in via Galleria, dove sono state mappate 95 aree di degrado.

Le aree di interesse monumenta le sono invece dislocate in via Castiglione, in piazza Minghetti, in via Clavature, in via De’ Toschi, in piazza Maggiore (sono previsti 14 interventi), in piazza del Nettuno, in via Indipendenza, in via Altabella, in via Manzoni, via Parigi, via Nazario Sauro, via Galliera.

I portoni e le vetrine da ripuli re sono anche in piazza del Francia, piazza Minghetti, via Rizzoli e via Clavature. Infine, sotto la di citura altri elementi sono ricompresi i box della posta, i cassonetti, le cabine telefoniche, pannelli dell’Enel, campane per la raccolta differenziata, le colonnine dei fittoni mobili, cartelli stradali (pochi per la verità rispetto a quelli imbrattati).

Il piano che costerà circa 200mila euro e che è stato co-finanziato dai privati (in prima fila la Fondazione Carisbo) è naturalmente solo il primo intervento di una strategia che dovrebbe coinvolgere anche il resto della città. Resta poi una domanda senza risposta: la rimessa a nuovo del salotto della città sarà sufficiente a scoraggiare gli imbrattatori di professione? Sarebbe una beffa rivedere il centro storico deturpato ma almeno la giunta potrà dire di averci provato.

Lorenzo rassegna stampa

A proposito del foglio di via a chi sporca i muri

10 settembre 2009

Molti di voi avranno letto del foglio di via recapitato dalla Questura di Bologna ad uno studente fuorisede di 21 anni, sorpreso a tracciare una scritta su un muro in via Berti. Ho ritenuto opportuno intervenire sulla questione con il seguente comunicato:

“Il foglio di via recapitato dalla Questura di Bologna ad uno studente ventunenne sorpreso ad imbrattare i muri è una misura sproporzionata che di certo non aiuterà a gestire i rapporti con il movimento universitario, anzi, rischia di rinsaldare e favorire le frange più estreme. Mi sembra davvero una pessima idea.

Il mondo della scuola e quello dell’università sono in tumulto per via dei tagli proposti dall’attuale governo. Già lo scorso anno le proteste degli studenti sono state ripetute e a mio avviso giustificate e credo proprio che ci saranno momenti di tensione anche questo autunno. A chi è utile un provvedimento che, lungi dal servire per rendere più sicura Bologna, aumenterà invece il livello dello scontro?

Senza contare  che il foglio di via si dà a spacciatori, borseggiatori e criminali di questa risma, non certo ad un ragazzo di ventuno anni sorpreso imbrattare i muri. Una multa mi sarebbe parsa un provvedimento più intelligente. Non è così che si rende Bologna più sicura ”

Non è certo per prendere le parti di un ragazzo che,  a soli 21 anni, ha già raccolto la bellezza di 14 denunce che ho fatto questo comunicato. La mia preoccupazione è un’altra: misure come queste, che sono esclusivamente mediatiche, serviranno solo a inasprire i rapporti in un autunno che, a causa delle polemiche che i provvedimenti della Gelmini stanno portando e porteranno con sè, sarà già di per sè molto caldo.

la cosiddetta Onda Anomala che ha caratterizzato il movimento studentesco e universitario l’anno scorso, ha coinvolto centinaia di migliaia di giovani in tutta Italia.  Con l’affievolirsi della protesta - che peraltro, ahimè, non ha smosso di un millimetro la Gelmini - dell’Onda e del suo nome si sono appropriati piccoli gruppi organizzati, che non rappresentano affatto la moltitudine degli studenti, e sono interessati ad alzare il livello dello scontro. Tutto ciò a me preoccupa, e credo che un provvedimento come quello del foglio di via serva solo ad inasprire gli animi e a favorire, appunto, le frange più estreme dl movimento universitario.

Un ultimo appunto: il giornalista dell’agenzia stampa Dire ha riportato questo mio comunicato tagliando la frase “rischia di rinsaldare e favorire le frange più estreme” e inserendo il seguente commento: “La Sinistra per Bologna contesta la decisione assunta della Questura di Bologna ai danni del fuorisede, proprio nel momento in cui la giunta comunale di Flavio Delbono si impegna nella campagna anti-graffiti”. Da dove venisse fuori questa lettura ditemelo voi….

Contro l’imbrattamento dei muri ci vogliono multe salate o, perchè no, la condanna a ripulire a proprie spese ciò che si è sporcato.

Lorenzo Bologna, consigliere di quartiere

Intesa fra Comune e Soprintendenza sulla lotta agli imbrattatori (Repubblica, 10 luglio 2009)

10 luglio 2009

Comune e soprintendenza si incontrano a mezza strada sulla lotta ai graffiti. Il sindaco Flavio Delbono sposta un po’ in avanti il termine che si era dato per sconfiggere gli “scarabocchi” sui muri, dicendo: «Mi auguro che tra la fine dell’estate e l’inizio dell’a utunno si possano già vedere i primi risultati», mentre “scoppia la pace” con le Belle Arti, con la firma di un comunicato congiunto dove si cita la “semplificazione delle procedure”, il “ coinvolgimento dell’intera città” e un gruppo tecnico misto per dar corpo a una lotta condotta “fianco a fianco”.

Una dichiarazione di pace dopo giorni in cui alla veloce mobilitazione dei neo eletti a Palazzo D’Accursio, che non hanno neanche aspettato la prima riunione di giunta per cercare di mettere in campo un “piano graffiti”, aveva risposto la prudenza degli organi chiamati a tutelare il patrimonio storico della città. Così mentre Delbono aveva promesso che si sarebbe vista entro l’e state la “delibera numero 1” annunciata in campagna elettorale per sconfiggere il “morbillo” delle scritte sui muri, la soprintendente Alessandra Marino e la dirigente regionale dei Beni Culturali, Carla Di Francesco, in Comune per un summit sui writer, chiedevano di studiare meglio muri e superfici prima di partire con tuta e pennello. «C’è uno studio da fare sui materiali e sulle tecniche migliori per cancellare le scritte — dicevano gli architetti — bisogna mettere a punto dei protocolli tecnici d’intesa, far corrispondere alle diverse superfici delle specifiche tecniche di pulitura. Ci vuole un po’ di tempo, siamo pochi e i mesi di luglio e agosto sono i peggiori».

Da una parte l’esigenza di rispondere ai cittadini che magari si sarebbero accontentati di una “mano di vernice”, dall’altra la volontà di tutelare il “centro storico nel suo complesso”. Ieri si è voluto sgomberare il campo dagli equivoci: il Comune e la soprintendenza non stanno su due fronti contrapposti ma procedono nella stessa direzione. In un comunicato diffuso a firma congiunta da Comune e sovrintendenze, si parla di «lavoro comune per qualificare la città urbana». Semaforo verde quindi per un tavolo tecnico misto, non solo per «lo studio delle migliori modalità d’i ntervento», ma anche per la «semplificazione delle procedure».

Via libera anche a quel coinvolgimento di tutte le parti della città su cui punta con decisione il sindaco, come ha ribadito anche ieri a margine della presentazione del bilancio sociale di Unipol gruppo finanziario. «Ovviamente vogliamo fare un buon lavoro, quindi tenere conto anche dei suggerimenti della Soprintendenza — ha detto Delbono — la città comunque sta rispondendo molto bene e credo che questo sia uno dei fattori che mi lascia ben sperare perché il coinvolgimento dei produttori, dei commercianti, della soprintendenza, delle scuole, secondo me può farne un progetto pilota». I tempi rapidi, anche per “rispondere” alla richiesta dell’ ex premier Romano Prodi che il giorno dopo le elezioni aveva detto: “domani via i graffiti”, saranno quelli dettati dal rispetto delle regole. «I tempi saranno utili anche per rispettare le regole — ha detto infatti il sindaco — perché si tratta di appaltare i lavori e quindi questo ha una sua tempistica. Ovviamente meglio partire una settimana dopo con tutte le carte in regola e sicuri di fare un buon lavoro, quindi mi auguro che tra la fine dell’estate e l’i nizio dell’autunno si possano già vedere i primi risultati».

(Eleonora Capelli)

Lorenzo Bologna, rassegna stampa